Lydia Lunch, F. Bifo Berardi, M. Bertoni

Lydia Lunch, F. Bifo Berardi, M. Bertoni

Alla fine dei tempi

intervista di Valerio D'Onofrio

È passato un anno dalla pubblicazione di "Wrong Ninna Nanna" (2020), progetto di musica e parole nato per miracolo, per una serie di improbabili contatti che hanno unito Bologna con gli Stati Uniti, la scena no-wave sperimentale emiliana con Lydia Lunch, la sperimentazione con lo spoken word attualizzato alla recente guerra siriana, la filosofia di Franco Berardi e la voce di Bobby Gillespie (Primal Scream, The Jesus And Mary Chain). Un lavoro complesso, che parte da un’idea del musicista bolognese Marco Bertoni, figura fondamentale della new wave italiana con i Confusional Quartet, che utilizza gli straordinari testi di Franco Berardi, creando un disco/libro che parla della difficoltà degli esseri umani nati nella parte sbagliata della Terra (in questo caso, si parla di Honduras, ma la storia potrebbe essere replicata in Siria come in Palestina) di trovare un luogo sicuro nel mondo moderno, nella società della finanza e del mercato globalizzato. Un testo davvero di sinistra - quella autentica, che non ha venduto la propria anima - che viene arricchito dalla lettura di due giganti della musica internazionale, addirittura Lydia Lunch e Bobby Gillespie.
Abbiamo avuto il piacere di intervistare tre dei quattro protagonisti del progetto.

Lydia Lunch

È un onore poter parlare con una musicista come te. Come hanno fatto Marco e Bifo a convincerti a partecipare al loro progetto?

Molto semplicemente: me l'hanno chiesto!

C’è un messaggio che ti ha particolarmente colpito nei testi di "Wrong Ninna Nanna"?
Il continuo bisogno di rimanere politici e di parlare contro l'apatia e l'ignoranza.

Non sei nuova ai dischi spoken word, ad esempio il bellissimo "Marchesa". Hai altri progetti simili?
Sul mio Bandcamp indaga Universal Infiltrators. Ho un progetto simile con GRID di Tim Dahl (co-conduttore del mio podcast /RETROVIRUS). E un nuovo disco cn Sylvia Black che è in parte spoken word, in parte jazz noir. Entrambi usciranno all'inizio del prossimo anno.

Hai un sogno nel cassetto che non sei ancora riuscita a realizzare?
Come artista concettuale, quando mi viene l'impulso, individuo i collaboratori giusti, che si tratti di un progetto musicale o cinematografico. Sto costantemente registrando, suonando e adesso sto facendo un documentario con Jasmine Hirst su Artisti-Depressione-Ansia e Rabbia, che sarà finito in pochi mesi.

Hai vissuto New York forse nei suoi anni più fervidi culturalmente. Adesso come è New York per un’artista?
Ho anche vissuto a Londra, Los Angeles, Barcellona e New Orleans, in momenti che sono stati importanti per la mia espansione creativa. New York è solo uno stato mentale? Per qualcuno potrebbe esserlo. Tutto è ciclico. Ci sono grandi artisti ovunque. Ho lasciato New York per decenni e non mi è mancata. Sì, ci ho vissuto in un periodo che la gente che non ci ha vissuto tende a idealizzare: negli anni 70 era anche in bancarotta, era violenta, disperata, disgustosa e divertente. Ha!

Sei stata la protagonista della no-wave. Oggi la musica può essere uno strumento per far passare messaggi alternativi o c’è un'omologazione troppo accentuata? Potrebbe rinascere un movimento simile?
I movimenti sono "movimenti" solo in retrospettiva. Ci saranno sempre artisti e musicisti incredibili, complessi, avanguardisti. Marc Hurtado, Weasel Walter, Ian White dei Big Sexy Noise e i Gallon Drunk che hanno un nuovo Lp in uscita. "GRID" di Tim Dahl. Sylvia Black, Admiral Gray dei Cellular Chaos, e molti altri. È uno dei motivi per cui faccio il mio podcast, The Lydian Spin, da due anni. Per presentare individui creativi in ogni campo, che continuano a esprimere loro stessi in modi unici e trasformativi.

