KLIPPA KLOPPA - Bijoux

2025 (Snowdonia)
art-pop

Una piuma regge il mondo

Che responsabilità!

Quanto ci mancano gli assoli, le canzoni diverse l’una dall’altra, le improvvise variazioni melodiche e le partiture strumentali che paiono uscite da un film dei 70’s aizzate magari poco prima di canticchiare una strofa irriverente? Per entrare nel mondo di “Bijoux”, disco che segna l’atteso ritorno dei Klippa Kloppa, creatura imprendibile e rigorosamente “Made in Snowdonia“, non si può che partire da una malinconia per certi costrutti sempre più rari, con l’intento anche (e soprattutto) di restituire l’anima di un album suonato con maestria e cura certosina d’altri tempi. Sì, d’altri tempi: espressione abusatissima ma necessaria per inquadrare tutto fin da subito e scacciare senza troppi patemi frettolose etichette.

Se le prime due canzoni (“La piuma che regge il mondo” e “Linea d’aria”) evidenziano quanto esposto poc’anzi, le successive otto amplificano tale percezione. Si va dalla ballata sbilenca (“Righe rotte”), un po’ Bongusto al bar con Jay Ferguson, alle chitarrine che emulano cavallucci al trotto di “Soddisfazione”, tra sberleffi e sfumature d’essai, e il canto di Mariella Capobianco, autrice anche di tutti i testi di “Bijoux”, tanto sarcastico quanto burlone e distaccato da un mondo esterno in totale declino, perlopiù irriconoscibile e quindi da sfottere con gusto e in particolare con quel brio che solo i veri musicisti, per intenderci quelli geniali e malandrini, sanno apparecchiare.

La telecronaca potrebbe continuare con “Le sette e sette”, che pare cantata e suonata direttamente da un orologio a cucù, mentre nella successiva “Profondo” si avverte una predisposizione endemica dei Klippa Kloppa per una sorta di fusion ubriaca e ubriacante, volendola mettere vagamente alla Prevost.

“C’è chi dice che senza comunicare non esistiamo”, tendono a precisare i Klippa Kloppa, dopo anni di silenzi e disincanti, sogni interrotti e bagagli smarriti. Il nuovo canzoniere della band composta da Mariella Capobianco (voce), Mariano Calazzo (voce, chitarre), Nicola Mazzocca (voce, chitarre, basso, tastiere, elettronica ma anche deus ex machina di tutto il progetto da sempre e un tempo ormai lontanissimo pure firma di questo sito), Marco Di Gennaro (chitarre), Simone Caputo (tastiere) e Stefano Costanzo (batteria, percussioni) è comunque un carillon in apparenza pazzerello, un aggeggio singolare che nasconde tra puntine e lamelle un disegno sonoro a dir poco sui generis, delineato da sintetizzatori che si muovono ora felici nell’ombra e ora allegri come coriandoli in aria o linee di basso che pulsano perennemente di vita.

“Bijoux” è in definitiva una scatola sonora a suo modo magica. Fuori di metafora: un album di mero artigianato pop come pochi altri di questi tempi (ci risiamo!). Uno di quei dischi talmente stratificati da (ri)viverci dentro per mesi e mesi. Il che la dice lunghissima sulla sempreverde smania di un gruppo di musicisti affiatati, al netto delle pause sabbatiche, e sorretto da un’etichetta attenta come poch(issim)e altre in circolazione in quello che una volta tanti amavano definire “underground”.  

25/01/2026

Tracklist

  1. 1. La piuma che regge il mondo
  2. 2. In linea d'aria
  3. 3. Righe rotte
  4. 4. Soddisfazione
  5. 5. Le sette e sette
  6. 6. Profondo
  7. 7. Iconico/Anonimo
  8. 8. Bijoux
  9. 9. Un puntino nero
  10. 10. Notte

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