Blaine L. Reininger

30-09-2015
Il Karel Music Expo è un format di musica e cultura a cura dell'associazione cagliaritana Vox Day. Un piccolo miracolo che annualmente trasforma la città in una culla a cui nessun'arte è estranea. Cinema e musica sono le protagoniste di questa nona edizione, intitolata "Giallo" dal nome del colore rappresentativo, come da tradizione degli ultimi tre anni. Ed è una e-mail dell'ufficio stampa del festival, che quest'anno si svolge nei primi tre giorni di Ottobre, a giungere inaspettata a pochi giorni dal lancio della rassegna. Recita testuale: possibilità di intervistare Blaine L. Reininger, fondatore dei Tuxedomoon. Un veloce recap mentale porta subito a "Pink Narcissus", il ritorno in grande stile dell'anno scorso, e al successivo tour che toccò l'Italia l'estate scorsa. Sale alla mente al volo anche "Commissions", l'ultima raccolta di alcuni fra i tanti brani che il nostro, al pari del suo socio Steven Brown, ha seminato in solitaria per teatro, cinema, balletti, installazioni e mostre. Il flusso, però, lì si ferma. Nessun tour solista di Reininger giunge al ricordo, semplicemente perché è da vent'anni che il Nostro non si esibisce senza partner. Basta un'attenta lettura a rivelare che nemmeno questa nuova tornata di concerti fa eccezione: ad affiancarlo ci sarà infatti Georgio Valentino, veterano, californiano leader della francofona Societé des Melancoliques, autore di affreschi schizoidi che hanno stregato, fra gli altri, pure Piero Ciampi. Un tandem fra i più imprevedibili, nato per caso e in maniera eteroegena, tant'è che la scaletta dei loro concerti si divide equamente fra glorie del passato e certezze del presente, dell'uno e dell'altro. Lo stupore ha appena concluso il suo ciclo, ma nel frattempo siamo già a cavallo per incontrare Blaine virtualmente per una chiacchierata. Si rivelerà non particolarmente loquace seppur per niente misterioso o restio a rispondere sul pezzo, come talune voci lo volevano. Fatto sta che l'appuntamento cagliaritano del 2 ottobre, previsto al Teatro Civico di Castello all'interno della nona edizione del Karel Expo Festival, si preannuncia imperdibile. Anche perché sarà l'unico, in Italia.

Dopo vent'anni di intensa attività discografica ma senza concerti solisti, hai deciso di tornare sul palco. Posso chiederti quali spinte e quali energie hanno portato a questa decisione?
Semplicemente era parecchio che non suonavo da solo, ma in realtà sono quarant'anni che fra una cosa e l'altra mi esibisco non-stop. Solo recentemente il mio nuovo agente, in Belgio, è riuscito a trovarmi delle date soliste, tutto qui.

In realtà non si tratta propriamente di un tour solista, dato che sarai sul palco con Georgio Valentino, che ha fatto un po' il percorso opposto: pochi dischi e tantissimi live. Come è nata la vostra relazione artistica e cosa pensi abbiate in comune a livello di approccio e di sound?
Georgio si è fatto avanti via mail e si è presentato, in prima fase come giornalista e poi come musicista. Poi è venuto a trovarmi ad Atene perché suonassimo insieme in un suo pezzo. Mi è piaciuto molto lavorare con lui e mi è stato simpatico, abbiamo trovato un'ottima intesa musicale. Ho suonato spesso come ospite della sua band in Belgio, in Francia e in Olanda. Poi l'anno scorso sono stato invitato per uno show speciale da alcuni amici ad Amsterdam e ho invitato a mia volta anche lui. Poi Pieter (l'agente, ndr) ha trovato un po' di date in Europa per me e ho coinvolto Georgio nel progetto. Suoneremo anche a Hong Kong questo mese!

Ho visto da alcuni video che in questo set tu svari tra gli strumenti che suoni da sempre, mentre lui rimane sempre stabile alla 12 corde. Come è nato questo particolare set-up strumentale? Che tipo di dialogo avviene fra di voi sul palco?
In realtà io suono fisicamente molto poco, perché tutti i miei synth e i ritmi sono pre-registrati sul laptop e da lì li gestisco. Per questo ho voluto adattare molti dei miei brani all'esecuzione con la chitarra, anche laddove erano prima pensati per le tastiere. Il violino è sempre lì come giusto che sia. Georgio ha inserito molto bene la sua 12 corde negli arrangiamenti.

Rispetto alla setlist, che mescola tuo materiale del passato e del presente e qualche suo brano, avete lavorato e pensato insieme? E come siete riusciti a mettere in piedi il set-up tecnico giusto per adattarsi ad una simile varietà di generi ed atmosfere?
Il set è composto da materiale che ho seminato durante la mia carriera, con e senza i Tuxedomoon. Ne sono soddisfatto. E ci sono anche cinque pezzi di Georgio.

Hai iniziato questo tour poco dopo aver finito quello con i Tuxedomoon per "Pink Narcissus". Che tessere pensi di aver aggiunto al tuo "puzzle artistico" attraverso queste due esperienze? Quali pensi siano le prossime che vuoi raccogliere?
Sono felice di sentire che sto continuando a imparare cose nuove, che nuovi percorsi artistici si rivelino ancora nel mio lavoro, nonostante l'età non più verde. Forse proprio per questo riesco ad apprezzarlo così tanto. Sentire di essere maturati nella propria arte, riscoprirsi più capaci anziché meno col trascorrere del tempo, questo è ciò che differenza la maturità dalla mera sopravvivenza.

A proposito, ho notato che a differenza di molti tuoi contemporanei non hai mai smesso di suonare dal vivo alcune gemme del passato Tuxedomoon. Spesso coloro che lo fanno hanno il solo scopo di far felice il pubblico, tu invece sembri ancora legato in maniera forte a ciò che eri, quasi quanto a ciò che sei ora. Che rapporto hai con il tuo passato artistico?
Mi piace includere quando posso i miei prodotti più nuovi, anche se poco di ciò a cui mi sono dedicato in questi ultimi anni si adatta bene alla dimensione live. In compenso provo spesso gioia nell'eseguire un vecchio pezzo che magari oggi può rivelare qualche lato nuovo di sé. La trovo anche un'ottima maniera di giudicare a posteriori il tuo passato e di tracciare un bilancio di ciò che sei stato, ciò che sei ora, quel che hai imparato e quanto è cambiato. E poi sì, va anche detto che molta gente, che viene a sentire i nostri show perché ci consce e segue da tempo, rimarrebbe delusa se non ci fossero un po' di vecchi pezzi in scaletta, poco ma sicuro.

Una serie di domande veloci per chiudere: dopo l'ultima raccolta "Commissions", stai lavorando a qualcosa di uovo? In che direzione sta evolvendo, invece, l'esperienza Tuxedomoon dopo "Pink Narcissus"? Qualche chance di un disco in tandem tra te e Georgio Valentino?
Ci sono piani su piani. Continuerò a lavorare ogni giorno e ad ogni ora su mio materiale. Quel che poi accade è tutto da vedere. Ho appena finito di lavorare in Svizzera a un progetto video intitolato "Angels". Mi piacerebbe pubblicare la musica che ho composto per quest'occasione. Per quanto riguarda i Tuxedomoon, saremo insieme già i primi mesi dell'anno prossimo per lavorare su nuovo materiale. Stiamo pianificando anche un tour dove eseguiremo interamente "Half Mute". E rispetto a Giorgio e a quel che potremo fare insieme... Beh, chi può dirlo?

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