Sei musicista, poetessa, scrittrice, fotografa. Potrei dire che tutta la tua vita è la dimostrazione di come l'arte possa cambiare le esistenze di ognuno di noi. Molto spesso oggi l’arte, musica e cinema ad esempio, vengono venduti come puro intrattenimento. Che rapporto hai con questo tipo di prodotti?
In due parole, quasi nessuno. Non che io non trovi RETROVIRUS o Big Sexy Noise "divertenti", ma non è questo il punto di quello che faccio. Questi gruppi sono eccitanti perché non c'è troppa musica rock in giro adesso, e ce n'è bisogno. Se vi intrattengo, vi dico grazie. Vuol dire che siete perversi come me.

Ti vedremo dal vivo prossimamente?
Spero il più presto possibile! Sarò in tour a ottobre e novembre in Europa con svariati progetti: oltre a esibirmi, parteciperò alla presentazione di "The War Is Never Over", il documentario sulla mia carriera che Beth B ha girato in Svizzera, Spagna, Regno Unito e Germania. Spero di tornare in Italia l'anno prossimo.

Marco Bertoni

marcobertoniL’idea del progetto "Wrong Ninna Nanna" è davvero interessante, soprattutto perché unisce un musicista sperimentale come Marco Bertoni, un giornalista/filosofo come Franco Berardi insieme a due cantanti come Lydia Lunch e Bobbie Gillespie. Avete preso spunto da un qualche progetto preesistente o è stata una vostra idea fin dall’inizio?
"Wrong Ninna Nanna" è un'opera nata in modo spontaneo, partendo dalla suggestione del titolo che ho proposto a Bifo, suggestione cresciuta e sviluppata grazie ai testi bellissimi e profondi dello stesso Bifo. Ci ha guidati una comune sensazione di fine imminente, un completo buio senza speranza, ma anche pieno di ironia.
Nel fare "Wrong Ninna Nanna" non abbiamo preso spunto da nessun altro progetto, a parte il naturale evolversi del nostro incontro, e susseguentemente con la collaborazione con Lydia Lunch e Bobby Gillespie. Quando sono nati i testi, non c’era ancora la musica. Quando è nata la musica, ancora non sapevamo chi avrebbe recitato/cantato. È stato tutto molto precario, istintivo e immediato, sorprendente.

La scena d’avanguardia, o potremmo dire di musica elettronica di ricerca, è molto variegata e presente in ogni parte del mondo. C’è un musicista di riferimento che ti ha particolarmente interessato negli ultimi anni?

Seguo e tento di sentire di tutto, perché sono interessato a tutto, ma non c’è molto che mi faccia soffermare e venir voglia di studiare o appassionarmi. Il lavoro fatto in "Wrong Ninna Nanna" segue spontaneamente modi e gesti che eseguo da molto tempo (ora certo con una tecnologia più all’avanguardia) sempre cercando una situazione mentale che mi porti a trovare e ad assemblare suoni e note che mi piacciono intimamente.

Questo progetto ha un futuro oppure è un’esperienza destinata a chiudersi con un solo album?

Dopo l’estate porteremo "Wrong Ninna Nanna" dal vivo. La collaborazione tra Bifo e me continuerà per altri progetti. Di fatto, dopo "Wrong Ninna Nanna" abbiamo già realizzato insieme un’altra opera, un video di animazione scritto e realizzato da Bifo (con parlato di Bifo e mie musiche) intitolato "Out Of Pumpkin", commissionato ed esposto al Museum für Kunst und Gewerbe di Amburgo.

