Sun Ra Arkestra

Swirling

2020 (Strut) | cosmic jazz

E come per incanto, tutti sciamani da barricata. Che la storia proceda per strappi e suture è cosa nota, ma anche il buon Giambattista Vico smarrirebbe la bussola in questa palude di ipocrisia postcoloniale. Fatto sta che, sulle ali di una cronaca rovente da ben prima che gli ultimi arrivati se ne accorgessero, una consistente porzione di collegiali bianchi si è scoperta in sintonia con le più riottose istanze dei loro "fratelli neri", passando con disinvoltura dall'ermeneutica dei propri onanismi post-puberali a un minaccioso pugno guantato da novelli Bobby Seale.

Spentosi il pulsare afrobeat che ha imperversato negli ultimi due anni, queste pantere da tastiera hanno deciso di abbracciare l'afrofuturismo con fervore evangelico, e il mercato non ha tardato a rispondere: sul fronte musicale, una pletora di orchestrine che rieditano senza buttarci penna musiche vecchie di cinquant'anni, con nomi via via più sciocchi e costumi via via più brutti; su quello filosofico, le suggestioni fanta-industriali del collettivo Black Quantum Futurism o le pose residentsiane dei "misteriosi" Sault mietono consensi a valanga tra gli universitari più engagé, suscitando perplessità uguali e contrarie circa la consistenza intellettuale delle rispettive operazioni. All'appassionato di lungo corso non resta che grattarsi il capo interdetto, chiedendosi se questa improvvisa presa di coscienza collettiva non celi l'ennesima, disonesta mistificazione.

Per dirimere la questione, le autorità di Saturno hanno inviato l'unico podestà galattico autorizzato a pronunciarsi. Con il Gran Timoniere in esilio nello spazio profondo, il compito è toccato al suo novantaseienne vice Marshall Allen, a oltre quattro lustri dall'ultimo decollo dell'astronave. Il verdetto viene sparpagliato in un pastiche vecchio/nuovo (più vecchio che nuovo, comunque) che deborda oltre l'ora e mezza, ubriacante beatificazione di uno dei massimi artisti del secolo scorso, introdotta da un'invocazione tra l'estatico e il profetico.
A dispetto del barattolo extra-large, la confettura cola giù fluida: pur sul filo della canea dissonante, folate e sfrigolii risultano temperati (la gragnola di meteoriti sfreccia giusto su "Infinity/I'll Wait For You"). Molto più appagante, invece, dar fondo alle possibilità di una big band interstellare: con un incedere marciante da autentico jazz funeral, ora raccolto ora festante, bop cristallino ("Swirling"), accorato spiritual ("Sea Of Darkness"), pastoso swing ("Space Loneliness") e divertissement rhythm'n'blues ("Unmask The Batman") si aggirano come pigri cetacei aerostatici. 

La vera goduria arriva quando si mollano gli ormeggi: la ninna nanna di "Satellites Are Spinning/Lights On A Satellite" ci culla come embrioni alieni sospesi nel cosmo, mentre il bolero di "Seductive Fantasy" è un vascello fantasma alla deriva oltre i limiti del mappamondo ("The vibrations are just a little different", minimizza Tara Middleton). Lo EWI di Allen fila come formaggio fuso, ma sviolina con discrezione, concedendosi una meritata sovraesposizione nell'elastico a cappella "Astro Black". Impagabile "Angels And Demons At Play", una corda tesa tra Paradiso e Inferno, con il nulla osta dei Motorpsycho. Come ogni divinità che si rispetti, il genius loci è ovunque e in nessun luogo. Curiosa la copertina, che al futurismo astrale del Maestro antepone quello novecentesco di Balla e Boccioni, consolando gli oppressi con un tocco di muralismo messicano.

Più che una messa informale, una solenne grigliata tra vegliardi in grande spolvero. Elegantemente composta e senile ma traboccante di lirismo, spiritualità e utopia, è un'implicita pernacchia allo sgomitare dei nuovi pasdaran. "Beta music for a better world", garantisce Allen: di sicuro, uno che la maschera da faraone la indossava before it was cool.

(06/11/2020)



  • Tracklist
  1. Satellites Are Spinning/Lights on a Satellite
  2. Seductive Fantasy
  3. Swirling
  4. Angels and Demons at Play
  5. Sea of Darkness/Darkness
  6. Rocket No. 9
  7. Astro Black
  8. Infinity/I'll Wait for You
  9. Sunology
  10. Door of the Cosmos/Say
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