Ogni volta che un nuovo genere musicale si afferma, non tutti i protagonisti che ne definiscono le caratteristiche sono destinati a rimanere o a essere ricordati: ci sarà chi avrà successo per lo spazio di una stagione soltanto, chi dimostrerà la capacità di resistere per qualche anno e chi resterà, nel tempo. Per cento che partono, magari ne resteranno appena tre o quattro, soprattutto in quegli stili per i quali non è strettamente necessario un particolare talento. Figuriamoci per la tanto bistrattata trap, dove pare non ci sia neppure bisogno di avere una bella voce, visto che l’autotune poi mette tutto a posto. Sfera Ebbasta, in ambito trap, è uno di quelli destinati a restare, e lo sta dimostrando sulla base del successo ottenuto con i sei album fin qui pubblicati (il più recente, condiviso con “fratello” Shiva, risale allo scorso aprile), per il crescente seguito che continua ad avere, tutt’altro che fossilizzato ai fan della prima ora, bensì con un seguito ampliato verso nuove generazioni di teenager (senza perdere i sostenitori che ormai si trovano in età universitaria, e anche oltre), e perché rientra a pieno titolo fra gli artisti italiani in grado di affrontare le grandi arene realizzando numeri di tutto rispetto.
Gionata Boschetti, da Sesto San Giovanni (ma cresciuto a Cinisello Balsamo, come mostrato in una gigantesca scritta al neon che stasera contribuisce all’arredo del palco), hinterland industriale milanese, classe 1992, nello spazio di dieci anni ha maturato il carisma che oggi gli consente di gestire platee numerose, come quella che in questa calda serata di luglio affolla lo spazio adiacente l’Ippodromo delle Capannelle, a pochissimi mesi dal sold-out realizzato al Palazzo dello Sport dell’Eur. Gionata arriva sulle note di “Visiera a Becco”, che riproporrà in chiusura dopo aver chiesto ai fan di creare un gigantesco cerchio nel parterre, serve subito tre fra i brani più attesi, “XDVR”, “Panette” e “TikTok”, basi urban preregistrate, da solo sul palco, con il saltuario contorno di sei ballerine.
I compromessi commerciali e una certa accessibilità pop hanno contribuito a rendere Sfera Ebbasta l’ambasciatore del rap italiano nel mondo, forte di collaborazioni con J Balvin, Future, Diplo, Offset, Migos, e forte anche di una certa ruvidezza “street” che alterna ad arte alle potenziali hit con la superstar di turno. Nelle sue canzoni parla di periferie, di droghe e di successo, tutto innestato su melodie sintetiche che cercano l’inquietudine, che intendono far ballare pur mantenendo quasi sempre toni malinconici.
Quella di Sfera è una cattiveria edulcorata, e il decisivo salto di qualità per il rapper lombardo potrebbe avvenire quando proverà a proporre le sue canzoni migliori accompagnato da un band “vera”, che suoni al suo fianco: ecco, questo potrebbe essere uno sviluppo futuro interessante. Per il momento Sfera passa all’incasso, senza strafare, senza sprecarsi più di tanto, senza concedere neanche troppo minutaggio alla folla adorante, che si aspettava uno show un pochino più lungo invece della striminzita ora e venti proposta (senza alcun opening act, senza alcun dj-set per l'aftershow) e che si aspettava qualche featuring in grado di dare ulteriore dinamica alla serata, featuring che di solito non mancano.
Il giovanissimo pubblico romano (con contorno di genitori appostati lungo il perimetro dell’arena) a fine spettacolo si sentirà un po’ snobbato in confronto ad altri concerti di Sfera, come a Napoli, dove lo scorso giugno ha proposto quaranta canzoni in oltre due ore, con ospiti sul palco Tedua, Luché e Geolier. Il giovanissimo pubblico si sente un po’ tradito dal proprio eroe, ma poco male, l’emozione è stata comunque forte, per molti è il primo concerto “importante”, sono già tutti attaccati allo smartphone per rilanciare sui social foto e video della serata, per dire “io c’ero” agli amici rimasti a casa.
Aspetteranno con ansia gli annunci del prossimo tour, una nuova occasione per ammirare il proprio idolo musicale in diretta, a pochi metri, in carne e ossa. Vi auguro mille concerti ragazzi, mille serate come questa, da trascorrere tutti insieme, divertendosi: scegliete i vostri artisti preferiti e seguiteli. Ogni volta si rinnoverà una grande emozione.
(Credit Foto: Salvatore Orfino)