Che cosa succede quando il “lato B” di un singolo finisce quasi per oscurare il brano che avrebbe dovuto accompagnare? Se lo è chiesto il magazine Radio X, che ha pubblicato una curiosa lista di dieci celebri casi in cui la canzone inizialmente relegata sul retro del disco ha conquistato una popolarità persino superiore a quella del lato A.
Ecco, allora, le 10 B Sides scelte da Radio X (qui il servizio completo).
Geoff Travis della Rough Trade la considerava poco rappresentativa del suono degli Smiths e la pubblicò come lato B di William, It Was Really Nothing nell’agosto 1984; dopo l’inclusione nella raccolta “Hatful Of Hollow”, uscì finalmente come singolo nel gennaio 1985.
Pubblicata come lato B dell’altrettanto trionfale “We Are The Champions”, divenne uno degli inni più celebri dei Queen; entrambe le canzoni furono incluse in “News Of The World” del 1977.
Tecnicamente era un doppio lato A, ma sulla copertina della prima edizione del 1989 compariva in evidenza “What The World Is Waiting For”: fu invece “Fool’s Gold” a entrare nella storia.
Uscì sul retro di “Hey Jude”, il primo singolo pubblicato di Beatles attraverso la propria etichetta Apple: Lennon avrebbe voluto lanciarla come controverso lato A, ma McCartney non era altrettanto convinto (definirla più celebre di “Hey Jude” ci lascia piuttosto perplessi, in ogni caso, ndr).
Originariamente lato B di “Whatever” nel dicembre 1994, acquistò una popolarità duratura grazie al suo utilizzo come sigla della sitcom britannica “The Royle Family”.
Divenuta celebre come brano conclusivo di “Let It Bleed”, nel dicembre 1969, era già apparsa cinque mesi prima come lato B di “Honky Tonk Women”.
Nel 1981, il brano tratto dal precedente Lp “The Man Machine“, accompagnava sul lato B “Computer Love”, ma conquistò i club della scena new romantic fino a ribaltare le gerarchie del singolo e raggiungere il primo posto nella classifica britannica.
Scritta nel 1994 e pubblicata inizialmente sul retro dell’edizione tedesca di Brain Stew, fu reincisa per “Nimrod” e nell’ottobre 1997 diventò una delle canzoni più amate dei Green Day.
La versione oggi più conosciuta di “Born Slippy” si trovava sul lato B del singolo originale del 1995; l’inclusione nella colonna sonora di “Trainspotting” la trasformò l’anno seguente in un successo da lato A.
Lato B del singolo d’esordio “Killing An Arab”, questo ritratto di alienazione suburbana finì per essere più celebrato del brano principale, soprattutto quando quest’ultimo divenne controverso e perse il favore del pubblico.