EXCEPTER - Sunbomber

2006 (5 rue christine)
art-rock

Registrato in un’ora, durante un caldo pomeriggio del giugno

2005, “Sunbomber” rappresenta un piccolo bignami dello sperimentalismo art-rock

della band newyorkese. Poco meno di mezz’ora di musica, tutta giocata su un

rifrangersi continuo e dinamico di reiterazioni minimaliste e varianti soniche

che spesso e volentieri si risciacquano dentro sulfuree paludi di

elettro-noise . Piccoli universi, non particolarmente compiuti, eppure

tratteggiati con tocco deciso e attento ai minimi particolari. Ecco perché,

quindi, al di là della quasi estemporaneità delle registrazioni, quello che ne

scaturisce è un formalismo che tradisce una visione d’insieme ben meditata e

strutturata.

In fondo, la stessa matrice ambient che pervade da

cima a fondo questo lavoro rivela la chiara volontà della band di ottenere un

effetto di sinistra leggerezza, al contempo ipnotico e lievemente ottundente. Un

gioco di rifrazioni microscopiche, elettrostatiche, tra voci narcotizzate,

simulacri di melodie e zucchero filato spaziale (“One More Try”). Modernariato

elettronico che cerca la pacificazione di un suono tormentato, costretto a

subire scosse radioattive (“Second Chances”) e a liberarsi istericamente di

emozioni processate. Ai margini di questa istantanea di una New York ferita e

costretta a fare i conti con se stessa, scivolano detriti di Casio e liquide

fragranze digitali. “Bridge Traffic” si apre, così, a un cantilenare ebete e

autoindulgente. Fin troppo, forse. Una forma primitivista e sgangherata di

canzone, come un nonsense che si allarga a macchia d’olio. Un giochino alieno,

come quello di “Dawn Patrol”, dai contorni sempre più minacciosi. Materia

plastica, il suono. Costretto a subirci. Quasi un luogo appartato in cui poter

proiettare le nostre coscienze, come su di uno schermo.

E’ il bianco e

il nero delle nostre sensazioni. E gli Excepter scelgono di lavorare proprio su

questa dialettica chiaroscurale. Vuoti e pieni. Zone d’ombra e improvvise

lanugini di luce che si confondono e si disperdono, si compenetrano e si

distanziano. Flussi di coscienza di straziata musicalità sintetica, di cui

restano piccoli schegge di melodismo per ritardati, polluzioni come gingillini

sonici in stile videogame . Soluzioni che rappresentano una prima analisi

della loro ricerca (come ben evidenzia la lunga agonia “sommativa” della title

track), non di certo un momento definitivo, come qualcuno ha sentenziato. Ad

ogni modo, se la prospettiva resta spalancata sul futuro, per il momento

“Sunbomber” rappresenta un ascolto obbligato per quanti vogliano restare al

passo coi tempi.

19/12/2006

Tracklist

  1. 1. One More Try
  2. 2. Second Chances
  3. 3. Bridge Traffic
  4. 4. Dawn Patrol
  5. 5. Sunbomber

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