Aeoliah

Musica di bontą, verso la Rivelazione

intervista di Filippo Bordignon

Anche il compositore più appassionato, messo alle strette, finirebbe con l’ammettere che il frutto del proprio ingegno abbia a che fare, in ultima analisi, con il puro e semplice intrattenimento. Un intrattenimento votato magari a rendere più lieve la giornataccia dell’ascoltatore o, nel caso dei talenti col pallino della ricerca, finalizzato ad aumentare la gamma dei linguaggi sonori.
Sono rari i protagonisti delle sette note pronti a giurare che la loro missione vada ben oltre un fatto di consumo usa-e-getta; nell’impervia fatica di diffondere il frutto della propria bellezza, essi remano controcorrente, immersi come tutti in un business che, a ogni livello, non può esimersi dal trasformare l’opera in mero prodotto. Aeoliah, dalla sua prima incisione nel 1981 a oggi, ha mosso ogni passo del suo cammino discografico alla luce di una missione incorruttibile: creare musica di Gioia. Analizzandone le opere più famose degli Eighties e fino agli ultimi singoli pubblicati sul suo sito ufficiale nel 2024, mai una volta ha ammiccato alla convenienza del mercato, rischiando magari di apparire naïf, un hippie fuori tempo massimo, che parla di Verità maiuscole senza la gruccia di studi teologici a certificarne la competenza.
Nato in Germania nel 1950 ma trasferitosi negli States nel 1960,
Jonathan Fairchild non ha lottato per diventare un compositore; non ha costruito a tavolino il suo alter ego artistico: il nome “Aeoliah”, così come la sua missione, sostiene, gli sono stati donati dall’alto, una questione in odor di mistica e, perciò, indimostrabile secondo il ragionamento logico tanto caro al nostro Occidente in perpetuo declino.
Unanimamente considerato uno dei massimi esponenti della new age di sempre, egli ha inciso musica finalizzata alle situazioni più disparate: sessioni di reiki, meditazioni guidate, terapia per l’insonnia. Ha musicato mantra e registrato, con la sua voce di eterno adolescente, brani destinati all’autoguarigione, contenenti affermazioni positive di commovente profondità (si sperimenti l’album “Activating The Dna God Code”). Davanti a un artista del genere, apolide alla sua stessa collocazione nella terza dimensione, risulterebbe riduttivo, per inquadrarlo ai più, citarne i soliti due-tre album di inizio carriera grazie ai quali ha ottenuto notorietà. Il suo approccio all’elettronica e agli strumenti acustici non è cambiato di molto, nell’arco di oltre 40 anni di carriera: al di là del tempo, disinteressato a delimitarsi come un corpo nello spazio, egli ha forgiato uno stile di disarmante efficacia, con linee melodiche rassicuranti, confezionate mediante arrangiamenti cristallini e contornate da bordoni rilassanti.
Tutto pacifica, in Aeoliah, tutto lascia sperare - talvolta con la genuina ingenuità del bambino - che ogni essere senziente, rimettendosi alle forze biofile dell’Universo, troverà, infine, una salvazione qui dipinta in una musica che si fa spirito e, in quanto spirito, capace di scendere nei cuori di chi è pronto a riceverla.

