KENSUKE USHIO - Devilman Crybaby Original Soundtrack

2018 (Aniplex)
ambient, Edm, synthwave
Sul finire dello scorso decennio, Kensuke Ushio assunse lo pseudonimo “Agraph” e pubblicò un paio di album e qualche singolo per la Ki/oon, sussidiaria della Sony che ha avuto merito di lanciare alcuni fra i più importanti nomi nella storia della musica giapponese, dai pionieri elettronici Denki Groove a rock band come L’Arc~en~Ciel e Asian Kung-Fu Generation. 
È sorprendente come un’etichetta capace di simili lanci in pompa magna abbia sostenuto nel corso della propria esistenza anche musicisti sperimentali sconosciuti, spesso spuntati dal nulla. Il misto di dance strumentale e ambient di Ushio non ottenne ovviamente i favori del grande pubblico, ma lo aiutò a farsi un nome fra i fruitori dell’elettronica più esigenti. 

Nome che a distanza di qualche anno gli sarebbe tornato utile: dal 2014 a oggi Ushio ha infatti firmato alcune delle colonne sonore più importanti dell’industria dell’animazione giapponese. Nel 2014 il visionario Masaaki Yuasa lo ha chiamato a sé per la serie “Ping Pong – The Animation”, mentre due anni dopo è stato arruolato da Naoko Yamada per il commovente “A Silent Voice – The Movie”. Due lavori in cui ha dato prova di grande eclettismo, nel primo alternando trance, techno, tratti con cori e orchestra, e brani chitarristici sperimentali; nel secondo muovendosi fra strumentali pianistici e battiti elettronici downtempo.
Quest’anno l’instancabile Yuasa, uno di quegli artisti che pubblicano materiale a getto continuo e viene da domandarsi come faccia a essere tutto di livello superbo, l’ha di nuovo voluto al suo fianco, per uno dei suoi progetti più ambiziosi: un nuovo adattamento animato dello storico manga di Go Nagai, “Devilman”, in esclusiva per Netflix. 
L’opera è stata intitolata “Devilman Crybaby”, in riferimento al carattere fragile del protagonista, e risulta abbastanza fedele alla fonte, non fosse per due elementi: l’ambientazione moderna, che ha trasportato personaggi nati all’inizio degli anni Settanta nell’epoca di internet e social network, e la cospicua dose di scene sessuali esibita praticamente senza filtro. Oltre a potersi fregiare dell’estetica inconfondibile di Yuasa, l’opera viene esaltata dalle musiche di Ushio, che dimostra un eclettismo e una capacità di adattamento sempre più sorprendenti.
 
A questo turno il giovane musicista edochiano si è gettato a capofitto nell’elettronica più cupa. Il ritorno alla dance non potrebbe essere più gotico, fra assalti synthwave notturni degni della colonna sonora di “Drive” e intermezzi che rimandano alla darkwave neoclassica, elettronica post-industrial dai timbri saturi e hardcore techno spezzata da inquietanti tintinnii, piccoli intermezzi jazzati e plumbee tastiere ambient, cenni di progressive berlinese e horror synth alla Carpenter. Musica traversata da ansia e tenebre, benché dinamica, fisica, terribilmente viva, come le carni lacerate che spesso compaiono durante l’anime, in un trionfo di gore e psichedelia moderna.

Tutto il materiale è originale, fatta eccezione per “Devilman no uta”, sigla dell’anime prodotto nel 1972 dalla Toei Animation. Composta e arrangiata da Goh Misawa, l’originale era cantata da Keizo Toda assieme al gruppo corale Vocal Shop, e mescolava in maniera brillante il patetismo tipico del pop orchestrale giapponese e i sovratoni da frontiera dei film western occidentali (che pur non rientrando nell’immaginario dell’opera, ben si sposavano alla sua dimensione epica). Ushio l’ha riletta trasformandola in un inno futurepop, con le orchestrazioni perfettamente replicate dai sintetizzatori. La parte vocale è affidata ad Avu-chan, cantante della rock band Ziyoou-Vachi (Queen Bee per gli occidentali), che col suo piglio intenso e teatrale ben si adatta allo scopo.

La canzone compare durante l’anime, ma non fa questa volta da sigla. L’apertura è infatti l’unico brano a cui Ushio non ha messo mano e si intitola “Man Human”. Registrata appositamente dai Denki Groove, non è stata inclusa in questo album, ma pubblicata come singolo separatamente.

