Unreal City

Frammenti notturni

2017 (AMS Records) | progressive

I parmensi Unreal City sono - fin dall'esordio del 2013 ("La crudeltà di aprile") - una delle scoperte più interessanti del prolifico panorama della nuova generazione del progressive italiano. Creatura del funambolico tastierista e cantante Emanuele Tarasconi e della chitarrista Francesca Zanetta, la loro musica si pone in continuo confronto con i grandi classici del rock sinfonico, con un riguardo per la stagione del prog italiano anni 70. La figura che spicca è certamente quella di Emanuele Tarasconi, pianista dall'evidente formazione classica che omaggia, senza eccessivi timori reverenziali, i mostri sacri Emerson, Wakeman fino agli italiani Flavio Premoli della Pfm o Vittorio Nocenzi del Banco.

Scoperti da Fabio Zuffanti nel 2013, devono il loro nome al poema "La terra desolata" di T. S. Eliot cui si rifanno molto spesso nei testi criptici (a volte troppo) che propongono frequenti collegamenti tra mitologia e vita reale. Il nuovo "Frammenti notturni" segna un ulteriore passo avanti rispetto ai primi due album, sia in termini di complessità che di soluzioni sonore, nate in parte dalla chitarra di Francesca Zanetta, sempre più presente e sempre più preparata tecnicamente. Ma, oltre alla tecnica, l'elemento che fa spiccare gli Unreal City rispetto ai gruppi di prog classico italiani contemporaneo è la conoscenza approfonditissima, forse addirittura maniacale, di tutti i gruppi principali del genere, una conoscenza udibile in ogni brano dei loro album con continue citazioni che faranno la felicità degli appassionati.

"La grande festa in maschera" - suite di tredici minuti divisa in cinque parti - è uno dei momenti più virtuosi e complessi che coniugano piano da musica classica e tradizione prog. Cambi di ritmo, violini, canto alternato di Tarasconi e l'ospite Camilla Pozzi, tastiere emersoniane, una quarta parte in stile King Crimson e un finale dal frenetico ritmo di basso che culmina con un possente mellotron. Sono presenti tutti gli elementi che hanno gettato le basi per il successo del prog, dalla tecnica a un certo grado di sfrontatezza.
I dieci minuti di "Le luci delle case (spente)" rimandano - per i neofiti del prog italiano - al fenomenale album d'esordio dei Museo Rosenbach, per poi perdersi in un finale sinfonico. Piano classico e malinconia si trovano in "Arrivi all'aurora" mentre i cinque minuti di "Barricate" (brano scelto come singolo) si dividono tra cantautorato pop e un finale virtuoso tipicamente prog. "Il nido delle succubi" è un ardito insieme di ritmi e stili diversi che si inseguono e accavallano, sorta di suite breve (nove minuti), altra manna dal cielo per gli appassionati del progressive.

Ben suonato e ben prodotto, "Frammenti notturni" non sfigura affatto in una ipotetica collezione prog; nulla di veramente nuovo, ma tanto studio e passione per una stagione musicale che sembra non morire mai del tutto nonostante i tanti necrologi.

(26/10/2017)



  • Tracklist
  1. La grande festa in maschera
  2. Le luci delle case (spente)
  3. Barricate
  4. Il nido delle succubi
  5. Arrivi all'aurora


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