Metz

II

2015 (Sub Pop) | post-hardcore, grunge, punk

Il loro esordio fece gridare al miracolo, un’improvvisa quanto fulminea rivitalizzazione dell’epopea grunge, le loro prestazioni live hanno alimentato un mito cresciuto a pane e anni 90, oggi il secondo lavoro dei Metz, intitolato semplicemente ma efficacemente “II”, di nuovo edito da Sub Pop, porta clamorose conferme riguardo il giovane trio canadese.
Nella copertina di nuovo personaggi a capo chino: dove tre anni fa campeggiava uno scolaretto (annoiato o disperato?) ricurvo sui libri di scuola, oggi scorgiamo due sagome sedute su una panchina in riva al mare, a raffigurare tutta l’angoscia del mondo, tutto il disagio di una generazione che ha smarrito ogni riferimento.

Nel 2015 non ci si può avvicinare a dischi come questo con pretesti nostalgici, ripensando al tempo che fu: va apprezzato il piglio sicuro e tutt’altro che acerbo di tre ragazzi di Toronto in grado non soltanto di replicare, bensì di attualizzare in maniera compiuta un’estetica, traslando suoni noti nella contemporaneità. La ricetta resta la medesima del disco d’esordio, una miscela sonora in grado di coniugare punk (c’è tanto dei Pil di John Lydon in questi solchi), post-hardcore e Nirvana (“Eyes Peeled” si dimostra una riuscitissima sintesi del tutto).
Sin dall’iniziale “Acetate” convivono furia devastante e rabbioso teen spirit, ma fra le pieghe di queste dieci tracce non c’è un solo momento di pausa. A tratti il risultato è lievemente più orecchiabile rispetto al passato (i coretti di “The Swimmer”), ma mai troppo accessibile: il substrato hardcore resta ovunque dominante, senza lasciar spazio a mediazione alcuna.

Le canzoni iniziano come arrembaggi sonici, come se ogni volta si stessero per mettere in scena gli ultimi tre minuti della propria vita (una su tutte: “Spit You Out”, che poi si chiude magistralmente con le chitarre lanciate su percorsi inequivocabilmente noise). La pratica si risolve in trenta minuti netti, urticanti e iper-elettrici, una valanga di detriti che ti arriva addosso, con il solo breve intermezzo di “Zzyzx”, spartiacque con la seconda parte dell’album, che non risparmia nessuno e lancia in rapida sequenza le tre sassate “I.O.U.”, “Landfill” e “Nervous System”.
“Wait In Line”, la già citata “Eyes Peeled” e “Kicking A Can Of Worms” chiudono i giochi in maniera magistrale, magari ripetendo sempre la stessa formula (l’unico appiglio possibile a beneficio degli immancabili detrattori di turno), ma senza mai tirare la gamba indietro, puntando dritti al bersaglio e facendolo esplodere in mille pezzi.

Chiunque si fosse costruito delle aspettative attorno al secondo capitolo della saga di Alex Edkins e soci le troverà non solo rispettate, ma persino superate. Sarà l’immaginario che scaturisce dal loghetto Sub Pop, saranno quei suoni che facevano sentire ogni ragazzo al centro del mondo, sarà che Kurt ha lasciato questa terra troppo presto, ma “II” suona esattamente come l’album che in tanti aspettavamo da troppo tempo.
Pur con tutto il retaggio di passatismo e retromania che questo disco si porta dietro, “II” va a formare con il fulminante esordio di tre anni fa un’accoppiata di rarissima potenza e intensità, come pochissimi altri sono riusciti a fare da vent’anni a questa parte. Questo lavoro si pone come snodo fondamentale nella scena alternative- rock mondiale dell’anno in corso. Uno dei dischi post-hardcore decisivi dell’intero decennio.

(12/05/2015)

  • Tracklist
  1. Acetate
  2. The Swimmer
  3. Spit You Out
  4. Zzyzx
  5. I.O.U.
  6. Landfill
  7. Nervous System
  8. Wait In Line
  9. Eyes Peeled
  10. Kicking A Can Of Worms
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