Jimi Hendrix: riemerge il filmato inedito di Woodstock – Guarda il video

24-08-2026

A 57 anni dalla storica esibizione di Jimi Hendrix a Woodstock, è ora disponibile gratuitamente su YouTube “Live At Woodstock – A Second Look”, il filmato che permette di osservare il concerto conclusivo del festival da una prospettiva privilegiata: direttamente dal palco, a pochi metri dal chitarrista e dai suoi musicisti.
Le immagini furono realizzate il 18 agosto 1969 da Albert Goodman, allora studente di recitazione ventiduenne al Bard College. Il materiale non è propriamente inedito: recuperato dopo oltre trent’anni, era già stato pubblicato nel 2005 come contenuto speciale di un’edizione in doppio Dvd di “Jimi Hendrix: Live At Woodstock”. Ora, tuttavia, il documentario è visibile gratuitamente sul canale YouTube ufficiale di Hendrix.

Goodman viveva all’epoca in una comune nei dintorni di Bethel ed era arrivato al festival soltanto la domenica. Quando i continui ritardi fecero slittare l’esibizione di Hendrix al lunedì mattina, riuscì a superare i controlli e a raggiungere il palco insieme a un amico che trasportava la custodia di una chitarra. Aveva con sé un registratore video Sony CV a bobina aperta da mezzo pollice, una videocamera, un treppiede e soltanto due nastri, gli unici che aveva potuto permettersi.
Dopo aver trovato una presa elettrica, il giovane si sistemò dietro al percussionista Juma Sultan, a circa quattro metri e mezzo da Hendrix. In mezzo alla troupe e ai numerosi tecnici presenti sulla struttura, nessuno prestò particolare attenzione a quel ragazzo con una telecamera. Goodman riuscì così a documentare gran parte dell’esibizione dei Gypsy Sun And Rainbows, la formazione composta da Billy Cox al basso, Mitch Mitchell alla batteria, Larry Lee alla chitarra ritmica e Juma Sultan e Jerry Velez alle percussioni.

La registrazione in bianco e nero è inevitabilmente rudimentale, con una definizione molto bassa e occasionali interruzioni del segnale, ma offre uno sguardo ravvicinato e quasi privato sulla performance. La telecamera permette di osservare Hendrix mentre dirige il gruppo attraverso piccoli cenni, come un’inclinazione del manico della Stratocaster o uno sguardo rivolto a Billy Cox, e mostra anche il panorama che i musicisti avevano davanti: ciò che rimaneva dell’immensa platea di Woodstock dopo tre giorni di pioggia, caos e musica.
Nel filmato compaiono brani come “Purple Haze”, “Voodoo Child (Slight Return)”, “Message To Love” e la celeberrima, stravolta interpretazione dell’inno statunitense “The Star-Spangled Banner”. Il documento più prezioso è però “Hear My Train A Comin'”, della quale quella di Goodman rappresenta l’unica ripresa conosciuta. Durante l’esecuzione, infatti, gli operatori della produzione ufficiale stavano ricaricando le cineprese da 16 millimetri e riposizionando le attrezzature: il vuoto lasciato dalle telecamere professionali venne quindi colmato dal nastro amatoriale dello studente.

A rendere possibile la registrazione contribuì persino il ritardo accumulato dal festival. Se Hendrix avesse suonato a mezzanotte, come previsto inizialmente, la scarsa sensibilità della tecnologia utilizzata da Goodman avrebbe probabilmente restituito soltanto immagini nere. La luce del lunedì mattina trasformò invece quell’incursione improvvisata in una testimonianza storica.
La vicenda ebbe un ultimo sviluppo sorprendente nei giorni successivi. Mentre faceva l’autostop, Goodman ricevette un passaggio da una persona vicina all’entourage di Hendrix. Quando si seppe dell’esistenza del filmato, venne organizzata una proiezione privata nella casa affittata dal chitarrista nella zona. Hendrix poté così vedere quelle immagini, mostrò di apprezzarle e ringraziò personalmente il giovane operatore.

Goodman custodì i nastri per più di trent’anni, prima di affidarli nei primi anni Duemila a Experience Hendrix, la società che amministra l’eredità dell’artista. Il materiale venne quindi restaurato digitalmente, correggendo per quanto possibile i difetti e le perdite del segnale e integrando alcune fotografie d’archivio. Oggi quelle immagini consentono di riscoprire uno dei concerti più celebrati della storia del rock non dalla prospettiva della platea, ma dall’interno stesso della band.