Aeoliah, ho letto che tutto ha avuto inizio mentre dipingevi un quadro, “Musica delle sfere”.
Sì, ho iniziato a esprimere le mie visioni artistiche come pittore. L’opera a cui ti riferisci ha significato un vero e proprio giro di boa per me; fu allora che ricevetti il mio nome d’arte: Aeoliah. Ero al lavoro su quel quadro con l’intenzione di rappresentare figurativamente la celestiale “musica delle sfere”. Dipinsi una luce che irradiava da un Terzo Occhio posto sulla sommità della tela; essa significava, appunto, l’occhio di Dio, dal quale uscivano raggi luminosi i quali prendevano la forma delle corde di un’arpa il cui corpo era costituito dalla lettera omega rovesciata. Volevo dipingere il quinto dei Sette Aspetti Divini, e cioè il Raggio Verde, identificato con l’energia di guarigione. Mentre terminavo l’opera, pensai: “Ci dev’essere un modo per mettere in musica le frequenze che sottendono a queste cinque tonalità di colore”. Il concetto di armonia delle sfere, o “musica universale”, diede vita alla mia graduale transizione dalla pittura alla musica. Era il 1979. Due anni più tardi realizzai l’album “Inner Sanctum”. Non avrei mai pensato di essere in grado di creare della musica, ma ho avuto accesso a delle collaborazioni davvero magiche con persone che mi hanno supportato in questa prima esperienza, e sono così riuscito a gestire efficacemente un linguaggio a me nuovo.

Arriviamo quindi al tuo esordio, il gioiello “Inner Sanctum”. Com’è nato?
Ero nel bel mezzo della fine del mio matrimonio, e da poco era nata mia figlia. Il processo fu naturalmente molto impegnativo, dal punto di vista emotivo. Mentre la relazione con mia moglie si disgregava, sono stato guidato a esprimere in qualche modo i profondi sentimenti di dolore, dispiacere, delusione che albergavano in me attraverso una speciale alchimia musicale. Ho avvertito chiaramente una voce interiore che iniziava a guidarmi e mi spiegava che avrei creato una musica capace di trasformare la sofferenza in guarigione, amore e perdono. La voce specificò anche che sarei stato affiancato dal bodhishattva Guanyin e dalla Fiamma Viola, così da poter mutare quelle emozioni in compassione. Ed eccoti svelato l’inizio della mia missione musicale.

Quindi, nonostante la tua sia una musica devozionale, è fondata anche sul dolore.
Decisamente. È stata la giusta medicina in così tante occasioni. Quando affrontiamo un periodo di sofferenza, esso è prima di tutto l’occasione per stimolare le nostre capacità di guarigione, crescita ed evoluzione. Due sono le scelte possibili: o incancrenirsi nel ruolo della vittima, attribuendo le colpe all’esterno, o imboccare la nobile via dell’introspezione, al fine di comprendere la ragione per cui abbiamo evocato inconsapevolmente quel dolore. E quando si imbocca quella nobile via, ci si assume integralmente le responsabilità della propria vita, cessando di incolpare gli altri o se stessi. È allora che si comincia a comprendere cos’è la vera compassione, la quale conduce a capire causa ed effetti di ogni sofferenza. Vale per ognuno: certa musica può guidarci in un salvifico viaggio transpersonale in cui, mettendoci da parte, giungiamo a percepire amore e compassione. Ecco perché, giustamente, alcuni affermano che l’Amore è la maggiore fonte di guarigione che alberga negli esseri senzienti.

Nella musica, come nella spiritualità, è più importante cercare o trovare?
Entrambe le cose sono ugualmente importanti. La ricerca inizia e finisce con il Sé. “Chi sono io?” è la domanda principale per iniziare la ricerca e creare le premesse per la comprensione. Ma con “Chi sono io?” si deve intendere “Come posso servire il Sé più grande, non la personalità egoica, ma il vero Sé, imperituro in ognuno di noi?” Questa ricerca della realizzazione del Sé ci avvicina alla Verità che ha il potere di liberarci dalle illusioni e dalle sofferenze della terza e quarta dimensione astrale.

Nel tuo modus operandi, quanta tecnica e quanta intuizione?
Anche qui, sono entrambi importanti ma, quando ho iniziato, non avevo competenze tecniche, eccezion fatta per qualche lezione di violino presa in tenera età. I primi due album sono il frutto di intuizione e improvvisazione al 100%, senza alcuna struttura pianificata. Non avevo idea di come sarebbero stati accolti. Mi sono semplicemente affidato a un processo di esplorazione che per me era totalmente nuovo e che amavo, un processo finalizzato a una trasformazione rigenerativa dal dolore alla gioia. Con “Angel Love”, nell’85, cominciai invece a scrivere ogni singola nota, e la struttura divenne il centro delle composizioni.

