Lily Aron (voce e chitarra), Emma Brandon (chitarra solista), Ailbhe Barry (basso) e Hannah Kelly (batteria) sono quattro amiche d'infanzia irlandesi appena ventenni cresciute a Bray, nella contea di Wicklow, a una ventina di chilometri da Dublino. Compagne di liceo, hanno formato una band chiamata Florence Road, che nel 2025 ha pubblicato uno degli EP più interessanti della scena indie.
Le Florence Road vantano già numeri non disprezzabili (e in costante crescita) sulle principali piattaforme social e musicali, pur avendo all'attivo meno di dieci canzoni: oltre mezzo milione di ascoltatori mensili su Spotify, quasi 300 mila follower su Instagram... ma è soprattutto su TikTok, la piattaforma che di fatto le ha lanciate, che il gruppo ha raggiunto la massima popolarità. Qui hanno iniziato a ottenere un certo seguito inizialmente pubblicando cover di brani molto diversi tra loro, spesso ripresi con l'uso di un obiettivo grandangolare sferico (il cosiddetto "fish-eye"). Ben presto, in realtà, le quattro musiciste hanno iniziato a proporre anche materiale originale, accolto ancor più favorevolmente dal pubblico sui social. L'attenzione intorno alle Florence Road è poi cresciuta ulteriormente dopo l'apertura di alcuni concerti della scorsa estate di Olivia Rodrigo, una delle loro principali influenze dichiarate. Da lì, una serie di piccoli traguardi: un breve tour in Europa insieme a Sombr, un altro artista esordiente che quest'anno ha fatto il botto, un giro dell'Australia come opening act dei Royel Otis e infine l'attuale tournée europea al fianco dei Wolf Alice – che giovedì 13 novembre le porterà a esibirsi per la prima volta in Italia, sul palco dell'Alcatraz di Milano.
Nel frattempo, le quattro irlandesi hanno pubblicato "Fall Back", l'EP di debutto uscito per la Warner, etichetta che, fiutato il potenziale del gruppo, non ha esitato a metterlo sotto contratto. Cinque brani dalle tematiche fortemente adolescenziali, nei quali le ragazze della Gen Z possono senz'altro riconoscersi: difficoltà nel gestire l'ansia, relazioni tossiche e ironici inni di rivalsa post-rottura. Una proposta inevitabilmente ancora un po' acerba, ma che lascia comunque intravedere ottime prospettive future.
Le Florence Road, infatti, dimostrano di saper dosare l'alternanza tra rumore e melodia nella traccia d'apertura "Hand Me Downs", di risultare credibili tanto nelle ballad acustiche ("Caterpillar") quanto nei pezzi più energici ("Figure It Out"), e di possedere una naturale predisposizione a scrivere ritornelli perfetti per il singalong ("Goodnight", il brano che più richiama "GUTS", il secondo album di Olivia Rodrigo). Talvolta emerge anche un certo gusto melodrammatico (soprattutto nell'ottima "Heavy"), fortunatamente tenuto a bada, senza mai scivolare nel patetico. Il tutto è impreziosito da una sensibilità non troppo distante da quella dei primi Wolf Alice – non a caso indicati dalle stesse Florence Road come loro band di riferimento.
A spiccare è soprattutto la sensibilità melodica della leader e principale autrice Lily Aron: affascinante (non solo per la somiglianza con l'attrice Dakota Johnson), carismatica e dotata di uno stile vocale già pienamente riconoscibile. È lei, al momento, il vero valore aggiunto del gruppo e il principale polo attrattivo, grazie a un timbro a modo suo unico, che richiama solo alla lontana quello di Alanis Morissette o della connazionale Dolores O'Riordan. Ma i cultori degli anni Novanta potranno cogliere anche piccoli vezzi che rimandano a eroine dell'alternative rock a stelle e strisce come Kim Deal e Tanya Donnelly (ascoltare per credere quel "versaccio" iniziale in "Goodnight"). Colpisce inoltre la sua abilità nel creare bridge particolarmente orecchiabili – veri e propri chorus aggiuntivi, verrebbe da dire – capaci di variare la struttura dei brani e aggiungere nuove sfumature.
I'm sorry that it didn't end well
But you never were a good pretender
I'm sorry that it didn't end well
But you didn't help yourself
I'm sorry that you're bitter now
And I've a sweet September
That's why it didn't end well
You didn't help yourself
("Goodnight")
Alle versioni digitali dell'EP è stata aggiunta in extremis "Break The Girl", canzone che sembra pensata apposta per i video di TikTok: si regge quasi interamente sul ritornello (indubbiamente efficace, anche se con un retrogusto da teen drama che potrebbe risultare indigesto a qualcuno). Un brano non certo da scartare, ma che rappresenta la via più facile per le Florence Road, che hanno mostrato altrove ben altre potenzialità.
L'ultimissimo singolo "Miss", finora il più convincente tra quelli pubblicati, indica invece la direzione giusta: aggiunge alla lista delle influenze anche un tocco di Lana Del Rey, valorizzando le trame chitarristiche più ispirate emerse nei momenti migliori di "Fall Back". Una cosa è certa: queste ragazze irlandesi vanno tenute d'occhio, perché potrebbero esplodere da un momento all'altro.