A meno di un mese dall’uscita di “Confessions II”, attesa per il 3 luglio, Madonna ha svelato un nuovo tassello del progetto pubblicando sul suo canale YouTube “Confessions II – The Film”, un cortometraggio musicale di tredici minuti che accompagna e anticipa il nuovo album. Diretto dal duo Torso, formato da David Toro e Solomon Chase, il film è stato presentato in anteprima al Tribeca Festival di New York e si propone come ideale prosecuzione di “Confessions On A Dance Floor“, il disco del 2005 che riportò la popstar di “Like A Virgin” al centro della scena dance internazionale.
Più che un semplice videoclip esteso, “Confessions II – The Film” costruisce un racconto visivo che intreccia musica, moda e performance, offrendo un primo sguardo sull’universo estetico del nuovo lavoro. Nel cast compaiono figure provenienti dal cinema, dalla musica e dalla moda come Julia Garner, Gwendoline Christie, Kate Moss, Benedict Cumberbatch, Rupert Grint, Sabrina Carpenter e Lourdes Leon, figlia della cantante.
Vedi qui sotto “Confessions II – The Film”.
Il cortometraggio incorpora sei brani del nuovo album, tra cui gli inediti “Good For The Soul”, “One Step Away”, “Read My Lips” e “Danceteria”, quest’ultimo un omaggio al celebre club newyorkese che contribuì a lanciare la carriera di Madonna nei primi anni Ottanta. Tra scenari urbani, paesaggi naturali e coreografie dal forte impatto visivo, il film sviluppa un’estetica futuristica che richiama alcuni dei temi più ricorrenti dell’immaginario dell’artista. Un ruolo centrale è affidato anche ai costumi, realizzati da Dolce & Gabbana, partner di una collaborazione che dura da oltre trent’anni. La maison italiana ha messo a disposizione sia creazioni contemporanee sia capi provenienti dai propri archivi storici. Tra questi figurano un abito in raso stretch ispirato alla collezione Primavera/Estate 1998, un miniabito nero con dettagli in pizzo e corsetteria e un top ricoperto di strass tratto dalla collezione Autunno/Inverno 1991-1992. Gli abiti diventano così parte integrante della narrazione, contribuendo a creare un dialogo tra l’iconografia di Madonna e l’identità stilistica del marchio.


Durante la presentazione al Tribeca Festival, la cantante statunitense ha ribadito la propria convinzione nel potere aggregante della musica da ballo e nella capacità della cultura dance di creare connessioni tra le persone. “La gente pensa che la musica dance sia superficiale, ma si sbaglia di grosso. La pista da ballo non è solo un luogo, è una soglia: uno spazio rituale dove il movimento sostituisce il linguaggio”, sottolinea Madonna, citando le prime righe della sua canzone “One Step Away”. E poi aggiunge: “Quando io e Stuart Price abbiamo iniziato a lavorare a questo album, questo era il nostro manifesto: dobbiamo ballare, festeggiare e pregare con il nostro corpo. Sono cose che facciamo da migliaia di anni: sono vere e proprie pratiche spirituali. Dopotutto, la pista da ballo è uno spazio rituale. È un luogo in cui ci si connette — con le proprie ferite, con la propria fragilità. Il rave è un’arte. Si tratta di spingersi oltre i propri limiti e entrare in contatto con una comunità di persone che la pensano allo stesso modo. Suono, luce e vibrazioni rimodellano le nostre percezioni trascinandoci in uno stato simile alla trance. La ripetizione del basso non la sentiamo solo, ma la percepiamo. Alterando la nostra coscienza e dissolvendo l’ego e il tempo”.
Dopo il concerto a sorpresa che nelle scorse settimane ha richiamato migliaia di spettatori a Times Square, in occasione del Pride, Madonna prosegue così il percorso di avvicinamento a “Confessions II”, uno degli album più attesi dell’estate.