Le tue scelte melodiche tradiscono una certa affezione per la musica Classica.
La Classica rappresenta le fondamenta di quello che compongo. Mozart e Bach sono due delle guide che non mi abbandonano mai. Ma ce ne sono tante altre che adoro, come Albinoni, Puccini e Caccini.

I tuoi maestri?
Ho alcuni maestri e guide musicali unici e molto potenti, che mi aiutano costantemente a dare forma alle composizioni. Non ce n’è uno solo.

La tua estetica pittorica, a esempio, da quali maestri è sorretta?
Sono stato profondamente toccato dall’insegnamento dei Maestri Ascesi, la cui conoscenza è arrivata per la prima volta in Occidente grazie all’occultista Helena Blavatsky. Alcuni di quei maestri, in seguito, sono infatti confluiti all’interno della Società Teosofica. La Blavatsky ha avuto un’enorme influenza nel diffondere da noi le filosofie e le scienze spirituali dell’Oriente. Posseggo diversi cd con meditazioni guidate che si basano sugli insegnamenti dei Maestri Ascesi e, alcuni di essi, si sono rivelati cruciali nella mia vita.

Qualche nome dei Maestri Ascesi?
Gesù Cristo, Buddha, Metatron, Maitreya, Saint-Germain, Kut Humi, Rāmaṇa Mahārṣi e Paramahansa Yogānanda.

Spesso le copertine dei tuoi album raffigurano ritratti immaginifici. Da dove provengono quei volti?
Alcuni copertine avevano questo genere di raffigurazioni, sì, ma ora non più, perché non attribuisco più un album a uno specifico Maestro o essere angelico. Per esempio, sulla copertina di “Angel Love” è raffigurata un’interpretazione dell’Angelo della Guarigione, che incarna, appunto, le forze di guarigione e amore. Tuttavia ho compreso che la musica possiede una natura universale, quindi non voglio limitare la sua manifestazione a un essere o una presenza specifici.

Come spieghi il successo commerciale di “Angel Love”? Hai prodotto album ben più meritori quali, ad esempio, “Majesty”, che però non hanno ottenuto lo stesso riscontro.
Giusta domanda, me lo sono chiesto spesso anche io. Diciamo che il mondo è attraversato da forze e spiriti di inaudita potenza che determinano precise influenze a beneficio dell’umanità. “Angel Love” è diventato in pochissimo tempo un classico della new age, è vero. E sono completamente d’accordo con te che ci sono alcuni miei album che portano la coscienza dell’ascoltatore a un più alto livello di espansione, titoli quali “Majesty” ma anche “Ascended Victory”, “Elixir Immortale”, “Divinaura” o “Maitreya’s Sanctum”. Tuttavia, “Angel Love” ha significato per molte persone in difficoltà, o che si stavano approcciando a un livello spirituale superiore, un ponte da attraversare in sicurezza. Gli altri album credo verranno apprezzati in un momento successivo, quando la gente sarà mediamente più allineata con livelli di coscienza e auto-realizzazione più avanzati. C’è da dire che “Angel Love” ha goduto della pubblicità indiretta di un famoso personaggio di Hollywood che, durante il programma televisivo Cbs This Morning, ha portato in trasmissione la musicassetta, consigliandola alle persone lì presenti, e cioè la conduttrice Paula Zahn e l’attrice Mary Tyler Moore. Si è trattato di un livello di esposizione mediatica immenso per la mia carriera, una pubblicità gratuita che ho inteso come un dono dell’Universo per me e i miei ascoltatori.

La diffusione della musica sul web può riservare sorprese?
Guarda, recentemente ho pubblicato una canzone intitolata “Shangri-La” lunga ben 10 minuti che, in meno di un mese, ha avuto un milione di streaming live su Pandora Radio. Uno si chiederebbe: perché questa sì e altre no? E vale la risposta di cui sopra.

