Metronomy

Love Letters

2014 (Because) | pop elettronico

Uno dei punti fermi della rivoluzione punk era la rinuncia ai canoni del rock e delle sue regole: per essere aggressivi non era necessario irrobustire il sound, ma piuttosto sprizzare energia anche con tre strumenti neanche accordati. La stessa regola nutriva la rivoluzione pop: le canzoni avevano ritornelli malinconici e oscuri che si nutrivano degli spazi liberi lasciati dall’approccio naif e rinunciavano alla sovrapproduzione del mainstream.
Il nuovo album dei Metronomy “Love Letter” è sostanzialmente un album dall'attitudine pop-punk: rinunciando all’estetica del revival elettronico e ampliando il fronte esoterico e psichedelico del suono, come già ampliamente annunciato nel precedente “The English Riviera”, il gruppo, dopo aver rielaborato il synth-pop e il rhythm & blues, affonda le mani nell’elettronica analogica, sporcandola in un magma psichedelico dai toni folk e pastorali.

I Metronomy sembrano aver finalmente preso confidenza con lo studio di registrazione e hanno acquisito completa padronanza dei timbri e dei colori della loro musica: registrato nei Toe Rag Studios di Londra (gli studi analogici dove hanno lavorato i White Stripes) l’album rielabora le intuizioni pop del passato incrociandole con fluidi kraut-rock (“Reservoir”) e strambi residui di weird-folk (“Never Wanted”) con risultati inediti che sono il frutto di una visione leggermente apocalittica della natura umana e della incomunicabilità contemporanea.
È musica agrodolce, elegante, dove è il ricordo a vincere sulla spensieratezza dell’euro-disco anni 80 (la suggestiva malinconia di “The Most Immaculate Haircut”) o il cinismo a sconfiggere l’utopia (l’oscuro timbro teutonico della minimalista ballad notturna “Call Me”). I Metronomy restano infatti abili nel creare nuovi standard di pop elettronico con soluzioni liriche e ritmiche originali e atipiche: valga su tutte l’obliqua strategia armonica del piccolo gioiellino ”The Upsetter“ che apre l’album creando un ponte tra il passato e il presente, o la spensieratezza cristallina di “Love Letters”, una sbarazzina pop song anni 60, ricca di coretti femminili e riff uptempo.

“Love Letters” sottolinea la vulnerabilità di una generazione cresciuta all’ombra delle ultime utopie generazionali e trova nella psichedelia l’ultima frontiera per recuperare la sincerità di un pop ormai vittima delle sue regole e dei suoi cliché, spingendosi oltre i confini della West Coast e del trip lisergico in “Month Of Sundays” per poi ripiegare verso il soft-porn-disco di “Boy Racers”. Altrove rispuntano tenui spunti soul (“I'm Aquarius”) e nuove soluzioni chamber-pop (“Monstrous”) che citano Zombies e Byrds, ma restano sempre legate a una struttura da demo-recording che amplifica il fascino retrò e quasi alieno di “Love Letter”.

La musica dei Metronomy è una lettera d’amore dove tutti siamo destinatari ma non c’è nessuna promessa, solo la consapevolezza di dover rielaborare il linguaggio della musica pop per incrociare i sogni di una generazione in bilico tra realtà virtuale e decadenza culturale.

(21/05/2014)



  • Tracklist
  1. The Upsetter
  2. I'm Aquarius
  3. Monstrous
  4. Love Letters
  5. Month of Sundays
  6. Boy Racers
  7. Call Me
  8. The Most Immaculate Haircut
  9. Reservoir
  10. Never Wanted


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