EMMA RUTH RUNDLE - These Killing Times

2026 (Errant Child)
doomgaze, post-rock, songwriter

Nel corso degli ultimi anni, Emma Ruth Rundle ha imboccato le strade più disparate, prima collaborando con gli ottimi Thou per l’esperienza sludge di “May Our Chambers Be Full” e poi sondando terreni esclusivamente acustici e pianistici (“Engine Of Hell” e “Music From The Bella Vista”). In mezzo, un lavoro alquanto sottovalutato come “EG2: Dowsing Voice”, tra sperimentazioni psych-folk e primitivismo americano.
Adesso, con “These Killing Times”, il lungo viaggio è terminato e si torna ad abbracciare una formula già collaudata, pur non rinunciando all’originalità e a un’audacia compositiva di alto spessore.


I singoli che hanno anticipato il disco non lasciano dubbi sulle qualità del prodotto: “Powerless” mette in evidenza un dualismo sia musicale che concettuale (“let me lie here with this hammer in my hand, one for breaking one for building something better”), alternando la quiete con una tempesta elettrica al limite del post-metal. “Enough”, invece, segue un percorso in apparenza più lineare, fino a quando le affilate trame acustiche esplodono dentro un rumoroso break dove ogni strumento (incluso un sassofono soffocato) tende a contorcersi nel caos.
Otto brani in tutto, ma ognuno con qualcosa di importante da dire. “Anvil” cresce di intensità fino a sfociare nel dramma, mentre “Catherine Wheel” e “Don’t Delay Heaven” ci riportano all’interno di una dimensione semi-acustica capace di accarezzarci delicatamente ma allo stesso tempo di rivoltarci l’anima con un coltello.

“These Killing Times” si rinnova continuamente attraverso una dolce fragilità che sa trasformarsi in bellezza, energia e potenza: un disco per respirare e per riappacificarsi con le brutture del quotidiano, tra note di piano, chitarre possenti (ma mai invasive) e una voce come sempre soave e rassicurante.
Se il recente ritorno di Chelsea Wolfe si è rivelato positivo pur nei suoi movimenti più leggeri e cristallini, questo lavoro agisce praticamente al contrario, mostrando una serie di brani mai definiti, instabili, profondi e persino sporchi (l’apertura doom di “Human Kindness”). Il risultato si spinge ben oltre le vette già raggiunte dalla musicista americana (pensiamo al notevole “On Dark Horses” del 2018), portando Emma Ruth Rundle all’interno di una dimensione viva e vibrante, dove le emozioni ribollono e fanno scendere qualche brivido lungo la schiena.

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18/09/2026

Tracklist

  1. 1. Powerless
  2. 2. God’s Picture
  3. 3. Anvil
  4. 4. Catherine Wheel
  5. 5. Don’t Delay Heaven
  6. 6. Enough
  7. 7. Human Kindness
  8. 8. Oceans Of Time


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