Jennifer Batten

Jennifer Batten

Una chitarra per Michael

intervista di Giuliano Delli Paoli

La chitarrista che per anni ha accompagnato il Re del Pop è sempre in giro per il mondo, tra seminari sulla chitarra, scuole di alta formazione, programmi d'insegnamento e concerti pirotecnici nei club hard-rock più esclusivi. La Batten è una musicista formidabile, una vera forza della natura. Turnista affidabile e braccio destro di Michael Jackson sul palco nelle sue tournée più importanti. Indimenticabile la sua performance il 31 gennaio del 1993 al Super Bowl, di spalla a Jackson. Un’esibizione rimasta nella storia, seguita in diretta tv da centinaia di milioni di telespettatori, con la musicista newyorkese che manda in delirio la platea tra un assolo e l’altro. La chitarrista di stampo hard-rock si racconta, soffermandosi su alcuni particolari inediti, offrendo infine anche il suo punto di vista sulla vicenda giudiziaria di Jackson, tristemente tornata in auge a Hollywood e nel resto del mondo dopo l'uscita del controverso documentario "Leaving Neverland".

Hai tenuto seminari in scuole di musica di tutto il mondo. Qual è lo stato di salute della chitarra come strumento? C'è ancora la stessa partecipazione da parte dei più piccoli o avverti qualche cambiamento?

Ho sentito da persone che conosco del settore vendite che queste ultime sono diminuite, però ho visto un’eccezionale partecipazione alla School of Rock, senza contare che oltre la metà degli studenti è donna. Molti bambini sono più interessati ai programmi per computer che all'apprendimento di uno strumento e l'attenzione dei cervelli più giovani è stata gravemente ridotta a causa degli smartphone e dei social media. Tuttavia, continuo a fare seminari in tutto il mondo. Sono reduce da 3 giorni a Brighton Uk presso la Bimm. Le loro scuole si stanno espandendo rapidamente, quindi l'interesse è comunque ancora vivo.

Hai mescolato spesso strumenti etnici con il suono della chitarra. Con l'avvento di Internet, molte musiche di paesi lontani sono a portata di click e tutti possono ascoltarle facilmente. Eppure, sembra che la contaminazione sia sempre più snobbata, soprattutto a livello politico e umano. Pensi che la musica possa servire da esempio per un approccio migliore in questo senso?
Penso che i musicisti in generale vedano il mondo come razza umana, senza badare ai confini e a qualsiasi forma di separazione. Accogliamo con favore l'ispirazione da ogni angolo del mondo. La musica più eccitante è la musica che infrange le regole e contiene elementi che prima non esistevano, quindi ha senso solo abbracciare una musica che oserei definire "mondiale". Sono stata affascinata dal drumming africano, ad esempio, guardando i film di Tarzan da ragazzina. Peter Gabriel sta facendo grandi cose registrando musicisti provenienti da ogni parte del mondo sulla sua etichetta Real World. Ciò ha davvero aiutato a portare musica esotica alle cosiddette masse. Anche Van Halen amava utilizzare campioni etnici ed esotici nelle sue melodie. Dal mio punto di vista, questo tipo di influenza crescerà solo in futuro. Le persone che snobbano questa crescita sono aziende discografiche alla ricerca di successi e non vogliono rischiare. E’ una lotta tra denaro e pura creatività.

