Mylla Issues è il progetto di una giovane artista romana del giro goth, a voler sottolineare un ricambio generazionale che prosegue anche all’interno di una scena spesso additata come troppo conservatrice o legata soltanto ai nomi storici degli 80’s. Certo, suonare e produrre darkwave oggi è molto diverso rispetto a quarant’anni fa, ma il percorso intrapreso dai vari Boy Harsher, Nnhmn o Years Of Denial (la lista è veramente lunga) dimostra come queste sonorità siano riuscite a evolversi grazie soprattutto alla contaminazione con altri generi.
Rispetto ai nomi succitati, Mylla preme a tratti su vocals più delicate, in alcuni casi persino dreamy, come accade nell’ottimo biglietto da visita che apre il disco (“Creature Of June”) o nell’ottantiana “Two Sisters”, insieme a “Party!!!” (non troppo distante dal piglio pop dei Nuovo Testamento) il brano più nostalgico del lavoro. Se nel singolo “Hollow Way” emerge una componente più torbida ed esoterica, bisogna rimarcare anche delle influenze Ebm non trascurabili: il caso di “Riot Witch”, la cui bassline sembra presa in prestito dai Nitzer Ebb (il pezzo, tuttavia, evolve seguendo un gusto più moderno e sintetico).
Le possibilità di crescita sono molto ampie, perché al di là di un paio di passaggi più acerbi e incompiuti, Mylla Issues ha ben poco da invidiare ad altre realtà emergenti del panorama oscuro (viene subito in mente Night In Athens, la creatura solitaria di Tina Boleti). Lo testimoniano una intensa attività live (anche all’estero), oltre a una solida collaborazione con Fluid Ghost, artista di stanza in Francia qui impegnato nella produzione di “Haunter” e “Creature Of June”. C’è ancora un filo di speranza all’ombra del Colosseo.
13/09/2026