MORGAN DELT - Phase Zero

2016 (Sub pop)
psichedelia

Nonostante siano passati più di due anni dall’esordio di Morgan Delt, le sue sgangherate artigianali pop-song non hanno perso livrea.

Le stravaganze psichedeliche del musicista californiano non sembrano avere eguali nel panorama, sempre più affollato, del revival sonico-lisergico. Anzi, rimarcano una lodevole indipendenza creativa, che ha reso superflui i paragoni messi in campo dalla critica.

Il secondo album “Phase Zero” ridefinisce i contorni del sound, e nello stesso tempo amplifica quella sensazione d’impalpabilità quasi eterea che sorride alla scuola tedesca dei corrieri cosmici, anziché alle roboanti fanfare dei revivalisti psichedelici.

Le ambizioni di Morgan Delt sono sempre più evidenti: il suo pop allucinogeno lievita all’altezza delle nuvole, lasciando la dimensione terreste come mero punto d’osservazione delle sue scorribande strumentali.

Pioniere, più che seguace, il musicista americano scarnifica lirismo e canto, affidando sempre di più alle lussureggianti architetture sonore il fascino, sempre più alieno, della sua nuova creatura. Dietro il candore della sua musica si celano canzoni più complesse eppur meno artificiose: il passaggio dalla Third Mind alla Sub Pop coincide con una maggiore attenzione alla scrittura, oltre che a una maggior coesione dell’insieme che, se pure attenua il fascino irruento dell’esordio, assicura comunque un piacere duraturo.

Le prime note dell’introduttiva ”I Don’t Wanna See What’s Happening Outside” non lasciano  dubbi sulle prerogative dell’album: nonostante le palesi velleità pop, il brano distorce abilmente la percezione lirica di fondo con sonorità evasive ma non confuse o convulse, aprendo uno scenario psichedelico quasi chill-out. Nonostante “The System Of 1000 Lies” e “Mssr. Monster” ripristinino in parte le fughe dell’esordio, in “Phase Zero” non c’è spazio per l’autocelebrazione. Delt non rinuncia alla seduzione della casualità e all’ebbrezza dell’incognita, toccando vertici finora immaginabili nell’ipnotica e angelica “Another Person”.

L’affondo ritmico di “Sun Powers” e il fantasioso tocco progressive-sinfonico di “The Age Of The Birdman” sono due facce della stessa medaglia, anche se il musicista americano ama mescolare le carte come se fossero tarocchi divinatori, modificando il tragitto delle sue divagazioni sonore con due insani esemplari di distorsione psicologica (“The Lowest Of The Low”, “Escape Capsule”), prima di regalarci il suo piccolo anthem psych-pop, ovvero la beffarda e giocosa “Some Sunsick Day”, perfetto esemplare da esibire a chiunque sia convinto che il meglio sia stato già scritto.

“Phase Zero” non è un album per revivalisti, ma un solido e fantasioso manuale per i moderni viaggiatori della psiche.

02/11/2016

Tracklist

  1. 1. I Don't Wanna See What's Happening Outside
  2. 2. The System Of 1000 Lies
  3. 3. Another Person
  4. 4. Sun Powers
  5. 5. The Age Of The Birdman
  6. 6. Mssr. Monster
  7. 7. A Gun Appears
  8. 8. The Lowest Of The Low
  9. 9. Escape Capsule
  10. 10. Some Sunsick Day

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