Lia Kohl - Zander Raymond - In Transit

2025 (UJNSQ)
ambient, elettroacustica, sound art, sound collage

Si inserisce in una lunga tradizione la fascinazione per i suoni legati agli spazi di transito e attesa, parte consistente dei non luoghi teorizzati da Marc Augé agli inizi degli anni Novanta quali contenitori privi di connotazione antropologica. Da un lato li troviamo protagonisti soprattutto in relazione alla teorizzazione della musica d’ambiente, dall’altro si sono rivelati fonte fertile da cui estrarre materia prima sotto forma di articolati field recordings.
Se l’esempio più noto del primo caso – inserito in quel processo di ricerca che congiunge la musique d’ameublement codificata da Satie alle sperimentazioni della corrente minimalista americana – rimane di certo l’enoianoAmbient 1: Music For Airports”, alla seconda casistica aderisce la proposta di Lia Kohl e Zander Raymond.

Le otto tracce che strutturano “In Transit” utilizzano infatti i rumori dello spazio fisico, ma senza perseguire alcun intento documentaristico. Ciò che i due artisti di Chicago costruiscono non è un itinerario analitico improntato sul mero dato reale, preferendo i due utilizzare quest’ultimo come fonte da trasfigurare attraverso un’accurata ibridazione elettroacustica. Frammenti grezzi catturati tra stazioni di bus, treni e taxi vengono ricollocati in un ambiente d’ascolto astratto, tendente all’onirico, fatto di un’equilibrata ibridazione di modulazioni sintetiche e risonanze acustiche.
La strada scelta non sorprende soprattutto chi ha fin qui seguito il percorso artistico della violoncellista americana, incentrato come è sul suono dell’ordinario concepito quale costante stimolo percettivo fino a divenire delicata elegia dell’ordinario, attitudine che per intento richiama le strategie compositive di Claire Rousay. Tornano le intromissioni radio che tanta parte hanno avuto in “The Ceiling Reposes” (“This Was In The”), le linee malinconiche dello strumento che si infrangono su frequenze irregolari (“In The Taxi”) e le giustapposizioni più stridenti tra registrazioni contrastanti (“It’s Lily Season”).

Continua a sorprendere come i rumori utilizzati in sostanziale purezza riescano a incastrarsi con esattezza in un insieme melodico (“A Duck With Green Feet”, “Not In The Hand”), mostrando ancora quel potenziale musicale alla base delle elaborazioni di “Normal Sounds”. Nulla di nuovo, dunque, ma certamente plasmato con efficacia per regalare un viaggio aurale vivido che, partendo da un reale anonimo, introduce verso le infinite possibilità del sogno.

Tracklist

  1. This Was In The
  2. In The Taxi
  3. It’s Lily Season
  4. What They Said About
  5. A Duck With Green Feet
  6. Later
  7. Woven Things Rest
  8. Not In The Hand

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