I Farabrutto sono un trio veronese attivo da una decina d'anni, ma questo disco è solamente il loro secondo. L'idea alla base del lavoro sembra essere quella di unire una scrittura e un timbro vocale tradizionali a un accompagnamento musicale vivace, variegato e fuori da schemi precostituiti. L'ascolto di queste undici canzoni porta elementi di sicuro interesse: il citato accompagnamento musicale riesce, infatti, a risultare particolarmente dinamico e mai scontato, con una sezione ritmica fantasiosa e una continua alternanza e compenetrazione reciproca tra morbidezza e elettricità del suono. Inoltre, l'accoppiamento con gli elementi impostati in modo più classico è riuscito e non c'è alcun segno di scollamento tra questi due lati della proposta musicale. Tuttavia, melodie e cantato rendono l'ascolto stimolante solo fino a un certo punto, mancando di spunti significativi e, soprattutto, di varietà tra un brano e l'altro. Vanno un po' meglio i testi, grazie a interessanti metafore, rappresentative di introspezioni che spaziano tra nostalgia del passato e momenti legati alla quotidianità. In definitiva, il disco non merita certo di essere bocciato, ma la band deve colmare importanti lacune in sede di scrittura e di interpretazione vocale se vuole proporre qualcosa di davvero valido.
30/12/2010