Peaking Lights

Cosmic Logic

2014 (Domino) | psych-dub-pop

Avevamo lasciato i Peaking Lights ormai due anni fa con le belle allucinazioni tropical-crepuscolari di “Lucifer”. Un gap non troppo ampio ma in cui tante cose sono successe, tra cui la nascita di un figlio e la pubblicazione di una raccolta di auto-remix. Questo, insieme ad alcuni indizi impliciti già in “Lucifer”, lasciavano intuire come questa strana coppia stesse tentando da tempo una svolta più orientata al beat e più accomodante verso un pubblico più ampio della stretta cerchia neo-neo-psichedelica in cui avevano trovato larghi consensi a partire da “936”, la stessa che nel 2014 ha già consumato gli infausti poteri della carta-jolly dell'hype.
“Cosmic Logic” è il prevedibile passo successivo nell'ottica del ripulimento ulteriore del marchio Peaking Lights in vista di nuove spiagge: un'operazione-sgrassatore nei confronti di quei residui lo-fi degli esordi che li avevano traghettati nelle grazie della Not Not Fun, ma anche delle strutture dub-psichedeliche arrangiate a mo' di mini-suite aperte, definitivamente abbandonate in favore del formato-canzone.

Che pop sia dunque. Aaron Coyes si rivela in questo senso orchestratore ottimo e intelligente, incastrando groove e ritmiche originali e mai così sostenute, giocando coi rimandi a certo synth-pop e finanche alla disco-house, con i bassi che si fanno sintetici e finalmente addomesticati.
E Dunia che dal canto suo si ritrova (suo malgrado?) nel ruolo di vocalist vera e propria e non più di tappezzeria sonora alla stregua dei bassi e dei loop. Il risultato è un lavoro gentile, orecchiabile che riesce a ricreare un certo sentore urban-dub-pop ricontestualizzato su una spiaggia californiana di fine Sessanta. Il bel singolo “Breakdown” e la dancey “Bad With The Good” sono in questo dei numero più che brillanti, ma anche i rimandi alla psichedelia che fu di “Telephone Call” e “Dreamquest”, pur ridotti a mera citazione semi-caricaturale, funzionano benone e si fanno ascoltare con piacere.

Eppure manca qualcosa. Manca qualcosa in questo sound livellato in cui i bassi non “osano” più, in cui le chitarre sono state barattate in toto con i synth e in cui manca una qualsiasi sensazione di profondità, rasentando da vicino il rischio spersonalizzazione.
Ma il disco mostra qualche lacuna anche là dove pare investire tutte le proprie energie, ovvero la pop music. La voce di Dunia è onnipresente ma fallisce in troppi giri nel costruire melodie davvero solide o anche solo riconoscibili (si senta la fiacchezza di “Little Light”), per tacere dei testi incentrati su un infantilismo proto-hippie ormai non più giustificabile.

“Cosmic Logic” restituisce insomma il ritratto di un duo al varco di un incerto bivio evolutivo. Da una parte il passivo adattamento alle mode electro-pop, dall'altra il compromesso con gli eccellenti traguardi del proprio passato recente, pur rimodellato e rivisitato in quella chiave più leggera verso cui sembrano tendere.
Sarà il tempo, una volta in più, a decretare il responso su questa bizzarra coppia ormai convertita in via definitiva agli stimolanti sintetici.

(08/10/2014)

  • Tracklist
  1. Infinite Trips
  2. Telephone Call
  3. Hypnotic Hustle
  4. Everyone And Us
  5. Little Light
  6. Dreamquest
  7. Eyes to Sea
  8. Bad With The Good
  9. New Grrrls
  10. Breakdown
  11. Tell Me Your Song
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