SLUGS - Bob Berdella Bizarre Bordello

2005 (Black candy records)
alt-rock

L'Emilia, non più paranoica, tra ruggine blues, bollicine acide, provincialismo (quello buono…) indie-rock e bandiere americane. Bob Berdella Bizarre Bordello allittera, scompone e ricostruisce un panorama rock complesso e ricco di sfumature. Un sound anche personale, visceralmente ricercato, preteso, sentito. Spinto tra incroci sovente eccitanti, buoni per un viaggio coast to coast senza meta; e, soprattutto, bastardo. Come quello di "Ed Gein": versione post-punk delle scorribande freak-edeliche degli Ed Hall (quelle voci che si rincorrono folli), tra ritmiche funk-aguzze e uragani. Sono tutti qui dentro, gli Slugs, da Reggio Emilia. Non male, davvero. Un suono pieno di deserto, che gioca con i timbri, si lascia andare sottovoce. Rivisita epiche ascensioni per ballate delittuose, che poi abbandona un attimo dopo dentro vertigini strumentali che scomodano Meat Puppets, sole a picco e scorpioni ("Green River Killer"). Oppure macera nella sabbia una rabbia trattenuta a stento: "Sand".

Un'Emilia che racimola brandelli di rock andato, dunque. Gioca con tastierine, suoni vintage, figurine di Page&Plant ("Low-Fi Tangerine"), cadenzando ("I Could Have Been A Contender") e inciampando ("Love Part Two"). L'art-punk riesce a essere ancora un giochino capace di rumoreggiare con un certo fragore ("Impress Metal Packaging"), così come il funk di "So Fine, infarcito con qualche fendente stoner. Brani che scorrono con febbrile ardore ("The Day They Put Down Land From Hollywood"), cavalcando strumentali d'altri tempi, come quello di "Salix Dead Tree", dove vibrano sentori di musica irlandese oppure, se volete, un filo sottile risale un labirinto fino ai Led Zeppelin, number III.

Con enfasi proggy , invece, il "Requiem For A Dead Rabbit" assale con travalicamenti space-noise, malinconici intermezzi pianistici e voce a là Nick Cave. E, ricordandosi della lezione, manda a memoria piani sequenza acidi come da manuale 70s, si tuffa in distese kosmische e sceglie di morire math-rock.

Un disco che frulla generi e stili senza starci troppo a pensare. Non ha certo il coraggio, o forse la voglia, di mirare troppo in alto. Sceglie di guardare oltre oceano con spirito libertino e divertito, sapendo bene di dover restare ai piedi dei colossi che va a incensare. Ma se gli Slugs hanno le carte in regola per crescere ancora, per il momento, eccovi un buon esempio di tentazione oltranzista per la vostra estate rumorosa, menefreghista e cazzuta. E non dimenticate le birre, mi raccomando…

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30/04/2026

Tracklist

  1. 1. Ed Gein
  2. 2. Green River Killer
  3. 3. Sand
  4. 4. The Day They Put Down Land From Hollywood
  5. 5. Love Part Two
  6. 6. Salix Dead Tree
  7. 7. I Could Have Been A Contender
  8. 8. Impress Metal Packaging
  9. 9. So Fine
  10. 10. Low-Fi Tangerne
  11. 11. Requiem For A Dead Rabbit

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