Trickfinger

Trickfinger

2015 (Acid Test) | acid house

Come stile e come musicista lo si può apprezzare o meno, ma è innegabile il fatto che John Frusciante, qui trasformatosi nell’alter ego elettronico Trickfinger, abbia sempre vissuto e interpretato la musica in maniera viscerale, abbandonandosi tra le sue braccia con una dedizione e uno slancio encomiabili, e evitando di cedere ad ammiccamenti commerciali che potessero snaturarne lo spirito.
Acqua sotto i ponti ne è passata molta dal suo esordio solista col kafkiano “Niandra LaDes And Usually Just A T-Shirt” nel 1992 e da allora Frusciante si è dimostrato un musicista estremamente permeabile, desideroso di vivere ogni tipo di esperienza artistica senza precludersi niente.
Non deve pertanto stupire questo volgersi all’elettronica, da tempo in cantiere, e il fatto che il suo primo omonimo album come Trickfinger segni di fatto una svolta acid house nella sua già variegata carriera.

Fin dal primo ascolto, è impossibile non notare che le trame musicali di “Trickfinger” scorrono lucidamente, ben consapevoli del proprio percorso, senza sbavature. Fredde e sottili, rielaborano le migliori influenze della jungle e dell’idm in un complesso che risulta sì poco fresco – talvolta l’effetto déjà-vu è dietro l’angolo - ma altresì godibilissimo. L’iniziale “After Below”, che circolava in rete già da tempo, è forse la traccia con la maggiore capacità di imprimersi nella mente dell’ascoltatore e suona come un’ottima intesa tra sonorità anni 80 e palpitanti beat moderni; ottimi spunti si trovano tuttavia un po’ ovunque: nella bassline di “100mc4”, nelle visioni futuristiche di “Rainover”, nella club-oriented “85h” e in “430”, che ruba la alla psytrance la sua propensione ipnotica.

Quello che manca a “Trickfinger” è la zampata distintiva di Frusciante: le 8 tracce che compongono il disco funzionano tutte, ciascuna a suo modo, sia nella propria singolarità sia nella totalità del lavoro, ma semplicemente non c’è niente che dica che il compositore sia Frusciante-Trickfinger e non qualcun altro. Anche se in generale possiamo asserire che questo lavoro risulta un esperimento più centrato, rispetto al suo predecessore “Enclosure”, che pure già manifestava vibrazioni elettroniche, mancano in questo primo disco con lo pseudonimo di Trickfinger quell’originalità e quella naturale capacità di identificazione che hanno fatto di Frusciante un musicista fuori dagli schemi e dai dettami convenzionali.

D’altro canto è vero pure che, con “Trickfinger”, l’artista statunitense si è avventurato in un territorio non propriamente suo: nessuno poteva aspettarsi rivoluzionasse il genere, dunque pare doveroso un plauso al coraggio e alla sempre vivida capacità di Frusciante di tirar fuori dal cappello qualcosa di funzionante e piacevole all’ascolto, sperimentando e trascendendo paradigmi e aspettative.

(12/05/2015)



  • Tracklist
  1. After Below
  2. Before Above
  3. Rainover
  4. Sain
  5. 85h
  6. 4:30
  7. 100Mc4
  8. Phurip
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