Jane Remover - Revengeseekerz

2025 (DeadAir)
digicore, hyperpop, rage


È una miscela instabile, la carriera di Jane Remover. Per questo quarto album ritorna alla musica digitale frenetica dell’esordio “Teen Week” (2021), abbandonando il misto di post-rock e shoegaze che dominava “Census Designated”, il sorprendente album del 2023. Ma su questo “Revengeseekerz” troviamo intensità rage a rendere più instabile e aggressiva la miscela di digicore e hyperpop con cui aveva esordito. Di più, i 12 brani (13 nel formato fisico) mettono a dura la prova l’ascoltatore sommergendolo di stimoli, strattonandolo senza sosta. Non è neanche del tutto corretto dire che le altre incarnazioni di Jane Remover siano state completamente superate poiché questo nuovo album agisce come sintesi caotica di quanto già ascoltato in precedenza.

L’esplosiva bestia rage iniziale "Twice Removed" è mezza rap robotico e mezza un intricato sovrapporsi di battiti e synth, con bassi catastrofici e distorti. Una deviazione più Edm conduce alla frenetica danza di "Psychoboost", con un Danny Brown acido e continui deragliamenti, ora verso più potabili parti cantate e ora verso balli tanto agitati e intensi da dialogare con il rumore bianco: è probabilmente il brano che risalta di più.
Presentato adeguatamente l’album, si prosegue con altri episodi rage atipici come "Star People", con elementi quasi grunge, un digicore destrutturato e assordante come "Experimental Skin" e altre chimere a metà tra hyperpop, rage e glitch. Lasciatevi spettinare dai bassi di "Dreamflasher", ballate come invasati nella più accessibile "Turn Up Or Die" e naufragate nella nostalgia per i ricordi videoludici di "Dancing With Your Eyes Closed”; approfittate del più lineare hyperpop di "Professional Vengeance", comunque chiusa da mitragliate gabber, e usate gli archi e il pianoforte della ballad digitale "Dark Night Castle" come una tregua per i timpani. È un viaggio accidentato, emotivamente e acusticamente molto impegnativo, che lascia emergere diverse sfumature a un ascolto attento, rivelando un qualche metodo nel caos generale.

Perfetto per chi cerca emozioni forti e ascolti che strapazzino un po' le orecchie, “Revengeseekerz” è da ascoltare a cuore aperto, facendosi travolgere dai suoi eccessi, seguendo il flusso della sua irrequietezza e incoerenza. L’impatto iniziale sfuma dopo qualche tempo, quando alcuni colpi di scena compositivi perdono l’effetto sorpresa ed entusiasmano meno. A volte, poi, è più questione di assemblaggio degli ingredienti che di originalità degli stessi: si può rimanere affascinati da come Jane Remover ha montato i pezzi, anche se presi singolarmente questi si possono rivelare un po' ripetitivi o già sentiti. Forse non sarà altrettanto fresco tra un paio d’anni, ma nell’imprendibile contesto musicale odierno è, in questo senso, in ottima compagnia.

Tracklist

  1. Twice Removed
  2. Psychoboost (featuring Danny Brown)
  3. Star People
  4. Experimental Skin
  5. Angels in Camo
  6. Dreamflasher
  7. Turn Up or Die
  8. Dancing with Your Eyes Closed
  9. Fadeoutz
  10. Professional Vengeance
  11. Dark Night Castle
  12. JRJRJR