Zucchero, pseudonimo di Adelmo Fornaciari (nato a Roncocesi, frazione di Reggio Emilia, il 25 settembre 1955), è uno dei più rilevanti cantautori italiani emersi negli
anni Ottanta, noto per aver traghettato il
blues e il soul nel mainstream nazionale, con una cifra stilistica riconoscibile che fonde radici afroamericane, canzone d’autore italiana e suggestioni pop-rock internazionali. La sua carriera, segnata da una longevità inusuale e da una significativa proiezione estera, ha attraversato diverse fasi evolutive, mantenendo tuttavia una coerenza di fondo legata alla matrice emotiva e fisica del suo canto.
Fornaciari si avvicina alla musica tra la fine degli
anni Settanta e l’inizio degli Ottanta, dopo esperienze giovanili che comprendono l’ascolto di rhythm and blues, gospel e rock britannico. Dopo alcuni progetti effimeri (tra cui i Sugar & Daniel e i Taxi), pubblica nel 1983 il suo primo album solista, "Un po’ di Zucchero", ancora acerbo e debole d’identità, ma già animato da una tensione verso sonorità d’Oltreoceano. Il vero punto di svolta arriva con "Zucchero & The Randy Jackson Band" (1985), in cui si avvale di una formazione di musicisti statunitensi, iniziando a definire una formula che fonde soul, funk e melodia italiana.
La consacrazione arriva nel 1987 con "Blue’s", album spartiacque che sancisce l’incontro tra l’autenticità della musica nera e la fruibilità del pop. Brani come "Senza una donna", "Con le mani" e "Hey Man" costruiscono un’identità sonora marcata da groove, arrangiamenti ricchi e testi a metà strada tra pathos, ironia e istinto. Il disco vende oltre un milione di copie, un traguardo raro per la musica italiana dell’epoca.
Nel 1989, con "Oro Incenso & Birra", Zucchero raggiunge l’apice del successo commerciale. L’album, registrato tra l’Italia e gli Stati Uniti con la partecipazione di artisti come
Eric Clapton e Rufus Thomas, conferma la sua capacità di coniugare ambizione internazionale e radicamento nazionale. Brani come "Diavolo in me", "Il mare impetuoso al tramonto salì sulla luna e dietro una tendina di stelle..." e una nuova versione di "Senza una donna" consolidano l’eclettismo di Fornaciari. Il disco diventa uno dei più venduti nella storia della musica italiana.
Negli
anni Novanta Zucchero intensifica i contatti con il mondo musicale anglosassone. Nel 1992 esce "Miserere", frutto della collaborazione con Luciano Pavarotti e con Bono degli
U2, che cofirma il testo della
title track. Il disco, tra i più introspettivi della sua discografia, mostra una dimensione più riflessiva e meno edonistica, mantenendo comunque l’impianto soul-rock di fondo.
Segue "Spirito DiVino" (1995), che include successi come "Il volo" e "X colpa di chi?", rivelando un’attitudine sempre più confidente verso il mercato internazionale, rafforzata da versioni in inglese dei brani e tour mondiali. Nel 1998 pubblica "Bluesugar", lavoro che cerca un equilibrio tra elettronica leggera, songwriting classico e contaminazioni world, ma che riceve una risposta critica e commerciale meno entusiasta rispetto ai predecessori.
Il nuovo millennio vede Zucchero dedicarsi a un’opera di consolidamento e di recupero delle radici. Con "Shake" (2001) torna a un suono più diretto e groove-oriented, sostenuto da brani come "Baila (Sexy Thing)", che ottiene un notevole riscontro anche all’estero. Seguono "Fly" (2006) e "Chocabeck" (2010), quest’ultimo prodotto con la collaborazione di Don Was e Brendan O’Brien, che riscuote consensi per la sua coesione e profondità, con testi che attingono all’infanzia del cantante e a un immaginario più intimo e rurale.
Nel 2004 pubblica anche "Zu & Co.", raccolta di duetti con artisti internazionali (tra cui Sting, Miles Davis, Sheryl Crow, Maná), progetto pensato per consolidare la sua reputazione globale. Il disco ottiene un buon successo in Europa e negli Stati Uniti.
Negli ultimi anni Zucchero ha alternato nuove uscite discografiche a tour imponenti. "Black Cat" (2016) segna un ritorno a toni più scuri e gospel-oriented, mentre "D.O.C." (2019) si orienta verso sonorità più moderne ma sempre filtrate da una forte impronta autoriale. Il live rimane la dimensione privilegiata per la sua espressione artistica, come testimoniano i numerosi concerti negli stadi e nei festival internazionali, tra cui il prestigioso palco del Royal Albert Hall e quello del Festival di Glastonbury.
Nel 2021 pubblica “Discover”, il suo primo album di sole cover, seguito nel 2024 da “Discover II”, che amplia ulteriormente il progetto con versioni in italiano di brani di
Killers, Bleachers,
U2 e
Dylan, oltre a omaggi a
Ivan Graziani e nuove collaborazioni con Jack Savoretti, Salmo e Russell Crowe. Parallelamente ha portato avanti un’imponente attività live con il “World Wild Tour” (2022–2023), toccando oltre 30 paesi, e con l’“Overdose d’Amore Tour” del 2025, che lo ha riportato negli stadi italiani. Pur lontano dalla scrittura di nuovi inediti, ha mantenuto una forte presenza scenica e mediatica, consolidando la sua immagine di interprete internazionale del soul mediterraneo, con oltre sessanta milioni di dischi venduti e una carriera che continua a rinnovarsi senza snaturarsi.