YU SU - Yellow River Blue

2021 (Bié / music from memory)
ambient dub, downtempo, elettronica
Al suo arrivo in Canada nel 2014, Yu Su a malapena aveva un’idea di cosa fosse la musica elettronica. Sette anni dopo la compositrice cinese non soltanto ha approfondito la conoscenza, ma si è fatta le ossa con un’affascinante serie di Ep e ha fondato la sua personale etichetta, attraverso la quale è stato pubblicato anche il qui presente “Yellow River Blue”, per molti aspetti sintesi e rilancio di un percorso ben delineato nei suoi tratti tematici ed estetici. Sorta di viaggio di bordo e scavo nella memoria allo stesso tempo, l’album esplora i dualismi insiti nella personalità della musicista e li traduce in un puzzle articolato, variegato nei riferimenti e nelle atmosfere, un manifesto sonoro e concettuale che guarda tanto alla madrepatria e al suo sconfinato patrimonio culturale quanto a Vancouver e alle terre verdi della sua nuova casa. Come il tutto riesca a rimanere coerente e a preservare la sua natura misteriosa, seducente e ambientale, testimonia la capacità dell’artista, perfettamente consapevole dei suoi obiettivi e quindi del disegno narrativo per metterli in atto.
 
Composto e registrato in diverse location in occasione di un tour che l’ha portata in lungo e in largo per la Cina, l’album esplicita le contrapposizioni e le sfaccettature di Yu Su, le sfide e la prospettiva difforme vissute da una natia di Kaifeng (vicinissima a quel Fiume Giallo già nominato nel titolo) nelle smisurate vastità del profondo Nord, nel blu del Pacifico orientale. Non solo, coglie anche l’occasione per omaggiare i tanti volti della febbricitante scena elettronica cinese con cui è entrata in contatto, chiudendo il cerchio aperto con l’arrivo a Vancouver.

In questo doppio binario tematico, le scelte sonore non potrebbero essere più multiformi: pur tenendo fede a un umore di fondo sospeso, ovattato, a suo modo pure imperturbabile, il disco volta pagina a ogni brano, sorprende con la varietà delle scelte, mai realmente pronosticabili. Se “Xiu” potrebbe lasciar intuire uno sposalizio di armonie folk tradizionali e meccanismi sintetici wave, adagiati su un intenso disegno di bassi, ci pensa “Futuro” a sovvertire le aspettative e a incanalare su un alveo dub i più ipnotici Massive Attack, dopo che un fruscio ondivago di synth ha chiarito gli obiettivi atmosferici del brano.

 
Provvede invece “Melaleuca”, con le sue movenze al confine con la house e passaggi melodici disegnati col basso, a dotare di un nuovo cambio di marcia il progetto, ponendosi con la sua attitudine progressiva e il suo batterismo in scia simil-motorik tra le sofisticazioni dream-Idm di “Gleam”, appena increspate da sottili striature electro in superficie, e i passaggi ritualistici di “Klein”, trip-hop sotto acido.

Mai però un momento appare fuori contesto, anche l’episodio apparentemente meno calzante trova una sua collocazione precisa, dona coesione a un diario sonoro del tutto rispondente ai vari dualismi concettuali. Anche a non aver visitato nessuno dei due paesi, non si fatica a immaginarne qui le sembianze, a respirarne la stessa aria: come in una visione a occhi aperti, Yu Su ci dona la propria esperienza e la riversa in un macrocosmo magnetico, assolutamente vivido. Non daranno il verde, ma il giallo e il blu qui immortalati si combinano con assoluta maestria.

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06/03/2021

Tracklist

  1. 1. Xiu
  2. 2. Futuro
  3. 3. Touch-Me-Not
  4. 4. Gleam
  5. 5. Melaleuca
  6. 6. Klein
  7. 7. Dusty
  8. 8. Melaleuca (At Night)