Grindie, lo chiamano: grime più indie. Sarebbe più indicato “hipster grime”, dato il carattere esasperatamente modaiolo di questa nuova mutazione rave che ammanta di fighettume next big thing la cafonaggine tipica del genere. Musicalmente siamo dalle parti dei Prodigy: epicità stile Star Wars, sound grezzo, broken beat a tutto spiano e frequenze medie pompate ad arte per combinare l’impatto del rock a quello dell’hardcore. L’aggiunta degli Hadouken! sta nei ritmazzi 2-step e nel caricatissimo rap Esturay English (“somfin” al posto di “something” e altre cose così). Sulla carta, una bomba. L’esito su disco però è assai meno incendiario. Qualche pezzo funziona, e benone, ma ad altri manca il tiro. Dal vivo, immagino, sarà tutta un’altra cosa.
16/09/2010