I Brom sono un collettivo moscovita di jazz d’avanguardia tra i più estremi oggi attivi in
Russia, come dimostrano le numerose recensioni entusiastiche apparse tanto sulle webzine locali quanto su quelle internazionali. Il nuovo Lp "Black Head" è un lavoro violento e contorto, che spinge il linguaggio jazzistico fino ai limiti del
math-rock: il basso
post-punk è aggressivo e frontale, mentre le composizioni oscillano continuamente tra avant-
prog, esplosioni noise e furiose derive free jazz, con il sax tenore di Ivan Bursov a giganteggiare su un caos perennemente sul punto di collassare.
“Макароны” (“Pasta”) sembra evocare atmosfere da
poliziottesco all’italiana, mentre “Сон милицанера” (“Il sogno di un poliziotto”) è un esempio riuscitissimo di improvvisazione caotica e feroce. Ogni traccia si configura come un’esperienza d’ascolto entusiasmante, anche – e soprattutto – nei passaggi più brutali, come nel devastante finale del terzo brano.
La band si autodefinisce
no jazz, in omaggio alla
no wave, ma osservando la copertina e, soprattutto, lasciandosi travolgere dalla musica, l’idea di thrash jazz appare decisamente più calzante.