Un 7” già all’attivo, per questo combo francese che, evitandoci preoccupazioni e rompicapi, ha definito la sua musica con la triade religious-psychedelic-trance.
Ci era già noto il loro interesse per occultismo, magia e cosine del genere, ma oggi, con questa prima prova sulla lunga distanza a nome “Descension”, la discesa (per l’appunto) nelle tenebre è davvero cosa fatta. Andiamo a braccetto, dunque, con muri sonori impenetrabili, ripetizioni sfiancanti e black holes ricolmi di distorsioni (“Obedience”).
L’effetto-trance è assicurato, soprattutto quando l’andatura si fa ipnotica e drogata, con stormi di uccelli elettrici in fiamme (“Burial Ground”); ma, come dire?, in fin dei conti è roba che, appena te ne stai lì a rifletterci un attimo a mente fredda, suona un pochino pretenziosa, priva di un reale baricentro, di una vera e propria direzione (dopotutto, “Burial Ground” dura dieci-minuti-dieci, e non c’è granché da sviscerare, se non qualche sciocchezzuola finto-elettronica).
E se si fanno, come sono stati fatti, i nomi di Can, This Heat e Magma (evidenziando, quindi, un retroterra krauto che se la spassa con l’ossessione zeuhl), di certo si converrà che, al massimo, si tratta di mete eventuali, santini cui ci si rivolge senza il dovuto rispetto (tanto che, ad esempio, “Woodchurch” può dilatare, senza battere ciglio e per altri nove (!) minuti, la marcia inesorabile e funerea di “Burial Ground”). E quando proprio senti di non farcela, ecco arrivare una leggermente più cadenzata “Disease”, che, grazie all’atmosfera fumosa, alle sterzate in andirivieni di metallo stridente e alla comparsata di uno zombie improvvisatosi vocalist, ci restituisce un po’ di buon umore.
La baracca non sarà salva, ma almeno qualche piccola speranza per il futuro c’è ancora.
27/11/2007