Raggiungiamo telefonicamente a Londra Alioscia Bisceglia, frontman e co-fondatore di Casino Royale. La band pioniera del crossover nella musica italiana ha aperto SeeYouSound, festival in programma a Torino con 68 film e 16 eventi musicali (info).
Su cosa sono incentrati i due film e il live della prima serata di SeeYousound, che avete chiamato "SUONO/VISIONE/SUONO"? E quanto ci sarà di “Fumo”
, uscito meno di un anno fa?
Le due produzioni cinematografiche sono state realizzate nel periodo del
lockdown: prima “Quarantine Scenario” e nel periodo successivo “Alba ad Ovest” (dirette rispettivamente da Pepsy Romanoff e da Frankie Caradonna, che saranno presenti in sala,
ndr). Sono legate al nostro precedente lavoro “Polaris”. Ma, detto questo, non hanno circuitato e sono molto attuali. La prima sono curioso di rivederla e di capire dove mi riporta come stato d’animo: quello è stato un periodo speciale, sospeso, pieno di sofferenza di buoni propositi, poi disattesi. “Alba ad Ovest” ha una sonorizzazione originale. Nella parte di live ci sarà qualcosa di “Fumo”, ma anche di altri lavori di Casino Royale.
A Torino Askatasuna, a Milano il Leoncavallo, così come altri spazi (di libertà, di comunità, dove si realizza mutualismo) sono sotto attacco. Che piega ti immagini possa prendere la deriva repressiva in corso?
Andiamo subito a uno dei punti caldi e cruciali di questo tempo. Il sistema si riscopre autoritario e ha sete di vendetta ideologica. Non è una questione di legalità, altrimenti avrebbero chiuso anche Casapound a Roma. Qui si vuole cancellare un mondo che con tutte le sue imperfezioni comunque resta baluardo di un certo tipo di cultura e resistenza critica al sistema stesso.
Cosa ha invece significato per voi sul piano musicale il Leoncavallo?
Il Leoncavallo è storia, la storia di una parte di Milano è di questo paese come lo sono anche altri posti. Per noi, come milanesi, è stato un punto di riferimento da ragazzini e ci siamo saltuariamente tornati a suonare perché rappresentava un simbolo, un simbolo di un'esperienza e di un certo tipo di pratica che va a contrapporsi a certe dinamiche. Personalmente nel mio attivismo sono stato anche critico con certi modelli, ma il dato di fatto è che luoghi come il Leo sono stati spazi di confronto, formazione, crescita ed esperienza per grandissima parte della città e non meritano di essere trattati e raccontati come luoghi che fomentano dissenso con modalità violente.
Che opinione hai di come viene presentata la musica in televisione oggi?Esiste ancora la televisione? Io ho lavorato otto anni in televisione, ero responsabile della programmazione musicale prima su All Music e poi su Deejay Tv. Ora la musica si racconta sui social e quindi la narrazione è tutta più veloce e superficiale. Manco ha più senso fare dei videoclip, devi fare contenuti veloci che facciano mettere dei cuoricini.
Quali band che hanno iniziato negli stessi vostri anni trovi abbiano ancora qualcosa da dire adesso?
Penso che i
Subsonica, che sono nati come progetto un po’ dopo noi, abbiano ancora la volontà di fare e di dire qualcosa. E poi ci sono gruppi come i
Massive Attack che fanno dei live che sono spettacoli volti a diffondere messaggi politici, quindi dove il contenuto non è solo d’intrattenimento.
Come vediamo dai dati della Fimi (Federazione Industria Musicale Italiana), le classifiche italiane sono sempre più popolate di artisti italiani, under 26. Voi avete lavorato tanto con produttori britannici (come ad esempio Howie B) e da poco ti sei trasferito a Londra. Come hai trovato la scena musicale lì adesso? E cosa fa maggiormente la differenza?
L’Inghilterra è un mondo a parte, la musica qui è come l’olio d’oliva da noi… Sono contento che finalmente la gente italiana ascolti musica italiana, poi sul livello di contenuto o quali siano gli spunti e le motivazioni per cui uno si mette a fare musica a vent’anni possiamo fare valutazioni. Valutazioni che mi portano a pensare che una differenza c’è. La musica è vissuta come un’opportunità di riscatto in sé, opportunità che guarda fondamentalmente al successo come unico scopo. Comunque credo che se ci incontrassimo di più e scontrassimo di meno con le nuove generazioni, un po’ di sano fuoco si riaccenderebbe.
Cosa stai ascoltando in questo periodo?
Le conferenze di Alessandro Barbero… Ahahah! Lo farei minimo ministro dell’Istruzione. Ascolto molto Radio Tre, programmi come "Battiti". E "Musical Box" su Radio Due, condotto da Raffaele Costantino. Ambient, suoni etnici, musica classica tipo Ravel e dub e tutti quei derivati che usano l’elettronica.
Tre dischi che ti hanno cambiato la vita?
"
Sandinista" dei
The Clash, "Tin Drum" dei
Japan e "More Specials" di
The Specials. Però anche tante cassette mixate da dj che tra gli anni
70 e
80 mescolavano generi diversi sperimentando: parlo della scena legata a club come il Cosmic, il Typhoon e la Mecca.