Mentre le risonanze dell’ultima edizione faticano ancora a spegnersi tra i canali di Den Haag, il Rewire mette già le basi per quello che si preannuncia come un compleanno monumentale. Per il suo quindicesimo anniversario (9-12 aprile 2026), il festival olandese non si limita a celebrare la propria storia, ma rilancia con un cartellone che sembra voler spazzare via ogni tentazione “scolastica” per tornare a scuotere le fondamenta della ricerca sonora.
Il festival si aprirà ad Amare nel segno di Caterina Barbieri. L’italiana, ormai stella polare dell’elettronica europea, sarà protagonista di una doppia premiere: una nuova composizione scritta per ONCEIM (un’orchestra di oltre trenta elementi) e un set solista. È un’apertura che sa di consacrazione, un’immersione totale in quell’ecosistema di sintesi modulare che ha ridefinito il concetto di estasi elettronica.
Il primo annuncio schiera una serie di nomi che hanno tracciato le rotte degli ultimi decenni. Il ritorno di Oneohtrix Point Never (con un nuovo show A/V insieme a Freeka Tet) è già un evento per chi cerca il battito del futuro tra le macerie della memoria digitale. Ma il vero colpo al cuore è il debutto al festival degli Einstürzende Neubauten: i maestri berlinesi porteranno a Den Haag la loro eterna indagine sul metallo e sul silenzio. A completare il trittico delle leggende, i Tortoise: l’incarnazione del post-rock che si fa jazz e kraut, un ritorno attesissimo per chi ha ancora nelle orecchie le rivoluzioni degli anni ’90.
La vera forza del Rewire rimane però la capacità di creare attriti. Vedere gli Xiu Xiu misurarsi con la colonna sonora di Eraserhead di David Lynch è un incontro quasi karmico: il rumore bianco del malessere che incontra il surrealismo industriale. Altrettanto affascinanti le collaborazioni annunciate: dal dialogo tra Actress e Suzanne Ciani (Concrète Waves) all’unione brutale tra il metal sperimentale dei Sumac e la furia verbale di Moor Mother. E poi la rara apparizione di Beverly Glenn-Copeland, un momento che si preannuncia di una bellezza disarmante.
Il sottobosco è, come sempre, ricchissimo: dal misticismo indonesiano dei KUNTARI al trip-hop folkloristico dei Milkweed, fino alle derive “power ambient” di Joshua Chuquimia Crampton. Non mancano i volti noti della sperimentazione più raffinata come Beatrice Dillon (in premiere con l’Explore Ensemble), Jim O’Rourke & Eiko Ishibashi e il misticismo elettronico di Malibu.
I nomi annunciati: Alejandra Cárdenas, Actress & Suzanne Ciani, Apparitions, Armand Hammer, Ash Fure, Beatrice Dillon & Explore Ensemble, Beverly Glenn-Copeland with Elizabeth Copeland, Blawan, Cara Tolmie & Rian Treanor, Caterina Barbieri, Caterina Barbieri with ONCEIM, Civilistjävel! & Mayssa Jallad, Einstürzende Neubauten, Eraserhead x Xiu Xiu, ex_libris, Feeo, Fine, Flur, ganavya, Hayden Pedigo, Hilary Woods, JJJJJerome Ellis, james K, Jim O’Rourke & Eiko Ishibashi, Joanne Robertson & Oliver Coates, Joshua Chuquimia Crampton, Juana Molina, Katalin Ladik & Svetlana Maraš, KAVARI, KUNTARI, La Rat, Los Thuthanaka, Malibu, Mayssa Jallad, Milkweed, ØKSE feat. billy woods, Oneohtrix Point Never, Purelink with Mika Oki, Raül Refree & Niño de Elche, Smerz, Sumac & Moor Mother, Tortoise, Tracey, WRENS.