Animal Collective

Sung Tongs

2004 (FatCat Records) | alt-folk

Seconda prova del collettivo di New York con il moniker Animal Collective dopo il magico "Here Comes The Indian" uscito nel 2003, subito messosi in luce come una delle più fresche novità in ambito indie-folk. In realtà il collettivo è qui composto solamente delle due figure chiave, Avery Tare (David Porter) e Panda Bear (Noah Lennox), che come al solito si cimentano con linguaggi arcaici come il folk pre-war e immaginari agresti, recuperandoli però in maniera freak, "altra". Le differenze con il primo lavoro sono evidenti sin dalla prima "Leaf House", lo sfrenato e anarcoide primitivismo di "Here Comes The Indian" lascia il passo a una altrettanto gioviale ma più inquadrata scrittura. "Sung Tongs" vira decisamente verso la canzone senza per questo perdere in carica ed elettricità, come dimostra anche la divertentissima "Who Could Win A Rabbitt", trasposizione in salsa campagnola del fun californiano à-la Beach Boys, omaggiati anche con la breve "College".

L'atmosfera da bonfire si alterna a passaggi notturni come "The Softest Voice", come da titolo intrisa di delicati voci notturne, e a ballad a loro modo semplici ed evocative ("Kids On Holiday"). In tutta questa spensieratezza, la lunga "Visiting Friend" funge paradossalmente come richiamo alla realtà, sospesa tra momenti di estatica calma e sofferte rimembranze, un lungo e a volte doloroso mantra che si riallaccia maggiormente alla precedenta esperienza del collettivo.

Basta però il pow-wow "We Tigers" a spazzare via i brutti pensieri e a rievocare il clima giocoso che, "Visiting Friend" a parte, caratterizza profondamente tutta l'opera. Ci si ritrova tutti attorno al fuoco quindi, "Mouth Wooed Her" con il suo clapping e "Good Lovin Outside" con voci di bambini in sottofondo. Ma forse tutto "Sung Tongs" è un ritorno a una spensierata fanciullezza, alla libertà di giocare e cantare con tutto e tutti. Gli Animal Collective ci riescono maturando il loro modo di comporre e sfornando un gioiellino che non aspetta altro che essere ascoltato "oziando con gli amici", recuperando un senso di gioia e divertimento spesso precluso a noi adulti.

(13/11/2006)

  • Tracklist
  1. Leaf House
  2. Who Could Win A Rabbit
  3. The Softest Voice
  4. Winters Love
  5. Kids On Holiday
  6. Sweet Road
  7. Visiting Friend
  8. College
  9. We Tigers
  10. Mouth Wooed Her
  11. Good Loving Outside
  12. Whaddid I Done
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