CIGNO - Nada! Nada! Nada!

2023 (Dirt tapes)
avant-rock, industrial

Ho freddo, aiutami

Timore di dio

Fa freddo, aiutami

Tra i morti di dio

Penarsi bramando il contrappasso, fino a superare l’ostacolo per librarsi da qualche parte tra mente, cuore, pelli e amplificatore. “Timore di Dio”, l’incessante avvio di “Nada! Nada! Nada!”, il secondo album di Diego Cignitti, in arte Cigno, è un’ossessione che travolge i naviganti in ascolto.

Il musicista romano è spietato Caronte e arguto Cicerone di un disco che ha la parvenza di un viaggio dantesco. A cominciare dalla copertina. E dagli imperativi sparsi in origine. La ritualità si fa gesto rock compulsivo, sia nei ritmi che nelle digressioni magistralmente ostentate.

Un sabba amplificato, dunque. Una “liturgia” eretica che tuttavia mira a un senso di smarrimento tantricamente evasivo dalla prima all’ultima nota. Perché nei dieci gironi, pardon canzoni, di “Nada! Nada! Nada!”, Cignitti accarezza il fuoco, la terra. E la spiritualità è tutt’al più una suggestione. Una via di fuga per fracassare la banalità dei tempi.

“Carnaio” batte colpo su tutto questo e gioca d’anticipo sui contrasti del presente. Mentre l’approccio industrial(e), tanto reznoriano quanto treichleriano, evoca quello che per buona parte dell’opera potrebbe definirsi un amabile pandemonio.

Amici e colleghi

Serpi come preti

Storie d’amore

E d’evirazione patriarcale

Giorgia Almirante

Vite vegane assassini di piante

Siete i prodotti e non il cliente

Pregate, pregate

Finché qualcuno vi serve

In questa lunga processione, non mancano momenti di estasi gitana (“Y en el monte!”) e inaspettati scatti in avanti in scia minimal wave (!) che mutano repentinamente in una danza elettro-rock, “Antéchrist”, a disorientare tutto e tutti attraverso parole che assaltano l’ipocrisia cristiana. Per gli amanti più “attempati” dei paralleli, invece, ci sarebbero anche i Killing Joke iniziati dagli Amon Düül in “Pax”.

La strumentale “A frate Dolcino vengono amputati naso e pene” accompagna poi i secondi direttamente ai bordi di un Ade figurato, dove la chitarra ha il grido strozzato di Polidoro. Il mito e la religione cedono nuovamente il passo alle tragedie del presente in “Censure e torture, Stefano Cucchi tra le fiamme”, l’altro incubo del lotto atto a denunciare l’infamia dei censori.

Questa canzone

È il normale susseguirsi di ogni cosa

Trovarsi dentro un nido

E fuori un branco di vespe unito 

Non ho niente nelle tasche

Ho solo voglia di sputarti

In viso

La luce, si fa per dire, prende anima solo nella conclusiva “Lamentazioni mediterranee”, per un fuoco lento che arde a margine di un album ancora una volta maledettamente fuori dal tempo, immerso in un magma che, per grazia di Dio, o chi per esso, è caro a Cigno, così come a chi ne apprezza il coraggio. E, va da sé, l’enorme talento.

18/05/2023

Tracklist

  1. 1. Timore di Dio
  2. 2. Il condannato viene scortato fino a luogo di esecuzione
  3. 3. Carnaio
  4. 4. Y en el monte!
  5. 5. Antéchrist
  6. 6. Pax
  7. 7. Ogochukwu
  8. 8. A frate Dolcino vengono amputati naso e pene
  9. 9. Censure e torture, Stefano Cucchi tra le fiamme
  10. 10. Lamentazioni mediterranee

CIGNO sul web