Pubblicata dalla Aniplex, sempre di casa Sony, la colonna sonora contiene un’ora e mezza abbondante di musica, suddivisa in quarantotto tracce. Alcune melodie sono ripetute più volte, in vesti sonore differenti, come quella che caratterizza “D.V.M.N.”, classicheggiante e pomposa, e che poi ritroviamo in “Wishy Washy” (per ukulele e melodica), “His Heart” (per pianoforte post-minimalista e archi pizzicati), “Tears” (per tastiere e filtri elettronici). O il tema di “Miki”: una sorta di carillon nel brano omonimo, che viene reso distorto e industriale in “Miki The Witch”, quasi una “Gymnopédie” di Satie in “Her Baton”, e romantico glitch-pop in “From Here To Eternity”.
Il ritorno di questi temi struggenti serve a rendere più familiari i personaggi e i loro sentimenti durante la visione dell’anime, e a dare un senso di ricorrenza e fruibilità durante l’ascolto dell’album. Il grosso del corpo dell’opera è però costruito, come si diceva, da vortici elettronici e ritmi possenti.
“Akira The Wild” è synthwave da combattimento, così come “Buddy, Ryo” (poi rallentata in “Night Ride” e ridotta a drone in “Ryo”). “Strategist” sembra una versione infernale dei Tangerine Dream, “News Anchor” è un minuto di squisita pop house, “Who Is She?” è un quadretto ambient costruito via midi che sembra spuntare dall’indimenticato “Chrono Trigger”, “Sabbath I” è un capolavoro di minimal techno percussiva e jazzata che per cinque minuti fa dimenticare decenni di musica autoindulgente costruita da altri in questo stile, pur con molta meno fantasia. E poi ancora carri armati gabber (“60311”), space ambient da un universo al collasso (“Nightmare”), variazioni fantascientifiche su coralità alla Carl Orff (“The Two Of Them”, “Night Hawk”, “Beautiful Silene”, “Smells Blood”), struggimenti di tastiere su clangori metallici (“Pathetique”).

In definitiva, “Devilman Crybaby” impone Ushio fra i maghi della musica elettronica e fra i migliori commentatori sonori in circolazione, perfettamente a suo agio anche con gli arrangiamenti orchestrali (si pensi alla conclusiva “Crybaby”). Si consolidano, con questa opera, le basi per una carriera che potrebbe rivelarsi imponente. Se sarà capace di proseguire su questi livelli, non verrà certo da stupirsi se entro pochi anni inizieranno a fioccare paragoni con giganti del settore quali Yoko Kanno e Joe Hisaishi.

28/11/2018

Tracklist

  1. Disc 1
  2. 1. The Genesis
  3. 2. D.V.M.N. -Theme From "Devilman Crybaby"-
  4. 3. Buddy, Ryo
  5. 4. Devilman no uta [voce: Avu-chan]
  6. 5. Strategist
  7. 6. Akira The Wild
  8. 7. Night Ride
  9. 8. Miki
  10. 9. Miki The Witch
  11. 10. Wired
  12. 11. School Life
  13. 12. Wishy Washy
  14. 13. News Anchor
  15. 14. They Said...
  16. 15. Cheesy Drop
  17. 16. Panic
  18. 17. Possession
  19. 18. Dreadful Stories
  20. 19. Who Is She?
  21. 20. Death Mask
  22. 21. Behind the Scene
  23. 22. Anxiety
  24. Disc 2
  25. 1. Judgement
  26. 2. Sabbath
  27. 3. 60311
  28. 4. The Crawling
  29. 5. Nightmare
  30. 6. His Heart
  31. 7. Tears
  32. 8. Sincerity
  33. 9. Luxuria
  34. 10. The Two Of Them
  35. 11. Night Hawk
  36. 12. Beautiful Silene
  37. 13. Smells Blood
  38. 14. Crisis
  39. 15. Black Mist
  40. 16. The Cult
  41. 17. Enigma
  42. 18. Flashback
  43. 19. Prayer
  44. 20. Her Baton
  45. 21. Veritas
  46. 22. Ryo
  47. 23. Satan
  48. 24. Pathetique
  49. 25. From Here To Eternity
  50. 26. Crybaby

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