LUMINEERS - Brightside

2022 (Dualtone)
indie-folk-rock

Unendo un gusto per la tradizione americana a una verve pop che si traduce in singoli dall’irresistibile appeal radiofonico (“Ho-Hey”, “Stubborn Love”, “Ophelia”), nello scorso decennio e nel giro di tre dischi i Lumineers sono diventati la band indie-folk più famosa del globo. Unici contendenti al trono: i più rustici ma altrettanto orecchiabili cugini inglesi Mumford & Sons.

Inutile scomodare infatti realtà annotabili sotto la stessa nomenclatura ombrello, l’indie-folk, quali Father John Misty o i Fleet Foxes, poiché i Lumineers giocano praticamente un altro sport, dedito ai ritornelli facili facili, ai passaggi radiofonici e ai fortunati inserimenti in serie tv da milioni di spettatori.

Dopo due dischi (“The Lumineers” del 2012 e “Cleopatra” del 2016, quest’ultimo numero 1 sia in Uk che negli Usa) riusciti proprio perché consci della propria essenza, nel 2016 la creatività della band di Denver iniziò a mostrare la corda in un terzo capitolo intitolato “III”, serioso e troppo inclinato verso l’Americana più pura, non proprio un territorio agevole per quelli che in fondo sono poco più che tre buoni autori di canzoni pop.

Più leggero e luminoso, a tratti volutamente fragoroso (con il frontman Wesley Schultz a imbracciare la chitarra elettrica molto più che in passato e più del suo amato pianoforte), questo quarto Lp intitolato “Brightside” si riscatta in parte dalla boria del predecessore, pur sottolineando (specie nella sua seconda, stanca metà) i limiti creativi della formazione.

L’inappuntabile produzione affidata a Simone Felice (The Felice Brothers) e l’apporto a numerosi strumenti di musicisti straordinari come James Felice (ancora dei Felice Brothers), Byron Isaacs e Lauren Jacobson offrono ai brani vesti sgargianti e il tono epico utile a fare funzionare a dovere epopee on the road come la title track o l’innodica “A.M. Radio”.

Decisamente riuscita anche l’onesta “Big Shot”, cantata da Schultz in quel crescendo dolce e appassionato che è diventato il suo marchio di fabbrica.

Ben più trascurabile, se non come innocuo sottofondo, tutto quanto viene dopo. Con il brano finale “Reprise” a far raggiungere al disco i trenta minuti di durata riprendendo il giro melodico e il ritornello della traccia di apertura. Troppo poco per una sufficienza davvero convincente, ma nemmeno lo scatafascio dello scorso disco.

20/01/2022

Tracklist

  1. 1. BRIGHTSIDE
  2. 2. A.M. RADIO
  3. 3. WHERE WE ARE
  4. 4. BIRTHDAY
  5. 5. BIG SHOT
  6. 6. NEVER REALLY MINE
  7. 7. ROLLERCOASTER
  8. 8. REMINGTON
  9. 9. REPRISE

LUMINEERS sul web