Franco "Bifo" Berardi

francobifoberardi

I tuoi testi mi hanno colpito molto, mi è sembrato di ascoltare finalmente un linguaggio di sinistra vitale e attuale, in un mondo in cui ogni pensiero critico verso il capitale è considerato morto e sepolto. Nella mia recensione ho scritto “Un testo davvero di sinistra - quella autentica che non ha venduto la propria anima”. Sei d’accordo?
Non so cosa sia la sinistra né cosa sia l'anima. Ma come posso non essere d'accordo con l'intenzione della tua domanda?

“Oggi Hitler è ovunque e parla a bassa voce del nostro futuro”. Che volevi dire?
Che dalle Filippine di Duterte all'India in cui Modi fa abbattere il palazzo del parlamento per liberare il paese dell'impronta islamica, all'Iran che presto sarà totalmente in mano ai pasdaran, al territorio palestinese dove i pogrom anti-semiti scatenati da Tsahal sono all'ordine del giorno, alla Francia in cui Le Pen si avvicina alla presidenza, all'Italia del governo Salvini-Draghi al Mediterraneo dove l'olocausto si svolge quotidiano in forma di annegamento di massa e di consegna ai torturatori, dovunque il principio nazionalista e razzista è quello che guida i popoli. Quale altro futuro possiamo immaginare se non un crescente caos post-pandemico e un crescente totalitarismo?

C’è chi nasce nella parte sbagliata del mondo (Siria, Palestina ecc.) ed è condannato a una vita di miseria. Vedi ancora speranza nel mondo? Può esistere un’alternativa e potrebbe essere veicolata dalla musica o dal cinema?

Siamo franchi: se la previsione dei demografi è fondata, raggiungeremo undici miliardi di abitanti entro il secolo Ventuno. Il pianeta si sta restringendo, perché le aree costiere sono sempre meno abitabili, e intere zone del continente euro-asiatico sono rese inabitabili dalla desertificazione e dalle temperature crescenti. Mi parrebbe un po' presuntuoso dire che la poesia o la musica o il cinema possono salvare qualcosa o qualcuno, quando l'acqua l'aria e la terra si fanno sempre più scarse, e le grandi corporazioni del capitale globale perseguono nella fissazione della crescita economica. Forse possono aiutarci a entrare nella sfera mentale dell'esaurimento e dell'estinzione. Neppure il trauma pandemico ha fermato la frenesia dell'accumulazione di valore che distrugge il vivente, il pensante, il futuro.
Quale trauma potrà farlo dunque? Quel che ci attende nella fase che segue allo shock pandemico è forse una prolungata depressione psichica. Forse è da lì che verrà l'energia negativa che permetterà di rallentare il ritmo? La depressione può produrre un rallentamento del consumismo, della frenesia devastatrice?
Ma non c'è il rischio che la depressione produca invece, come è accaduto nel secolo passato, una reazione isterica e aggressiva? Il fascismo nasce dall'umiliazione, dalla depressione economica e psichica. In questa alternativa ci ritroveremo nei prossimi mesi e anni, credo. Elaborare il trauma e la depressione che lo segue è il compito principale. Il compito dell'arte, della poesia, del cinema è questo: elaborare la depressione in maniera collettiva, elaborare il trauma.

Tornando al linguaggio odierno, ormai semplificato e appiattito in modo asfissiante. Io sono rimasto davvero basito dalle parole del segretario del Pd che ha solidarizzato con Israele che aveva appena bombardato la Palestina, tradendo con grande disinvoltura una lunga storia di amicizia della sinistra col popolo palestinese. Mi sembra che "Wrong Ninna Nanna" sia anche un’opera di resistenza. Sei d’accordo?

Resistenza dici? Certo, nel senso che ci proponiamo di resistere al disfacimento mentale che conduce questo sciagurato segretario di un partito senza capo né coda a portare la sua solidarietà agli aggressori, accompagnato dal capo dei razzisti italiani.



Discografia
pietra miliare di OndaRock
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