ALEC EMPIRE - Intelligence And Sacrifice

2002 (Digital hardcore/audioglobe)
industrial
7.5

Berlino, inizio anni Ottanta: cinque ragazzi capitanati da quel folle e diabolico genio di nome Blixa Bargeld, davano vita al leggendario progetto Einsturzende Neubauten, gettando le basi (insieme agli inglesi Throbbing Gistle e Psychic TV) di quella che oggi è conosciuta come musica industriale.

Berlino, metà anni Novanta: dalle stesse aree underground della capitale tedesca da cui vennero alla luce gli EN ecco arrivare gli Atari Teenage Riot, ensemble creativo guidato da Alec Empire, che aggiornò la grande lezione ideologica, prima che musicale, degli EN, unendo un amore viscerale per l’hardcore alle nuove sonorità della techno, la breakdance a una spiccata attitudine punk.

Ed ecco che il terzo millennio si apre prima con una notizia tragica, la morte di Carl Crack, mente e membro fondatore degli Atari, e quindi il timore, più che legittimo, che il gruppo sia arrivato al capolinea; ma poi arriva, come un fulmine a ciel sereno, questo doppio album solista di Alec Empire, che testimonia tutto il suo poliedrico talento e il suo carisma da anti-star. Non è il suo primo lavoro solista, anzi, la sua discografia è un autentico labirinto: di sicuro è quello più maturo e compiuto.

Aperto da un brano programmaticamente intitolato “Path of Destruction”, il primo disco è all’insegna del rumore e dell’aggressività più feroce, qualcosa che eguaglia e spesso addirittura supera tanto la potenza brutale dei Ministry che la densità emotiva dei Nine Inch Nails: da qui fino al micidiale trittico finale “Buried Alive…”, “…And Never Be Found” e “New World Order, è un unico, monolitico cammino che si snoda tra implacabili ritmiche elettroniche e slogan “against the machine” urlati con tutta la necessaria dose di rabbia: c’è l’incursione hardcore di “Tear It Out” (con un ospite d’eccezione come Dave Grohl), ci sono cavalcate incendiarie come “Everything Starts With a Fuck” e la title track , e momenti di calma apparente come “Killing Machine”, ma soprattutto c’è una tensione costante e portata all’estremo, da cui si finisce per essere travolti come da un treno in corsa. Lontano anni luce dal crossover ormai svuotato e ripetitivo di tanti gruppi idolatrati dal grande pubblico (tipo Korn), Alec Empire mette in mostra un talento e un gusto musicale ormai rari nella musica “dura”, combinati ad uno spirito sovversivo da vero punk.

Chiuso il primo cd con “New World Order”, Alec sorprende con una seconda parte dell’album all’insegna della sperimentazione elettronica, fatta di brani lunghi e informi, a metà tra il free-jazz e le sonorità di Aphex Twin, carico di paesaggi visionari e atmosfere inquiete: ma nulla della tensione delirante della prima parte è andato perduto, semplicemente la rabbia psicotica che nel primo disco veniva eruttata con tutta la violenza possibile, qui è vista da una prospettiva più interiore, diventa disturbo indefinito, diventa confusione mentale. In ogni caso è Alec stesso a dircelo: Intelligenza e Sacrificio, di questo è fatto questo disco, ed è questo che chiede ai suoi ascoltatori.

25/10/2006

Tracklist

  1. DISC 1
  2. 1. Path Of Destruction
  3. 2. The Ride
  4. 3. Tear It Out
  5. 4. Everything Starts With A F**k
  6. 5. Killing Machine
  7. 6. Addicted To You
  8. 7. Intelligence & Sacrifice
  9. 8. Death Favours The Enemy
  10. 9. Buried Alive
  11. 10. And Never Be Found
  12. 11. New World Order
  13. DISC 2
  14. 1. 2441998
  15. 2. The Cat Woman Of The Moon
  16. 3. Two Turn Tables & A Moog
  17. 4. Parallel Universe
  18. 5. Vault Things Of The Night
  19. 6. Silence & Burning Ice
  20. 7. Alec's Ladder
  21. 8. Electric Bodyrock
  22. 9. 2641998

ALEC EMPIRE sul web