“The Journey Home” è uno dei tuoi album più atipici, caratterizzato da una comunicatività quasi cinematografica.
Eccellente questione. Sì, “The Journey Home”ha significato un nuovo inizio, l’esplorazione di un territorio per me inedito. In apertura, la lunga title track intende integrare gli aspetti ombrosi insiti nella vita di ognuno, abbracciandoli con l’intenzione di non temerli più, procedendo verso l’ignoto con coraggio e fiducia. Ho inteso così accogliere nella mia musica i panorami oscuri e sconosciuti del subconscio collettivo; accettando con determinazione ciò che ci appare sconosciuto e, dunque, oscuro e pauroso, se ne esce gradualmente più liberi e, infine, vittoriosi, così da dissolvere l’illusione della dualità luce-buio. Con queste premesse, la musica si è evoluta in un viaggio galattico decisamente più cinematografico che in precedenza, attraverso gli “stargate”, direi.

YouTube è stipata di musica che conterrebbe frequenze di ogni tipo. Non si tratta solo dell’intonazione aurea di 432 Hz ma anche 528, 741, 111, 396 Hz e così via. Qualcuno sta bluffando?
Altra domanda eccellente. Ci sono diverse opinioni a riguardo. Una è che non importa quali frequenze di solfeggio si inseriscono artificialmente nella registrazione sonora. Ciò che per me è fondamentale è sopratutto l’intenzione, la purezza - insieme alla padronanza tecnica, artistica e spirituale - elementi che vanno oltre l’aggiunta di questa o quella frequenza di solfeggio. Personalmente, preferisco registrare, mixare e masterizzare a 432 Hz, un tipo di accordatura che si dice abbia proprietà curative e meditative, e sia più in linea con il Pianeta Terra. A differenza dell'accordatura standard di 440 Hz, utilizzata nella maggior parte della musica odierna, alcuni sostengono che i 432 Hz siano matematicamente coerenti con gli schemi dell’universo. Naturalmente, tutto dipende dalle convinzioni e dalla risonanza personale. Per me registrare e masterizzare a 432 Hz è più naturale che inserire frequenze di solfeggio artificiali nella musica ma, in ultima istanza, a ciascuno il suo.

Nasci in Germania. C’è un qualche elemento teutonico nelle tue scelte musicali?
Sono stato concepito in Francia, vicino Parigi, da genitori di origini ucraine, per poi nascere in Germania. In Germania ho vissuto fino ai 10 anni; sento che ci sono una ragione e uno scopo specifico per cui l’anima sceglie di incarnarsi in una determinata situazione. E questo influenza sicuramente il tuo sviluppo e le tue opportunità nella vita. Mozart e Bach sono stati le mie guide musicali. Ce li ho nel sangue. Ascoltavo la Classica fin da quando ero adolescente, e da essa ho imparato molto. Un’altra cosa che ho imparato nel periodo di formazione è la meticolosa attenzione ai dettagli. Questo aspetto è presente nella mia carta astrologica. Quando, ad esempio, compongo un brano di 12-14 minuti, possono essere necessarie fino a 300 ore tra editing, missaggio e masterizzazione. La maggior parte delle persone non ha idea di quanto tempo, energia e concentrazione siano presenti in una creazione musicale di questa natura, ma per me non esiste altro modo. La maestria tecnica deve essere al servizio dell’intenzione spirituale, la quale richiede di portare una semplice registrazione dalla forma di diamante grezzo a quella di un diamante brillante e privo di difetti. È un processo magico simile all’alchimia, alla trasformazione dei metalli comuni in oro.

