Vent’anni di carriera, ed eccoli qua, non consumati dal tempo che inesorabilmente è trascorso: i piemontesi Mambassa, da Bra, provincia di Cuneo, a due passi dai Marlene Kuntz ma molto diversi da loro, tornano con il sesto lavoro della propria carriera.
“Non avere paura” è un disco dalle striature fortemente cantautorali, costruito su introspezioni intarsiate sopra un tessuto musicale alt-pop sapientemente arrangiato.
Tutto è molto orecchiabile, a presa rapida, sin dalle prime note di “Melancholia”, in una scrittura che si è cementata negli anni intorno agli slanci dei membri fondatori Fabrizio Napoli e Stefano Sardo.
Otto canzoni, otto piccole storie personali, che raggiungono il vertice più alto in “L’altro”, il racconto di una situazione a tre con una riuscitissima coda strumentale, che fa il paio con quella di “Niente paura”: in entrambi i casi sono le chitarre a prendere il centro della scena e a regalare le emozioni più forti del disco.
La seconda parte dell’album si presenta più intimista, i toni si fanno ancor più pacati e regna costante un’atmosfera elegante e raffinata, come nel caso della dolcissima lunare “Dormi con me” e della struggente conclusiva “Rumblefish”, con tanto di archi a impreziosire la scena.
“Non avere paura” è un album che si presenta all’ascoltatore con grande discrezione, realizzato da una band preparata, che forse ha già dato il meglio di sé in passato, ma che è bello avere ancora qui accanto, perché di canzoni semplici e ben costruite c’è sempre tanto bisogno.
16/12/2015