I Massive Attack rimuovono il loro catalogo da Spotify in segno di protesta

18-09-2025
Anche i Massive Attack si uniscono agli artisti che hanno deciso di togliere la propria musica da Spotify in segno di protesta contro l’amministratore delegato Daniel Ek, che ha investito 700 milioni di dollari nella startup militare di intelligenza artificiale Helsing. La maggior parte dei musicisti che finora hanno scelto questa strada appartiene al circuito indipendente. Diverso è il caso dei Massive Attack, così come lo era stato per Neil Young, che tempo fa aveva avviato un boicottaggio temporaneo: si tratta di artisti sotto contratto con una major. Su Spotify, il gruppo conta quasi otto milioni di ascoltatori mensili. Da tempo i Massive Attack esprimono apertamente la loro opposizione alla campagna militare israeliana e ora trasformano le parole in azione.
I pionieri del trip-hop hanno annunciato di unirsi a un fronte composto da oltre 400 artisti ed etichette che hanno deciso di bloccare la diffusione della propria musica su tutte le piattaforme di streaming disponibili in Israele, chiedendo alle major di fare altrettanto.

 
 
 
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Contestualmente, attraverso un post su Instagram, i Massive Attack hanno comunicato di aver chiesto la rimozione del loro intero catalogo da Spotify a livello globale, motivando la scelta con la convinzione che "il denaro guadagnato con fatica dai fan e il lavoro creativo dei musicisti finisca per finanziare tecnologie letali e distopiche".
Ecco alcuni passaggi della loro dichiarazione: "In supporto all’iniziativa No Music For Genocide, abbiamo presentato una richiesta formale alla nostra etichetta (Universal Music Group) perché la nostra musica venga rimossa da tutti i servizi di streaming digitali nel territorio israeliano. Indipendentemente da questa iniziativa, e alla luce dei (noti) ingenti investimenti del CEO di Spotify in un’azienda che produce droni militari e tecnologie di intelligenza artificiale integrate nei caccia da combattimento, abbiamo presentato una seconda richiesta alla nostra etichetta affinché la nostra musica venga rimossa da Spotify in tutti i territori. Il precedente storico delle azioni efficaci degli artisti contro l’apartheid in Sudafrica, e l’attuale contesto di apartheid, crimini di guerra e genocidio perpetrati dallo Stato di Israele, rendono la campagna No Music For Genocide un imperativo morale".

Negli ultimi mesi anche Xiu Xiu, Deerhoof, King Gizzard & The Lizard Wizard, Godspeed You! Black Emperor, Hotline TNT, WU LYF e Young Widows hanno scelto di abbandonare Spotify. Al momento i brani dei Massive Attack sono ancora disponibili sulla piattaforma: è probabile che, essendo la band britannica legata a una major, i tempi tecnici per rendere effettiva la decisione siano più lunghi.