Black Submarine - New Shores

2014 (Kobalt Music)
alt-rock, post-rock

Un sottomarino nero che scandaglia i più profondi e oscuri fondali marini, irradiandoli di luce artificiale e restituendo nuova vita ai solitari abitanti degli abissi. Cinque ufficiali d’eccezione ai posti di comando, provenienti da flotte diverse e riuniti per l’occasione sotto l’evocativa denominazione di Black Submarine.
Loro sono Nick McCabe e Simon Jones, rispettivamente chitarra e basso dei Verve, il multistrumentista italiano Davide Rossi (che ha prodotto, suonato, scritto e arrangiato per Coldplay, Goldfrapp, Siouxsie Sioux, Royksopp, Moby, Jon Hopkins, Afterhours, Bluvertigo) a cui si aggiungono il batterista dei Portishead Michele “Mig” Schillace e l’algida voce bristoliana di Amelia Tucker. Direi abbastanza per definirlo un “supergruppo” con tutti i necessari crismi.

Il progetto affonda le sue radici nelle sessions di “Forth”, l'ottimo album dei Verve dato alle stampe nel 2008. McCabe e Jones chiedono a Rossi un supporto per le parti d’archi, innescando così un rapporto creativo che li porta tre anni dopo a pubblicare un Ep d’esordio come The Black Ships. A seguito di una disputa avuta con un'omonima band americana, nell'aprile del 2012 il collettivo albionico cambia nome e, con la formazione finalmente al completo, inizia a lavorare sul primo vero Lp: ecco quindi emergere nel febbraio 2014 la musica mutante e aliena di “New Shores”, disco affascinante e destinato con tutta probabilità a rimanere nel tempo.

“This is our black submarine”. Reiterato in maniera ossessiva su minacciose strutture dark-industrial, l’oscuro mantra del brano iniziale ci apre le porte all’abisso più imperscrutabile, in cui gli archi di “Here So Rain” incorniciano un fluido ibrido tra il trip-hop di bristoliana memoria e le dilatazioni più tipicamente post-rock. E proprio a proposito di ritmiche dilatate e divagazioni strumentali, ecco partire “Heart First”, sospesa fra le arie sofferte e decadenti degli Smashing Pumpkins di “Mellon Collie And The Infinite Sadness” e le romanticherie spaziali degli Explosions In The Sky.
Da questo punto in poi il racconto sonoro di questo disco ci porta verso altre direzioni, quasi a voler simboleggiare la risalita del sottomarino nero dalle profondità oceaniche verso la rassicurante luce del giorno. Le morbide linee vocali della Tucker riempiono con grazia gli spazi di “Move Me A Mountain”, prezioso intermezzo acustico che precede lo space-rock sospeso di “Is This All We Feel” e, soprattutto, le delicatissime “Everything That Happened To Me Is You” e “Lover”, perfette cartoline shoegaze da dedicare alla nostra dolce metà. Il disco trova la sua perfetta conclusione nell’epica “You’ve Never Been There” che chiude il viaggio e ci riporta in superficie "a riveder le stelle".

L’album di debutto dei Black Submarine si dimostra un lavoro solido, dalla produzione rigorosa e certosina, ennesima prova di forza per ciascuno dei musicisti coinvolti. Canzoni che si rivelano sincere e riflessive invocazioni di desolazione e speranza, che bruciano lente e che forse avrebbero bisogno di qualche ascolto supplementare per arrivare realmente sottopelle. Un calderone omogeneo di suoni, chitarre, melodie, beat, archi, parole, che avvolge ed entusiasma nei suoi prolungati e gelidi abbracci. Insomma, vi stiamo parlando di un gran bel disco suonato da una gran bella band, che ci auguriamo possa avere un seguito.

Tracklist

  1. Black Submarine
  2. Here So Rain
  3. Heart First
  4. The Love In Me
  5. Move Me A Mountain
  6. Is This All We Feel
  7. Everything That Happened To Me Is You
  8. Lover
  9. Heavy Day
  10. You've Never Been Here


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