SONYA KITCHELL - This Storm

2008 (Velour)
songwriter

All’età di sedici anni la bella ragazza del Massachusetts ha sorpreso pubblico e critica con il suo album “Words Come Back To Me”, grazie alla bella voce dai contorni blues, jazz e country dal tono deciso e maturo, e a un repertorio country-blues molto raffinato scritto interamente di suo pugno. Dopo tre anni Sonya Kitchell tenta di consolidare il suo personaggio abbandonando il sapore deja-vu del primo album a favore di un sound più moderno, coinvolgendo il bravo produttore Malcom Burn.

Il talento di Sonya ha persuaso la Decca Records che ha finanziato il costoso progetto di rinnovamento stilistico, ma il risultato non convince appieno: “This Storm” è un disco ben costruito con alcune belle canzoni e delle pregevoli performance vocali, ma quello che non aleggia più nella musica della Kitchell è il brivido che rendeva brani come "Can't Get You Out Of My Mind" e “Jerry” più che una gradevole riproposta dei cliché del cantautorato femminile (Joni Mitchell).

La forzatura stilistica è evidente nella pur gradevole “Here To There”, che scimmiotta Feist, ma soprattutto nelle superflue incursioni rock di “Fire” e “For Every Drop”, che nel tentativo di attrarre un pubblico più radiofonico si riducono a una maldestra imitazione di Bonnie Raitt, salvate solo dalla produzione calibrata di Malcom Burn.

Non ricordo tentativi di svecchiamento riusciti nel campo del songwriting country-blues, anche Joni Mitchell inciampò nella prevedibilità con “Dog Eat Dog”, però la scrittura ancora fresca e disinvolta di Sonya Kitchell riesce a cavarsela con classe, e così, tra l’inevitabile prevedibilità di “Running”, “Walk Away”, “Soldier’s Lament”, c’è spazio per episodi rimarchevoli come “Who Know After All”, dove le alchimie sonore moderne del produttore incrociano una progressione melodica trascinante, e “Robin In The Snow” toccante ballata acustica dal lirismo intenso, che esibisce un romanticismo per niente stucchevole.

Ora Sonya affronterà il difficile scoglio del terzo album (essendo il primo cd “Cold Day” un mini-Ep) che spero definirà il profilo dell’artista in modo più chiaro, tra la speranza ormai sopita di avere una buona discepola di Joni Mitchell e la paura di avere di fronte una nuova Dido, resta solo la fiducia in una maturità non solo anagrafica che renda la sua musica più personale.

30/01/2009

Tracklist

  1. 1. For Every Drop
  2. 2. Borderline
  3. 3. Running
  4. 4. Here To There
  5. 5. Walk Away
  6. 6. Fire
  7. 7. Soldier’s Lament
  8. 8. Robin In The Snow
  9. 9. Who Knows After All
  10. 10. Effortless
  11. 11. So Lonely
  12. 12. This Storm

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