Sesto disco da solista per Kristin Hersh, uscito in contemporanea con il nuovo lavoro delle Throwing Muses, la sua formazione ufficiale (da lei descritta come "una country-hardcore band"). Per "The Grotto" la cantautrice americana ri-sfodera la sua chitarra dodici corde, per dar vita e corpo a dieci nuove composizioni, vicine come concezione ai primi lavori, "Hips And Maker" (1994) e "Strange Angels" (1998), connubio di semplicità e raffinatezza.
I nuovi brani sono intrisi di folk, inquieti, enigmatici, ma allo stesso tempo gentili e celestiali. Ascoltare un disco di Kristin Hersh è come fare un viaggio nel suo privato (alcuni si potrebbero perfino sentire a disagio per l'eccessiva intimità): "Le canzoni le sento, non le faccio…", è solita ripetere.
A farci strada in questo percorso, la sua voce di carta vetrata, che come al solito gioca e si alterna con la chitarra, sussulti per il cuore.
La Hersh non fa tutto da sola: la accompagnano Howe Gelb (Giant Sand) al pianoforte e Andrew Bird (Bowl Of Fire) al violino, bravi a esaltare e impreziosire le canzoni con magnifiche sfumature strumentali. "Vitamins V", "Arnica Montana", alcuni episodi caldi. Da brividi l'esecuzione di "Milk Street".
Si può solo sperare che questa strada intrapresa da Hersh possa sfociare in altre nuove collaborazioni, e magari – chissà – in un duetto con Lisa Germano.
28/10/2006
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