Trans Am

TA

2002 (Thrill Jockey) | post-rock

C'è sempre un album nella carriera di un gruppo alt-rock che fa discutere gli appassionati e soprattutto i "puristi" dell'anti-mainstream, in parole povere una deriva commerciale che spesso lascia sconcertati, e meno frequentemente viene accettata come dimostrazione di talento a tutto campo; è il caso dell'ultima uscita dei Trans am "TA", trio statunitense del Maryland, una delle band più originali degli ultimi anni, grazie una miscela di kraut-rock anni '70 e hard-rock, eseguiti con strumentazione analogica, synth e batteria compresi. Il balzo in avanti (o all'indietro a seconda dei punti di vista...) è ancora più evidente se si pensa che il loro precedente LP, lo splendido "Red line", aveva messo d'accordo critica e appassionati, considerato da molti infatti il loro lavoro più riuscito e sperimentale, tra lunghi brani strumentali a cavallo tra i Devo e i Neu! altri più potenti e cupi, fino a puntate nell'hard-progressive anni 70.

In "TA", invece, i Trans am abbandonano le velleità sperimentali e si adoperano a un omaggio, o a un Bignami, dell'elettronica dance anni '80, i brani cantati aumentano in proporzione, anche se la voce è sovente filtrata dal collaudato voxcoder; già dal primo pezzo "Cold war" chi, come chi vi scrive, ha vissuto l'adolescenza negli anni '80 non può evitare un sobbalzo nell'ascoltare una perfetta imitazione dei New Order, che prosegue nella successiva "Molecules" una "Confusion" del 2002; ma gli omaggi non si limitano certo al quartetto di Manchester, si incappa infatti nel rap ispanico con base alla Run DMC in "Basta", il Paul Hardcastle, od anche i Soul II Soul, di "Different kind of love", con tanto di una inedita voce femminile, i Cure più eterei di "17 Seconds" nello strumentale "Afterlight", i vecchi padri Kraftwerk, uno degli omaggi più spudorati, in "Feed me", i Devo nel synth che accompagna il ritmo marziale accelerato di "Run with me". Se non fosse per l'assenza di qualche brano più glam (in stile Duran Duran ad esempio...) non si sarebbe salvato nessuno.

Le ritmiche, sempre possenti, sono più dichiaratamente funky, i pezzi potrebbero benissimo essere ballati in qualche discoteca di revival anni '80, e in tale contesto forse i brani che sfigurano di più forse sono proprio quelli che rimandano ai Trans am che già conoscevamo, come nella strumentale "C-Sick", ipnotica e psichedelica, o quando traspare la passione per l'hard rock nel brano "Positive people", decisamente più debole di un gioiello come "Play in the summer" presente nel precedente "Red line"; il pezzo finale "Infinite wavelenght" recupera i Trans am più robotici e teutonici, il voxcoder ripete "White sound white noise", che suona abbastanza beffardo in un album che invece omaggia le ritmiche della black music anni '80 a più riprese. Probabilmente il problema di questo TA non è tanto nella riuscita più o meno felice dei brani, ma nella capacità che avrà l'ascoltatore di resistere a prendere dallo scaffale qualche raccolta dance o elettronica di quando era bambino...

(07/11/2006)

  • Tracklist
  1. Cold
  2. Molecules
  3. Run With Me
  4. Bonn
  5. Basta
  6. Different Kind Of Love
  7. You Will Be There
  8. Derek Fisher
  9. Party Station
  10. Positive People
  11. Afternight
  12. C Sick
  13. Feed On Me
  14. Infinite Wavelenght
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