Quali autori sanno elevare il tuo spirito?
Amo Morricone, la voce del vostro Andrea Bocelli, e poi ancora Iasos, Constance Demby, Andrew Forrest, Anugama, Mars Lasar, Liquid Mind, Deuter, Jonn Serrie e fino a Celine Dion. Ognuno di questi artisti vanta un approccio personale alla musica. Tra di loro ci sono nomi magari non così famosi ma che, come nel caso di Iasos, sono maestri, nel loro genere. Lui è stato un mio amico e, posso dirlo con certezza, la sua produzione verrà compresa pienamente solo nel futuro, poiché era troppo avanti per il nostro tempo. Il mondo del mainstream, va da sé, concede popolarità anche a chi non possiede una coscienza elevata. Il mainstream chiede un prezzo che, fortunatamente, le anime elevate non sono disposte a pagare. È il caso di un’artista italiana che oggi risiede a Montreal, in Canada, una donna con la voce di un angelo, che amo e rispetto molto, Giorgia Fumanti. Qualche anno fa è stata contattata da una major che, però, voleva cucirle addosso un look smaccatamente sexy, al fine di renderla più commerciabile. E lei ha rifiutato, non ha voluto essere caratterizzata in quel modo. Questo rifiuto mi ha toccato molto, tanto che le ho scritto per congratularmi con lei, augurandole di rimane sempre fedele alla propria anima e riconoscente al suo innato talento musicale. In ambito pop, hanno tentato di fare lo stesso con Jewel, e anche lei ha rifiutato. Purtroppo sono molte di più le popstar che vendono l’anima a un’industria fondamentalmente corrotta, diventando marionette nelle mani di corporazioni incentrate sull’avidità.

La scaletta di un concerto è influenzata dalla location?
In una certa misura, sì. Se dovessi fare un concerto in India proporrei composizioni di matrice orientale come “Mahavira” o “RaMaDaSa Mantra”, e poi inserirei anche scelte più eteree, per dare al pubblico una ventata di freschezza. In Europa, presenterei brani di ispirazione più Classica, come “Angels Of The Heart” o “A Tribute To Gaia”, prevedendo anche momenti maggiormente interdimensionali, al fine di aiutare l’elevazione della coscienza. Ho una tale varietà di composizioni e generi - come la musica chill out, la trance dance ecc. - da riuscire a produrre la giusta scaletta pressoché in ogni parte del mondo.

Hai chiamato le tue sperimentazioni nel mondo del ritmo “trancecstacy”. Qual è la funzione di quei pezzi?
Prima di tutto, devo chiarire che la mia musica non vive in una piccola scatola... cioè devo poter respirare, espandere la mia coscienza e la mia ispirazione così che esse spieghino le ali ed esplorino nuovi orizzonti. Molte delle mie composizioni musicali si riflettono in questi diversi generi musicali come la chill out, lounge, ambient, meditativo, interdimensionale, classico contemporaneo ecc.; non voglio fossilizzarmi in un ambito in cui la musica resti ingabbiata nei limiti del genere. Non è da me. Rompere le regole della tradizione mi fa sentire più vivo e libero. Così è stato per l’album di trance dance del 2012 “Entranced”; ero arrivato a un punto della mia carriera in cui avevo bisogno di cambiare marcia e uscire dalla comfort zone. Ho sempre amato la trance: è così vitale e l’ascolto quando mi alleno in palestra. La mia trance incorpora elementi etnici e atmosfere biofile, nonostante il centro resti un ritmo sostenuto. Ogni brano di “Entranced” ha un’energia edificante che si armonizza con l’energia espansiva connessa con la terra e con il chakra della radice.

Ascoltando alcuni tuoi brani meno conosciuti, quelli appunto in cui il ritmo è protagonista, mi chiedevo se la chill out di band come gli Orb ti interessasse.
Non conosco molto gli Orb, ma mi piace ascoltare la chill out, specialmente di pomeriggio e sopratutto quella con influenze mediorientali o riconducibile allo stile Buddha-Bar. Certi pezzi sono molto suggestivi, elegantemente esotici, e vantano un’ottima progressione ritmica. Dipende ovviamente dal mood della giornata: a volte si ha bisogno di qualcosa di ricaricante, altre volte di qualcosa che rilassi.