Come è nata la canzone “Battle Zone”? Qual è il tuo principale "campo di battaglia" oggi?
Sono stata trasportata nello studio di Jim Peterik a Chicago. Ha scritto "Eye Of The Tiger" quando era nei Survivor. Ci siamo seduti insieme e lui mi ha chiesto di suonare un groove e la canzone è uscita in appena 20 minuti, tra la mia chitarra e il suo piano. Jim aveva un piccolo registratore e cantava la melodia, che non aveva niente a che fare con i testi. I testi presenti nel coro furono iniziati da Jim e in seguito finiti da Marc Scherer. Credo che il campo di battaglia in quella canzone si riferisca alla lotta e alle difficoltà che le persone spesso affrontano nel tentativo di sopravvivere. Può anche essere interpretato concentrandosi sull'orrenda terapia delle minoranze in America. Un sacco di gente di colore è stata uccisa dalla polizia senza ripercussioni. A volte la polizia è giustificata, ma spesso non lo è e quindi abusa del suo potere. Le scuole in America sono anche diventate una zona di battaglia con episodi frequenti di bambini mentalmente angosciati che falciano i loro compagni di classe con armi automatiche. Penso che tutti questi pensieri siano stati combinati in quella canzone.

Hai suonato con Michael Jackson e Jeff Beck. Che cosa hai imparato da loro?
Le cose più importanti che ho imparato da Michael sono il valore di fare una tonnellata di prove per rendere lo show super-lucido. E anche il valore dei cosiddetti “fattori di intrattenimento” allestiti per stupire il pubblico. E’ proprio per questo che ora ho uno spettacolo dai tratti cinematografici. Voglio che le persone siano immerse nell'esperienza con immagini costruite su basi musicali.

In questi giorni sta girando un documentario molto discutibile su Jackson, sei d'accordo con me sul fatto che alcune persone dovrebbero lasciarlo riposare in pace? Che cosa hai provato leggendo di nuovo queste notizie, nonostante il verdetto che lo esonera da ogni accusa? Questa speculazione avrà mai fine?
È sconfortante vedere come la gente mente per soldi. Finché certe persone avranno la speranza di ottenere un po' di soldi oltre la propria tenuta, proveranno sempre a uscire dalla “falegnameria” e tentare ogni strada possibile per arricchirsi. Ci sono così tanti buchi nella storia di questi ragazzi. Forse otterranno una carriera cinematografica perché sono dei bravi attori. Il regista si vanta che i ragazzi non sono stati pagati per aver fatto il documentario, ma trascura di dire che il film è solo una grande promozione per la causa legale in cui chiedono 1,5 miliardi di dollari. Sarebbe il biglietto della lotteria vincente se riuscissero a convincere una qualche giuria. Un sacco di persone mentono per molto meno denaro rispetto a quello che loro stanno chiedendo. Stanno facendo soldi con questo tipo di film per appagare l'avida Hollywood. Un prodotto percepito come sostituto del giudice e della giuria. Queste cose non dovrebbero uscire fuori del tribunale. L'opinione pubblica viene decisa tramite tecniche di regia e musica drammatica anziché verità e fatti. Il film è unilaterale e si pone solo dalla parte dell'accusa. Comunque, credo ancora in un sistema giudiziario in grado di proteggere gli innocenti da simili accuse. Uno dei nipoti di Michael, Taj, sta cercando di fare un film che possa anche mostrare ciò che sostiene la difesa. Se sarà buono e riuscirà a ottenere lo stesso livello di marketing e promozione, tutti quelli che ora pensano che Michael sia colpevole cambieranno la loro opinione.

Nel tuo incessante tour in giro per il mondo, suoni anche John Macaluso, con chiare origini italiane. Ebbene, cosa ti piace di più del nostro paese?
Sì, ho iniziato a suonare con John diversi anni fa, così come con il bassista britannico Simon Fitzpatrick. La band è davvero divertente e di prim'ordine. Del vostro paese adoro il caffè di alta qualità e le località balneari.

C'è invece qualche musicista italiano che ti piace particolarmente?
Certo: il chitarrista Alex De Rosso. E’ formidabile.

Intervista ampliata di una parte inserita in un articolo del Corriere del Mezzogiorno del 10/04/2019

Discografia
 About Below And Beyond (Voss, 1992)
 
 Momentum (Mondo Congo, 1997)
 
 
Whatever (Lion Music, 2008)
 
 
BattleZone (MelodicRock, 2017)
 
pietra miliare di OndaRock
disco consigliato da OndaRock

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