Jacaszek

Kwiaty

2017 (Ghostly) | modern classical, dark-ambient

E’ quasi naturale e istintivo associare Michal Jacaszek a Max Richter o Nico Muhly, i tre artisti hanno in comune quell’intensità lirica e armonica che non cede mai il passo ad atmosfere leziose o stucchevoli.
Il comune percorso nei meandri della neoclassica scaturisce da esperienze comunque diverse, nel caso del musicista polacco le materie prime sono l’ambient e il dark (“Treny” 2008), col passar del tempo contaminate da sonorità gothic e musica da camera, il tutto imbastardito abilmente da manipolazioni elettroniche (“Pentral”, 2009).

Raggiunta una simil-perfezione stilistica con il barocco e altresì glaciale mix di elettronica e modern classical di “Glimmer”, l’autore si è concesso alcune divagazioni e collaborazioni estemporanee prima di riprendere i fili di un discorso musicale che ora assume contorni sempre più poetici.
Il nuovo album,“Kwiaty”, trae spunto dalla lettura di alcune poesie dell’Inghilterra rinascimentale, in particolare le opere di Robert Herrick (suoi i versi inclusi in “Daffodils”), indugiando sul fascino fragile e fugace della bellezza floreale (kwiaty in polacco significa fiori) e femminile.

L’elemento innovatore è l’uso della voce femminile: spetta infatti al trio di voci capitanato da Hania Malarowska tessere la tela sulla quale far scivolare le eteree e subliminali composizioni del musicista polacco.
Tra i consueti paesaggi sonori tenebrosi e delicati, si intravede più di un bagliore, la grazia solenne di “To Flowers”, le meraviglie timbriche di “Soft Music”, il fascino spettrale di “To Violets” aprono nuove vie espressive più brillanti e lucenti, spostando l’asse sonoro del musicista verso forme di dialogo più esplicite e nitide.
Il consueto fascino meditativo e contemplativo della musica di Jacaszek è ora turbato da qualche leggero dubbio (“To Perenna”) e da qualche concessione al sentimentalismo (“Love”), senza che ciò dissipi quell’intensa spiritualità che l’autore aveva rifinito nei suoi progetti più recenti (la raccolta di canti religiosi “Pieśni” e l’estatico fluire di Catalogue des Arbres”).

Modificando leggermente i toni più austeri della propria musica, Jacaszek è riuscito a catturare la fragilità che spesso si cela nell’oscurità, lo ha fatto incrementando il pathos di alcune fulgide creazioni come “Eternity”, “Gardens” e “To Blossom”, che sigillano “Kwiaty” con sonorità che sembrano sbucare da un vecchio album dei This Mortal Coil o dei Dead Can Dance, consentendo a ombre e luci di intiepidire le sue algide composizioni neoclassiche.
A chi ha seguito con attenzione e dedizione la carriera del musicista polacco, il suo ultimo album apparirà come il meno innovativo della sua discografia, ma senza alcun dubbio anche il più avvincente.

(26/08/2017)



  • Tracklist
  1. Flowers
  2. To Perenna
  3. Daffodils
  4. To Violets
  5. Love
  6. Soft Music
  7. To Meadows
  8. White Island
  9. Eternitie
  10. To Blossoms
  11. Gardens
  12. There's No Here




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