Nella tua accezione più alta, cos’è un artista?
Wow. Domanda impegnativa! Un artista è qualcuno che può trasformare ciò che è brutto in bello, uno che ha la capacità di portare amore e compassione in una situazione difficile, uno che vede oltre le illusioni del corpo fisico e delle sue sensazioni fisiche. Un vero artista, a mio parere, è colui che è in grado di attingere all’essenza più profonda della bellezza, la quale proviene solo da Dio o dall’emanazione del suo Spirito... perché la vera bellezza è la massima espressione di un amore imperituro. Quando si esaminano le cause della sofferenza, si comincia a capire che essa deriva da desideri irrisolti, attaccamenti, abitudini e dall’aggrapparsi a ossessioni e dipendenze. Una volta che l’umanità avrà compreso questo e sarà in grado di rilasciare ciò che non serve più alla sua evoluzione, comincerà ad ammirare la vera bellezza che si trova sotto la superficie dell’esperienza sensoriale temporale. Allora ognuno finirà per incarnare quell’Amore incondizionato e quella Bellezza suprema di cui ti parlavo.

Una preoccupazione che non sei riuscito a sradicare dalla mente?
Ci sono, ovviamente, le paure comuni a tutti gli esseri umani. Non possedendo una personalità ossessiva, non mi preoccupo eccessivamente di nulla. Ogni giorno imparo un po’ di più ad accettare ciò che realmente è, e meno resistenze frappongo, più facilmente la Grazia ha accesso nella mia vita. Una parte importante della nostra crescita è imparare ad arrendersi a ciò che non possiamo controllare. Si sviluppa così una fiducia nel presente che è, a conti fatti, un sommo maestro.

Nella vita di tutti i giorni, qual è la tua necessità primaria?
Ogni persona ha dei bisogni umani fondamentali: nutrirsi, mantenersi in salute, essere accettata e amata e via dicendo. L’unica trappola è che, se si diventa dipendenti dalle altre persone per la propria realizzazione, si entra in un loop di sofferenza continua. Per me, superare le tremende illusioni e la maya di questa terza dimensione significa in primis padroneggiare se stessi. E la padronanza, inizia e finisce con il Sé. Una volta realizzato questo, la ricerca è finita. Ci sono così tante trappole illusorie lungo il cammino, che ci vuole un grande discernimento per rimanere lucidi e prendere le decisioni giuste. Quindi, nel mio caso, il bisogno più grande è quello di amare e accettare incondizionatamente sia il mio lato umano e vulnerabile, sia il mio vero Sé superiore, e capire che siamo tutti Uno, tutti interconnessi tra noi. Ciò porta a trattare gli altri come si vorrebbe essere trattati, con amore, gentilezza e rispetto. Conoscere l’Amore significa anche rimanere fedeli al proprio Sé più profondo, servendo la Luce e la Verità.

Nei titoli dei tuoi brani, torna spesso la parola “angelo”: cosa sono gli angeli per te?
Iniziamo col dire che gli angeli non esistono solo sui piani eterici, ma anche qui, nella dimensione fisica, sulla Terra, e si mischiano con noi. E ci sono molti esseri umani che sono anime angeliche. Sono, in sostanza, servitori del Divino Padre Creatore/ Madre Dio/ Sorgente del Tutto. Si sono incarnati per assistere la guarigione e l’elevazione dell’umanità. Mi risulta che quando un essere angelico si incarna sulla Terra, non viene risparmiato dallo sperimentare anche le prove e le tribolazioni comuni a ognuno di noi. Ma solo per un’ultima incarnazione. Non disponendo del libero arbitrio, quando gli angeli ricevono quest’ultima nascita in forma umana, lo fanno per evolvere da angelo a Maestro Asceso.

