Non suonerà del tutto alieno agli appassionati italiani di elettroniche varie ed eventuali il nome di James Elliott e del suo progetto Ateleia, già protagonista di un’esibizione in terra nostrana nell’ambito della rassegna Netmage 2005, oltre che di un primo interessante lavoro, “Swimming Against The Moments”, datato 2004.
Ed è giusto dire subito che se una prima, superficiale chiave di lettura suggerirebbe precipue verosimiglianze con laptop experience cerchiobottiste se non di consumo, ascolti più attenti rivelano una ricchezza concettuale riconducibile a situazioni di ben altra pregnanza qualitativa. “Swimming Against The Moments” aveva modo di suggestionare scarti percettivi indotti da differenti livelli di stratificazione texturale , così “Formal Sleep”, esagera perfino in tal senso, sfoggiando una complessità armonica inedita quanto virtuosa nel coniugare ordinatamente rumori, melodie e slanci ambientali, efficace nel bilanciare l’economia complessiva di una materia certamente eterogenea. Perché Elliott si dimostra padrone di molteplici codici linguistico-compositivi, certamente capace di plasmare a piacimento la medesima granulosa sostanza utilizzata da Fennesz piuttosto che Tim Hecker, nell’erigere cattedrali di anodina malinconia, ma al contempo consapevole dell’eredità, mai come in questo periodo pesante, del minimalismo, quello classico, Reichiano/Rileyano per intenderci.
Non è un caso che le sei mini-suite avanzino per variazioni sinusoidali ridotte, microspostamenti umorali, esigue digressioni timbriche, contorniate da una batteria di fruscii, glitch e implosioni atmosferiche, a conferire dinamicità. L’interpolazione tra livello verticale e orizzontale traccia uno spettro reticolare tortuoso, lungo cui s’inerpicano sonorità orientaleggianti, “Of Isthmus”, mai invasivi sussulti ritmici, “Salt Horse Sculpture”, e magnetismi dronici che suggeriscono di immaginari acquosi, “Formal Barrier”. Il tutto nel più ortodosso rispetto di una prassi compositiva che pur arrivando a toccare i limiti dell’autocompiacimento, se ne mantiene al di qua, eludendo da facili derive passatiste.
02/02/2007