Rewire 2026: i primi nomi

27-11-2025

Mentre le risonanze dell’ultima edizione faticano ancora a spegnersi tra i canali di Den Haag, il Rewire mette già le basi per quello che si preannuncia come un compleanno monumentale. Per il suo quindicesimo anniversario (9-12 aprile 2026), il festival olandese non si limita a celebrare la propria storia, ma rilancia con un cartellone che sembra voler spazzare via ogni tentazione “scolastica” per tornare a scuotere le fondamenta della ricerca sonora.

Caterina Barbieri: L’apertura totale

Il festival si aprirà ad Amare nel segno di Caterina Barbieri. L’italiana, ormai stella polare dell’elettronica europea, sarà protagonista di una doppia premiere: una nuova composizione scritta per ONCEIM (un’orchestra di oltre trenta elementi) e un set solista. È un’apertura che sa di consacrazione, un’immersione totale in quell’ecosistema di sintesi modulare che ha ridefinito il concetto di estasi elettronica.

I pesi massimi: OPN, Neubauten e Tortoise

Il primo annuncio schiera una serie di nomi che hanno tracciato le rotte degli ultimi decenni. Il ritorno di Oneohtrix Point Never (con un nuovo show A/V insieme a Freeka Tet) è già un evento per chi cerca il battito del futuro tra le macerie della memoria digitale. Ma il vero colpo al cuore è il debutto al festival degli Einstürzende Neubauten: i maestri berlinesi porteranno a Den Haag la loro eterna indagine sul metallo e sul silenzio. A completare il trittico delle leggende, i Tortoise: l’incarnazione del post-rock che si fa jazz e kraut, un ritorno attesissimo per chi ha ancora nelle orecchie le rivoluzioni degli anni ’90.

Collisioni e derive: Xiu Xiu e il rumore del misticismo

La vera forza del Rewire rimane però la capacità di creare attriti. Vedere gli Xiu Xiu misurarsi con la colonna sonora di Eraserhead di David Lynch è un incontro quasi karmico: il rumore bianco del malessere che incontra il surrealismo industriale. Altrettanto affascinanti le collaborazioni annunciate: dal dialogo tra Actress e Suzanne Ciani (Concrète Waves) all’unione brutale tra il metal sperimentale dei Sumac e la furia verbale di Moor Mother. E poi la rara apparizione di Beverly Glenn-Copeland, un momento che si preannuncia di una bellezza disarmante.

Tra folk mutante e nuovi linguaggi

Il sottobosco è, come sempre, ricchissimo: dal misticismo indonesiano dei KUNTARI al trip-hop folkloristico dei Milkweed, fino alle derive “power ambient” di Joshua Chuquimia Crampton. Non mancano i volti noti della sperimentazione più raffinata come Beatrice Dillon (in premiere con l’Explore Ensemble), Jim O’Rourke & Eiko Ishibashi e il misticismo elettronico di Malibu.

I nomi annunciati: Alejandra Cárdenas, Actress & Suzanne Ciani, Apparitions, Armand Hammer, Ash Fure, Beatrice Dillon & Explore Ensemble, Beverly Glenn-Copeland with Elizabeth Copeland, Blawan, Cara Tolmie & Rian Treanor, Caterina Barbieri, Caterina Barbieri with ONCEIM, Civilistjävel! & Mayssa Jallad, Einstürzende Neubauten, Eraserhead x Xiu Xiu, ex_libris, Feeo, Fine, Flur, ganavya, Hayden Pedigo, Hilary Woods, JJJJJerome Ellis, james K, Jim O’Rourke & Eiko Ishibashi, Joanne Robertson & Oliver Coates, Joshua Chuquimia Crampton, Juana Molina, Katalin Ladik & Svetlana Maraš, KAVARI, KUNTARI, La Rat, Los Thuthanaka, Malibu, Mayssa Jallad, Milkweed, ØKSE feat. billy woods, Oneohtrix Point Never, Purelink with Mika Oki, Raül Refree & Niño de Elche, Smerz, Sumac & Moor Mother, Tortoise, Tracey, WRENS.