Vive La Fête!

Nuit Blanche

2003 (Surprise) | synth-pop

Danny Mommens è il bassista dei dEUS, ed è anche il leader di una formazione punk-rock chiamata "Sexmachines". Peraltro, i suoi interessi non si limitano al rock. Infatti si aggira per club a mettere dischi sotto lo pseudonimo di "DJ Frigidaire", ma soprattutto, con la sua bionda metà Els Pynoo, mantiene dal 1997 un progetto synth-clash denominato "Vive La Fête!" (mi raccomando il punto esclamativo). E pensare che i Vive La Fête! erano nati quasi per caso: singoli ammiccanti registrati per gioco nello studio casalingo di Mommens, e destinati forse a rimanere "bedroom material", se l'ennesima attività di questo musicista multitask non fosse produrre album della scena di Ghent tramite una piccola label , chiamata Kinky Star Records. Voilà, ecco invece il quarto lavoro di un duo belga che ormai ha il suo meritato spazio nella scena electro europea.

Difficile non essere catturati da quello che fanno questi due: Danny mette la sua massima padronanza di chitarre elettriche, synth, trastiere e bassi elettrici al servizio di composizioni che si rifanno tanto al revival electro che sta or ora vivendo il suo periodo d'oro (qualche nome: Ladytron, Felix Da Housecat, Fischerspooner) quanto alle algide e parasessuali atmosfere degli albori foxxiani e numaniani del genere synth-pop; Els sospira, ordina e urla i suoi eccezionali testi francesi (a Ghent parlano fiammingo, ma a lei non importa: "Je chante comme je chante/ c'est tout en français/ parce que j'aime la langue/ mais ce n'est pas parfait", canta in "Jealoux"), votandosi dichiaratamente a mostri sacri come Brigitte Bardot e Jane Birkin.

Sì, fanno synth-pop, ma drogato di electroclash; sono la coppia Gainsbourg/Birkin chiusa nel bagno di una discoteca tra coca e pasticche, vantano un'autoironia che permette loro di sfuggire alle pacchianerie pornosoft dell'attuale suono clash , sono dandy del nuovo millennio che fanno ballare la gente armati di un sarcasmo dagli effetti ossimorici, se non stranianti. Nessuna chick on speed vivente pare in grado di fare altrettanto.
Succedono molte cose durante la Notte Bianca: la title track porta un synth-pop molto vicino alla house, con un cantato così infantile da risultare, sì, erotico, seppure non ai livelli di un gioiellino come "Touche Pas", che azzecca una melodia pop meravigliosamente inutile e la trasforma in un potenziale hit. La cosa impressionante di questa musica (impossibile non notarla fin dai primi minuti di ascolto) è la plastica purezza del suono electro , che si sposa perfettamente con il clash basso della chitarra e con i techno-beat, senza sporcarsi, senza volgarizzarsi. Una vera e propria "metamaticizazzione" dei brani, in una eterna indecisione tra l'apollineo e il dionisiaco, che, a parere di chi scrive, è una gioia per i padiglioni auricolari di ogni essere umano.

Anche nei pezzi più vicini al techno-rock da dancefloor, come "Jealoux", siamo sempre in presenza di Electroclash con la E maiuscola, perchè l'electroclash così deve essere: torbido, potente, pulsante, un incrocio tra una chitarra punk e strida acide di sintetizzatore, qualcosa di umido e caldo, qualcosa tipo rianimazione. Il singolo, "Noir Desir", è di una ferocia disperata che nulla invidia alla techno o al garage rock, giusto per chiarire che "Nuit Blanche" può girare tanto al Piper quanto al Brancaleone.

Non c'è un pezzo sbagliato, in questo disco. "Joyeux" è un synth-pop pieno di riverberi, sottofondo di frustate alla Human League prima formazione e strali di dream-house . Sfoggia tutto il talento di un'interprete che riesce a mettere i brividi anche filtrando la voce in un vocoder; e se i riferimenti al duo di "Je T'Aime, Moi Non Plus" potevano sembrare azzardati, "Mon Dieu", con Danny che mormora serioso "qu'est que ce tu vois, mon dieu?" e Els che risponde solo: "Bang Bang!", seguito da eloquentissimi strilli dovrebbe far sobbalzare di sorpresa, o magari di sdegno, gli amanti del genere (l'importante è che sobbalzino).
Gusto per le melodie synth-pop o meno, nei Vive La Fête! è il suono che fa la differenza. Prendete un pezzo come "Maladie d'Un Fou". E' tutt'altro che geniale, ma l'incrocio synth-tastiera che fa da ritornello è meravigliosamente micidiale, è il protagonista attorno al quale viene costruito tutto il pezzo, compresi beep di cornice e stupenda coda in distorsione elettronica. Una vera e propria lezione alle scontatezze del pop digitale a cui siamo abituati.

Sentendo "Nuit Blanche" viene da pensare che solo un genere come questo riesce a dipingere efficacemente un mondo - quello dei dance floor - che è più simile ormai a un girone dantesco che al "paradise garage" di circa un decennio fa. "Adieu", con il giro di basso incalzante e i ritmi sincopati a fare contrasto con i "va-t-en" allucinati del testo, simboleggia alla perfezione il rapporto odio-amore con il sabato sera, quasi che ballare i Vive La Fête! significhi andare oltre il banale sfogo fisico, tentare di esorcizzare i demoni quotidiani del moderno frequentatore di discoteche, seppellire per una notte le ossessioni metropolitane del nostro tempo con una sola, grande, ossessione musicale. Forse non è così improbabile che dietro un semplice "confidence pour confidence/dance" ci sia ben più di un testo alla Cyndi Lauper, almeno nel momento in cui i muri della discoteca si sciolgono a contatto con l'acido electro , e i danzatori rimangono soli, oltre gli spazi, in balìa di un buio luminescente di led, in balìa della Nuit Blanche.

NB: Nel 2004 si segnala la pubblicazione del cd-maxi "Schwarzkopf" (Surprise), che vanta interessanti remake dei Tom Tom Club e Trans X.

(30/10/2006)

  • Tracklist

1 Nuit Blanche
2 Touche Pas
3 Jaloux
4 Joyeux
5 Mon Dieu
6 Maladie d'un Fou
7 Assez
8 Noir Desir
9 KL
10 Mr. Le President
11 Maquillage
12 Adieu

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