Chiedendoti della tua estetica pittorica, ci hai fatto i nomi di alcuni maestri della sapienzialità orientale e occidentale. Ma chi ti ha permesso di accedere a più alti livelli di consapevolezza?
Sono stato accompagnato nel mio percorso da Maestri Ascesi, angeli ed Elohim. Il maestro Kut Humi è forse quello con cui sono ancor oggi in contatto a un livello particolarmente elevato. Non posso tralasciare inoltre la mia profonda connessione con la Madre Divina: il lato dell’Amore che si manifesta nel Sacro Femmineo è prominente in tante mie composizioni.

Chi si delimita in una religione, delimita la propria possibilità di espansione della Coscienza?
Dipende dalla qualità e dal livello ai quali ci ha condotti la fede. Chi crede, crede dopo aver messo in discussione il proprio credo? O si crede ciecamente, come pecore che seguono quella che la massa ha decretato essere la Verità? Molte religioni si basano sull’interpretazione che qualcuno dà della Verità ultima. Non sto screditando il concetto di religione; ritengo che sia, soprattutto per le anime “giovani” che necessitano di strutture comportamentali precise e disciplina, un valido sistema per guidarle. Ma la vera conoscenza va oltre la fede per come la intendiamo. La fede implica il fatto che comunque non possiamo avere accesso alla Coscienza perciò, spesso, ci si limita ad attenersi a una serie di comportamenti e da lì non ci si evolve. Lo trovo limitante, non trovi? Una volta che un dogma viene accettato, e con esso le regole che si tira dietro, non è più nella Verità, poiché la Verità è libera da regole, norme e dall’interpretazione degli uomini. In definitiva, quando un’anima perviene all’auto-realizzazione, andrà oltre le religioni e i sistemi di credenze a noi noti. Non solo vivrà la Verità, ma incarnerà anche tutto ciò che è Vero e Reale.

Negli ambienti new age spesso si sostiene che l’umanità stia andando incontro a un risveglio collettivo della coscienza. Quando guardo ai fatti della cronaca, mi faccio più scettico a riguardo…
Quando un’anima come la mia guarda a questo mondo in relazione all’evoluzione umana nella sua totalità - e non solo rispetto a ciò che sta accadendo attualmente - mi è chiaro che stiamo vivendo una sorta di proiezione olografica nella terza dimensione, una simulazione proveniente dalla matrice originale. Per qualsiasi anima sensibile, assistere alla brutalità di questo regno è, a volte, insopportabile! I continui cicli di creazione e distruzione si svolgono su questo pianeta da oltre 260.000 anni e la manipolazione del genoma umano e del Dna è in corso da quando è stato creato il primo essere umano, appunto, oltre 260.000 anni fa. Oggi il gioco di manipolazione genetica è in corso con sofisticate tecnologie e armi biologiche. Siamo al terzo tentativo di manipolazione della nostra razza, stavolta mediante gli strumenti dell’IA, i virus creati in laboratorio, il 5G, il progetto Haarp, una catena alimentare fortemente contaminata, gli Ogm, le scie chimiche e via discorrendo. L’intero pianeta sta soffrendo a causa della tremenda corruzione di chi è al potere, avendo questi ultimi contribuito a inquinare gli oceani, avvelenare il suolo coi pesticidi, peggiorare la qualità dell’aria. Viviamo in un periodo tanto critico quanto cruciale; ogni anima deve scegliere se risvegliarsi alla propria sovranità o se diventare ciecamente un automa governato dall’IA e schiavo di una demoniaca autocrazia iper-tecnologica, intendo cioè il Nuovo Ordine Globale, che deciderà il nostro futuro per suo conto. Purtroppo alcuni non si rendono nemmeno conto di avere una scelta, e credono alla narrazione del circo mediatico mainstream, lasciandosi manipolare e controllare da forze astrali inferiori.

