29/08/2021

The Comet Is Coming

Villa Fabri, Trevi (Perugia)


di Federico Piccioni
The Comet Is Coming

Sembrano i primi accenni di un autunno alle porte, quelli che soffiano sul giardino di Villa Fabri in questa fresca serata di fine agosto. Cornice e condizioni meteorologiche perfette per lo show dei The Comet Is Coming, trio londinese reduce dalla recentissima performance al Todays Festival, 600 km più a nord di Trevi.
Oggi il palco su cui portano la loro musica è quello del Synthonia, rassegna itinerante organizzata da Dancity, che in questa estate di restrizioni e compromessi è riuscita comunque a propagare le sue frequenze sonore lungo la dorsale appenninica umbro-marchigiana.
Un batterista, un tastierista e un sassofonista. Sembra poco eppure è tanto, maledettamente e non stranamente tanto, visto che Dan Leavers - per i più affezionati "Danalogue The Conqueror" - schianta sulla terra e sul pubblico di Trevi muri sonori pesanti come monoliti, che solo il fiato di Shabaka Hutchins, detto The King, sembra in grado di scalfire. Se non è il Re l'anima del gruppo, quantomeno è il suo lato melodico.

La scaletta di Trevi ripercorre principalmente l’ultimo “Trust In The Lifeforce Of The Deep Mystery”, che qualcuno ha addirittura incluso tra i migliori album jazz dell’ultima decade. Che il trio faccia jazz o qualsiasi altro genere musicale ha davvero ben poca importanza, perché dal vivo, così come in studio, la musica The Comet Is Coming non traccia confini apparenti.

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Durante il concerto la batteria di Max Hallett riempie le colline umbre di ritmi nevrotici, a tratti fusion a tratti math-rock, mentre i fraseggi di The King rievocano il jazz libero di Sun Ra e l’amore supremo e ancestrale di John Coltrane.
Nella suggestiva terrazza di Villa Fabri sembrano tutti rapiti. Davanti a loro, il palco del Synthonia, tutto intorno le docili colline trevane colme di olivi che fra un paio di mesi daranno i loro frutti. Alcuni ascoltano affascinati, altri accennano un ballo - sebbene sempre a debita e rispettosa distanza - perché è difficile rimanere fermi con la musica del trio.
“Grazie per averci fatto suonare davanti a questa splendida vista”, dice Leavers al pubblico dopo aver suonato “Summon The Fire”. Guardandosi attorno non si può certo dargli torto.

(Foto di Luca Trubbianelli)



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