LOFT - Badges

2026 (Tapete)
indie-rock, jangle-pop

Con il piccolo miracolo di “Everything Changes Everything Stays The Same” il nome dei Loft è tornato alla ribalta, trovando finalmente una collocazione discografica meno incerta che ha restituito alla band di Pete Astor e Andy Strickland un posto di rilievo in quella sbornia jangle pop che travolse gli anni d’oro della new wave. A distanza di un anno dal fortunato ritorno in scena, la band affina le armi per un seguito più veloce e scattante: “Badges”.
Le ritrovate energia e sintonia fanno da sfondo a un album decisamente più coinvolgente e diretto. La malinconia è stemperata da una carica dai tratti piacevolmente retrò, una formula che ha catturato anche quei critici e ascoltatori che non avevano seguito il percorso a ostacoli dei due principali autori della band.

In questa dimensione i Loft sembrano decisamente più a loro agio, abili nel gestire l’anima vintage della propria musica (“1955”) e pronti a gettarsi tra le maglie del contemporaneo indie-pop con un pizzico di sana sregolatezza (“C’mon Let’s Hear It For The Now”) che ancora una volta rievoca tanto i Go-Betweens quanto Tom Verlaine. Senza dubbio i Loft non hanno perso il loro giocoso humour (il quasi glam-pop di “Sad Comedian”), ma è la sinergia tra Pete e Andy – questa volta coinvolti in una scrittura a quattro mani – a donare brillantezza alle nuove canzoni, che non mancano di aggiungere un intelligente piglio country (“Rob Rides The Sunset”), utile ad allargare il bacino d’ascolto.

A fare la parte del leone è senza dubbio la potente traccia iniziale “Happenstance”, un vecchio brano recuperato dal cassetto dei ricordi. La nostalgia resta comunque il tratto comune delle dieci tracce, a volte baciate da una leggerezza naïf (“Campervan”), da felici incastri chitarristici (“Ex Lovers And Long Lost Brothers”) o dal rimando all’indie-pop alla Auteurs in “Junk Shop”, che offre ulteriori motivi d’apprezzamento.

Dal punto di vista della pura scrittura, “Everything Changes Everything Stays The Same” resta senz’altro più meritevole: brani come “Beautiful Problem” e “Goodbye Saturday Night” fanno a cazzotti con la routine. A fare la differenza, qui, sono la verve e la spontaneità che la band inietta anche nelle tracce meno rimarchevoli. “Badges” segna comunque un passo importante per il gruppo; se saprà far tesoro della momentanea notorietà e della maturità dei suoi leader, per Pete e Andy questa potrà rivelarsi una seconda, o se volete una terza giovinezza artistica.

24/08/2026

Tracklist

  1. 1. Happenstance
  2. 2. Sad Comedian
  3. 3. Campervan
  4. 4. 1955
  5. 5. Beautiful Problem
  6. 6. Ex-Lovers And Long Lost Brothers
  7. 7. Goodbye Saturday Night
  8. 8. C'Mon Let's Hear It For The Now
  9. 9. Junk Shop
  10. 10. Rob Rides The Sunset
  11. 11. Foxtrot Oscar (flexi 7 only)

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