Ci ha lasciato a 66 anni il gallese Karl Wallinger, già leader dei World Party ed ex-membro dei Waterboys in una delle prime line-up della band di Mike Scott. La notizia della sua morte, avvenuta domenica scorsa, è stata confermata dal suo ufficio stampa, senza rivelarne le cause. Classe 1957, Wallinger entrò nei Waterboys all'inizio degli anni 80 e rimase in organico per i primi tre album (quello omonimo del 1981, "A Pagan Place" e "This Is The Sea", il capolavoro della prima fase dei fautori della "Big Music", che di recente è stato ristampato all'interno di un box che include le sessioni e i materiali registrati in quel periodo). Successivamente Wallinger lasciò il gruppo di Mike Scott per fondare, nel 1986, i World Party, di cui fu cantante e frontman, oltre a suonare le tastiere, la batteria, la chitarra, il basso. La band, che operò una fusione di folk, funk, soul e pop-rock alternativo, fece subito centro con l'album "Private Revolution" (1986), trainato dal magico singolo "Ship Of Fools" (vedi video qui sotto), al quale abbiamo dedicato anche una puntata della nostra rubrica Juke-box. All'album prese parte anche, in veste di corista, una giovane Sinéad O'Connor, che di lì a poco avrebbe iniziato la carriera da solista.
I World Party pubblicarono altri quattro album molto ben accolti: "Goodbye Jumbo" (1990), "Bang!" (1993), "Egyptology" (1997, con la canzone "She's The One", reinterpretata due anni dopo da Robbie Williams) e "Dumbing Up" (2000). Wallinger contribuì anche alle colonne sonore dei film "Giovani, carini e disoccupati" (1993) e "Ragazze a Beverly Hills" (1995). Colpito da un aneurisma nel 2001, fu costretto a interrompere la sua attità, riprendendola poi soprattutto in formato live. Wallinger si cimentò anche in collaborazioni importanti, come quella per l'album d'esordio di Sinéad O'Connor, "The Lion And The Cobra", e quella al fianco di Peter Gabriel per "Big Blue Ball" (2008).