Vita dopo la morte?
Sono persuaso del fatto che quasi tutte le anime sperimenteranno un’enorme elevazione quando si libereranno dalla gabbia del corpo fisico. L’anima farà propria la gloria e la bellezza di Dio, al di là dei limitanti sistemi delle credenze religiose. Se l’anima è abbastanza evoluta, alla fine si sposterà oltre i regni astrali simulati, che sono stati identificati con il paradiso cattolico, musulmano, induista ecc. L’anima davvero evoluta ascenderà ai regni universali dove è Amore Divino, Luce e Beatitudine. Tutto dipende dall’evoluzione di ognuno.

Qual è l’aspetto più straordinario dell’essere un artista?
Essere un umile strumento dell’Amore, dell’Intelligenza e del potere divini. Che l’Universale Coscienza Ascesa lavori attraverso me è un onore, un privilegio e una gioia incredibili. Sono al servizio degli altri in un modo che non solo eleva e porta guarigione nella mia vita, ma mi consente di toccare le vite di milioni di persone in tutto il mondo, che possono beneficiare della mia creatività. Un vero artista è un servitore del Divino, un apostolo della Verità, della Bellezza, dell’Amore e della Grazia.

Discografia

Inner Sanctum (Helios/Oreade Music, 1981)
The Light Of Tao (Helios,1984)
Angel Love (Helios, 1985)
The Seven Chakras: Crystal Illumination (Helios/Oreade Music, 1985)
Majesty (Helios, 1985)
Love In The Wind (Helios, 1989)
The Other Side Of The Rainbow (antologia, 1990)
The Other Side Of The Rainbow (Helios 77, 1991)
Journey Home: On Wings Of Light (1991)
The Magic Presence con Divino (1991)
Angel Love For Children (1992)
Angels Of The Heart (1994)
Chambers Of the Heart: A Celebration Of Love, Romance, And Joyful Passion (1994)
Light At Mount Fuji (live, 1994)
Echoes Of Tomorrow. Music Anthology 2 (antologia, 1995)
Healing Music For Reiki 1: Mandala Of Purity (1995)
Angels Of Healing: Music For Reiki, Massage, Healing And Alignment, Vol. 3 (1996)
Healing Music For Reiki 2: Mandala Of Integration (1996)
Healing Music For Reiki 3: Mandala Of Unity (1996)
Healing Music For Reiki 4: Mandala Of Transformation (1997)
Angels Of Healing: Music For Reiki, Massage, Healing And Alignment, Vol. 4 (1997)
The Best Of Aeoliah (antologia, 1998)
Angels Of Healing: Music For Reiki, Massage, Healing And Alignment, Vol. 1 (1998)
Aeoliah Colors Of The Heart: A Celebration Of Love, Romance And Joyful Passion (1998)
Angel's Touch: Music For The Heart Chakra (1998)
Anchoring Your Light Body (2000)
The Reiki Effect con Mike Rowland (2000)
Angels Of Healing: Music For Reiki, Massage, Healing And Alignment, Vol. 2 (2000)
Love In The Wind (2000)
Serene (antologia, 2000)
Sanctuary Of Rejuvenation: Music For Spas (antologia, 2000)
Zen Peace (2001)
Activating Your Chakras Through The Light Rays (2001)
The Reiki Effect 2 con Mike Rowland (2001)
Bliss: Music For Spas (antologia, 2002)
Angel Love II: Sublime (2002)
J'Adore: Music To Adore Your Spirit (2003)
Dolphin Serenade: Music To Soothe Mind, Body & Soul (2004)
Realms Of Grace: An Angelic Experience (2006)
Divinaura (2007)
The Liquid Light Of Healing (2008)
Magnetizing Your True Love (2009)
Serenity (2010)
Elixir Immortale (2011)
A Drop Of Buddha's Tears (2011)
Entranced (2012)
Ascended Victory (2013)
The Flame Of Eternal Love (2014)
Dynamic Chakra Meditation (2014)
Angels Of The Presence (2014)
A Higher Love (2014)
Opening Your Heart (2014)
Yoga Nidra (2014)
Relaxation & Wellness (2014)
Yoga Music (2014)
The Joy Of Innocence (2014)
Supernal Peace (2020)
Pietra miliare
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