AMORPHIS - Halo

2022 (Atomic fire)
progressive death metal

Bisogna dare atto ai finlandesi Amorphis di aver realizzato, nel giro di una carriera trentennale, una serie di dischi di qualità medio-alta, nonostante un importante avvicendamento nella line-up (lo storico vocalist Pasi Koskinen lasciò la truppa nel 2004) e un’evoluzione artistica di non facile lettura, almeno per quanto riguarda la fase migliore del progetto (quella che parte dal classico death metal “Tales From The Thousand Lakes” e si esaurisce con le derive prog-psichedeliche degli ottimi “Tuonela” e “Am Universum”).

Una volta trovato l’assetto più congeniale, gli Amorphis hanno proseguito lungo un percorso meno votato alla ricerca musicale, pur mostrando un talento cristallino nel saper bilanciare a dovere il vecchio background di estrazione folk-death con le inesorabili tentazioni di stampo progressive. Oggi è tuttavia difficile mantenere i livelli raggiunti con i notevoli “Under The Red Cloud” (2015) e “Queen Of Time” (2018), probabilmente i due album della consacrazione definitiva per Esa Holopainen e soci: se infatti “Halo” si inerpica imperterrito all’interno di questa comfort zone, si rivela comunque palese la difficoltà nel cercare di staccare la spina dal passato più o meno recente, come se ormai non ci fosse (quasi) più nulla da proporre ai tanti seguaci del gruppo.

“The Moon”, il primo singolo scelto per l’occasione, non aveva affatto colpito il bersaglio. Molto meglio concentrarsi sugli stratificati arrangiamenti di “Northwards” (il break centrale suona tanto 70’s) o sulla trascinante “On The Dark Waters” (un buon pezzo dal fascino old-school), in attesa di alcuni rocciosi midtempo come “A New Land” o “Seven Roads Come Together”. Quest’ultimo è contraddistinto da preziosi ricami orientaleggianti, un marchio di fabbrica tipicamente Amorphis che affiora più volte durante l’ascolto del disco (il tentativo sembra quello di voler recuperare le magiche suggestioni presenti nell’imprescindibile “Elegy”, il capolavoro della band).

L’alternanza tra growl e clean vocals si spezza soltanto con le sinuose melodie della title track, un brano nel quale l’ugola di Tomi Joutsen spicca letteralmente il volo, prima che si faccia strada una sognante e delicata chiusura (“My Name Is Night”) affidata alla voce di Petronella Nettermalm, con Joutsen artefice dietro al microfono di un duetto fin troppo zuccheroso ma almeno degno di attenzione.

“Halo”, in definitiva, è un album studiato appositamente per quello zoccolo duro che segue ogni uscita della band con rinnovato entusiasmo: nessuno resterà deluso, anche se di questo passo, la corda prima o poi sarà destinata a spezzarsi.

11/02/2022

Tracklist

  1. 1. Northwards
  2. 2. On The Dark Waters
  3. 3. The Moon
  4. 4. Windmane
  5. 5. A New Land
  6. 6. When The Gods Came
  7. 7. Seven Roads Come Together
  8. 8. War
  9. 9. Halo
  10. 10. The Wolf
  11. 11. My Name Is Night

AMORPHIS sul web