Con il terzo album “Sincere” gli svedesi Hater hanno messo a fuoco l’animo più ruvido del dream-pop: sono stati sufficienti una voce sfibrata e spossata e una formula sonora basilare (chitarra, basso e batteria) per rinvigorire l’anima insofferente dell’indie-rock, e dopo tre anni d’attesa è finalmente giunto il tempo di riassaporare le agrodolci e tortuose melodie di Caroline Landahl, Måns Leonartsson, Rasmus Andersson e Adam Agace (quest’ultimo rientrato dopo un periodo d’assenza).
A dispetto del fastidioso titolo, “Mosquito” è un disco meno insolente del precedente, le novità dell’album risiedono infatti nei testi più romantici (“Angel Cupid”) e in sonorità più American-rock oriented (“Landslide”). Ancora una volta il tasso onirico e fluttuante delle melodie è garantito dalla tipica malinconia made in Sweden stile Cardigans di “Last Summer I’ll Spill” e dal midtempo psych-pop di “This Guy”, ma è la tenebrosa e solida “Still Thinking Of You” l’esemplare migliore del nuovo lotto di canzoni degli Hater.
“Mosquito” è un riuscito compromesso tra le istanze granitiche del precedente album (“Stung Again”, “Stinger”) e una vena melodica che a volte tiene a bada l’indole comunicativa della band, ma nello stesso tempo regala frammenti sonori deliziosi (“Sad Eyes”).
Quel che è evidente è che gli Hater stanno esplorando nuove strade anche a rischio di deludere le attese createsi dopo il riscontro positivo del terzo album, il coraggio ripaga e, al netto di qualche calo di tensione, “Mosquito” è una buona conferma per gli svedesi, anche se il rischio di cedere alla routine è dietro l’angolo.
21/05/2026
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